Oramai è per noi diventata una piacevole consuetudine, come quella del tè delle 5, che però gli inglesi sorseggiano molto tempo prima. Ogni anno, tra la fine di giugno e l'inizio di luglio, veniamo a immergerci nella festosa e colorata atmosfera inclusiva del London Pride.
Questa volta però iniziamo dalla fine, anzi dal poco dopo, dai dati ufficiali che hanno stimato in più di 32.000 i partecipanti, in rappresentanza di più di 500 gruppi e organizzazioni LGBTQ+; asticella ovviamente molto più elevata per il numero di persone che hanno assistito, stabilmente nell'ordine del 1,5 milioni (probabilmente è difficile ospitarne di più). Numeri che collocano l'evento tra i più partecipati del Regno Unito.
Dovendo e volendo scrivere qualsiasi cosa che non avessimo già puntualizzato nei due precedenti articoli, abbiamo deciso di fermare maggiormente la nostra attenzione sulle "persone", su chi ha sfilato con orgoglio, su chi lo ha fatto per testimoniare affetto a chi gli sta accanto, su chi ha voluto semplicemente essere presente perchè a questi eventi è importante sempre poter testimniare di esserci stati, per ribadire che quelli che sbagliano (e che sono sbagliati, nella loro supponenza e arroganza) sono gli altri, quelli che hanno scelto di rimanere a casa (ma di cui nessuno ha notata l'assenza) o di fare i "leoni da tastiera". Ma qui non si giudica nessuno, anche se una domanda se la dovrebbero fare.
Al netto dell'intolleranza altrui, che fortunatamente è sempre meno rumorosa, abbiamo scelto 10 momenti in galleria + 1 in copertina, rappresentati da altrettante foto che testimoniano, anche senza la necessità di parole, il significato che questa affermazione di tolleranza e libertà espressiva riveste per chiunque, anche per chi come noi non è inglese, ma in momenti come questi vorrebbe realmente esserlo, per appartenere ancora di più a una comunità così mentalmente sana. Ma andiamo per ordine, e comunque la galleria fotografica è a fondo pagina.
La sfilata ha avuto luogo il 29 giugno, con partenza da Hyde Park Corner e arrivo a Trafalgar Square, ha coinvolto il corpo istituzionale di Londra, con il sindaco laburista Sadiq Khan (da cica un mese rieletto per la terza volta) in prima fila. Assieme al primo cittadino la lista dei partecipanti illustri è lunga, tra cui sono perfettamente riconoscibili università varie, giornali, grandi aziende multinazionali, catene di pollo fritto (evitiamo la marca, ma tanto si capisce di chi stiamo parlando) e molto altro ancora. Non vogliamo fare torto a nessuno e ci limitiamo a citare solo chi abbiamo fissato in digitale, ma tanto ci sono tutti.
Il caldo della giornata - ma bastano pochi grandi sopra la norma perché un suddito di Sua Maestà abbandoni i suoi vestiti a casa - invoglia e aiuta chi sfila a osare l'osabile (e anche di più) e si alternano così seriose divise a costumi di ogni tipo, compresi quelli da bagno. Ogni persona, in ogni caso, con un trucco più o meno importante sorride, e lo fa sempre. Non esiste (perché non c'è) il senso del ridicolo, non esiste (perché non ce ne è bisogno) il rispetto delle convenzioni sociali, non esiste nessun tipo di giudizio su peso, altezza, colore e altre banalità che solo chi non nulla di meglio da fare può avere voglia di notare. Dovunque si inneggia al Pride e al Proud. E questo è quanto. Arrivederci alle prossime edizioni.
ARTICOLI CORRELATI
London Pride 2023
London Pride 2017







