E’ effettivamente un gioco-nonsense di parole che ci viene in mente dopo aver terminato di leggere (e non per la prima volta) il libro edito da La Ruota Edizioni ormai nel “lontano” dicembre 2021 dal titolo “Me viè un po’ da piagne”. Null’altro potrebbe racchiudere meglio le sensazioni e il numero di fazzoletti utilizzati per le lacrime versate dal gran ridere.
Immaginate di sedervi in poltrona (o al tavolo di cucina, sul divano, sdraiarvi sul letto, insomma, dove solitamente preferite leggere), aprire il libro ed essere catturati dalle pagine, attraversarle come l’armadio di Narnia ed essere catapultati sulla poltroncina di un teatro a guardare sul palco Luccisano che sta “tenendo” spettacolo: è questo quello che capita leggendo il suo libro che è un po’ la sintesi scritta del suo lavoro sul palco, della parte autoriale, dei suoi video.
Sembra prendere vita dai capitoli, brevi ma intensi come degli sketch, in un’opera che può essere letta tutta d’un fiato - per non perdere il senso dello spettacolo - oppure gustata a piccoli sorsi, in maniera periodica, appunto come i video che pubblica sui suoi social perché composta da racconti compiuti senza necessità di continuità tra capitoli.
Per intenderci, un lettore potrebbe iniziare il libro da metà o, come Billy Cristal, protagonista insieme a Meg Ryan di “Harry ti presento Sally” (1989), cominciare dalla fine perché “… così, se muoio prima di finire, so quello che succede”.
In un italiano falsato dal romanesco - lingua ormai universalmente conosciuta e ai puristi verrebbe da dire “scansateve proprio” se non lo capite - si parte dalla differenza tra uomini (che vengono da Marte) e donne (che vengono da Venere) con i diversi rituali per il primo appuntamento, la comprensione e capacità di distinguere i colori, l’infinita capienza della borsa delle donne, per poi affrontare i disagi comuni che tutti vivono o che hanno vissuto.
Un excursus su alcune piccole situazioni come quella di trovarsi in un bagno pubblico, per non parlare della perdita di quello che per tanti è solo un sostantivo femminile davanti ad un buffet gratuito o ad un “all you can eat”: la dignità!
Neanche l’analisi dell’animale da compagnia è risparmiato, fermo restando che dopo aver letto il libro il dubbio che sia tu a far compagnia a lui piuttosto del contrario ti viene e stiamo parlando del gatto: “... il gatto ti bullizza e lo sai perché? Perché può.
Il gatto dorme tutto il giorno perché sa che de giorno tu devi stà sveglio pe' forza, quindi datte fastidio sarebbe inutile come fa 'no sciopero de domenica. Ma la notte... ahhhh la notte... la notte no... la notte è diverso. Tu la notte vorresti dormire e questo lui lo sa. E lui è sveglio la notte. E ce vede ar buio. Ce vede benissimo ar buio”.
Un libro divertentissimo il cui titolo prende il via dall’ormai famoso trio in auto - la Fiat Quarantena (Luccisano, sarebbe stata carina Panda Pandemia, non credi?!) - nato durante il periodo di lock down dall’esigenza dell’artista di comunicare con il suo pubblico. In sintesi, nel suo lavoro creativo, mancava il passaggio fondamentale: farlo vedere agli altri! Da delle dirette facebook è passato agli spettacoli in streaming, fino a delle riprese singole in auto per poi, per citarlo, “Booom, stacce!” arrivare a “il buono, il tonto e il cattivo” (cit. dal suo libro).
I tre personaggi (per chi non lo sapesse o non lo avesse intuito, è sempre Luccisano) non hanno nome perché sono tutti e nessuno, sono Luccisano e anche chi li guarda. Un universo Pirandelliano che si chiude sempre con la frase “Me vie' da piagne” che, guarda un po’, è anche una famosa poesia romanesca di Gigi Proietti, da sempre stimato e amato da Luccisano, tanto da essere conosciuto per il suo “Pronto Gigi?”. Sarà stata una citazione inconsapevole? Non è dato saperlo e non crediamo di chiederlo all’autore. Alcune cose vanno lasciate nel dubbio… come la domanda: ma adesso la versione femminile del trio (che nomi invece ce l’hanno, chissà perché) darà vità ad un libro dal titolo “Che vita spicciola?”
Me vie' da piagne, ma che sarà? / Che me significa 'sta novità? / L'omo nun piagne, ma io perché / Me metto a piagne davanti a te
Pure si soffre e se sente morì / L'omo nun po' comportasse così / L'omo è forte, nun se piega / L'omo è omo chi lo nega
Dice: "Nun piagne, pe' carità" / "Sinnò ce perdi de dignità" / L'omo ce perde, dimme perché / Che c'ho da perde si ho perso a te
L'omo ce perde, dimme perché / Che c'ho da perde si ho perso a te
ME VIE' UN PO' DA PIAGNE
Analisi tragicomica dei disagi quotidiani
di Emiliano Luccisano
Edizioni La Ruota, 2021
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