I massimi esperti del settore sostengono che il forte sovrappeso sia causato da una cattiva educazione alimentare e da poco movimento. E' sicuro sia così, ma in chi ha qualche anno in più, la giornata ha anche risvegliato ricordi ormai lontani sui pomeriggi d'infanzia e sulle nostre merende da bambini. La prima riflessione è che, a memoria, le generazioni dei trenta/quaranta/cinquantenni non hanno conosciuto il problema della obesità infantile. Eppure non ricordiamo che i nostri genitori ci tenessero a stecchetto! Siamo stati i primi che non hanno sperimentato la fame del dopo guerra, ma che ancora non avevano a disposizione la varietà di cibo che hanno i bambini ora. Eppure la merenda non era di certo monotona, né sempre uguale.
Certo a volte interrompeva interessantissime caccia al ladro o sedute di nascondino, interminabili tornei di pallone nel cortile di casa (con annessa rottura di qualche improvvido vaso capitato là vicino alla porta), o gare di campana, un due tre stella o regina reginella. Ma quando dalla finestra le mamme chiamavano, ci si accorgeva di quel “certo languorino” cui non si poteva resistere.
Ecco di seguito, in una sorta di elenco, una specie di “quelli che...” delle merende di una volta:
Pane, burro e... alici (non molto usata, e solo per palati avvezzi ai sapori forti), marmellata (di solito fatta in casa da volenterose mamme e nonne che passavano giornate d'estate a sbucciare, tagliare e girare pentoloni di frutta e zucchero che pervadevano con il loro profumo tutto il vicinato).
Pane e... salame (la rosetta con il salame con i buchi grossi è ancora legato alle visite a casa di una mia compagna di scuola. Nella pausa dei compiti scendevamo dal pizzicagnolo all'angolo che lo preparava sul momento. Varianti: prosciutto crudo e cotto o mortadella. Per i soliti palati forti di cui sopra c'era anche la versione con la coppa, di solito fatta a casa, quando si ammazzava il maiale.
Formaggino. Intere generazioni hanno portato al mare la mucca Carolina gonfiabile vinta con i punti del formaggino Prealpi,o il pupazzo vinto con quelli di Susanna. C'era una versione con vaschette a triangolo, della Milkana, buonissima, ma ormai sconosciuta ai più.
Pane e Nutella. La vera innovazione, la chiave di volta delle merende della nostra infanzia. All'epoca c'era anche la scuola di pensiero (e di merenda) con Ciaocrem, anche bicolore, ma non ha avuto seguito. Due parole in più sulla mitica crema spalmabile. C'erano mamme (civilissime), che compravano barattoli e bicchieri, di cui ancor oggi hanno un servizio buono per le prossime venti generazioni, e non stavano lì a badare sulla quantità di crema che veniva spalmata sul pane. Narrano le cronache che qualcuno a mò di stucco riusciva a coprire tutti i lati della fetta, compreso il sotto, senza neanche sporcarsi le dita. Ed altre mamme (un po' meno permissive), che riuscivano a far durare una vaschetta di Nutella per almeno tre giorni. Naturalmente le merende a casa delle prime erano le più gettonate. In ogni caso l'unica versione ammessa era quella con il pane, casareccio, rosetta, fino allo sfilatino, dai cui bordi esondavano dita di crema, (ma solo per veri intenditori), al massimo fette biscottate o gran turchese (con tecniche sopraffine per evitare la fuoriuscita dai buchini).
Crostate e ciambelloni. Di solito adottati nelle case di mamme abilissime in cucina. Quando è uscito il manuale di Nonna Papera e il Dolce Forno sono cominciati pericolosissimi esperimenti, da parte di intraprendenti bambine. Di solito venivano fatti assaggiare a volenterosi fratelli o cugini, che non stavano tanto a guardare il sottile sulla perfezione del risultato.
Merendine: a parte la Fiesta, ancora in voga, ma anche nelle versioni al limone e alla nocciola e maxi, le altre famigerate merendine erano il Buondì (anche nella versione al cioccolato), le Girelle e la tristissima Brioss (all'amarena e all'albicocca), ma non erano poi così gettonate.
La versione estiva della merenda, al mare prevedeva la pizza allo stabilimento. Rigorosamente dopo il bagno, nelle versioni bianca, rossa e con lo zucchero (che non fanno ormai più), accompagnata naturalmente dalla gassosa, bevuta con la cannuccia dalla bottiglia o da un bicchiere di spuma, rossa, nera, all'arancia o al limone.







