Ivan Graziani (Teramo, 1945 - Novafeltria, 1997), artista dal talento indiscusso e personaggio atipico decisamente "avanti" rispetto ai suoi contemporanei, rientra nell'Olimpo dei cantautori italiani per la peculiarità di avere creato un raccordo tra la canzone d’autore italiana e il rock di matrice anglosassone, percorrendo una strada già ricca di capiscuola, ma implementandola della sua particolare visione e del suo particolare e riconoscibile suono. Tutto senza complessi di inferiorità verso i modelli esteri e con l'orgoglio della tradizione (e della provincia) italiana.
E poi le parolacce che ti lasci scappare che servono a condire il tuo discorso d'autore come bava di lumaca stanno li a dimostrare che è vero, è vero non si può migliorare col tuo schifo d'educazione col tuo schifo di educazione. Pigro!
Primo cantautore in assoluto a salire sul palco del Premio Tenco nella primissima edizione del 1974; un album ("Pigro") considerato tra i 100 più belli della musica italiana dalla rivista Rolling Stone; una tecnica chitarristica che ha fatto scuola; canzoni come “Lugano Addio”, “Firenze (Canzone triste)”, “Monnalisa”, “Pigro”, per citarne alcune delle più note, che rimangono nella memoria collettiva di chi le ascoltava allora, lo fa oggi e ne tramanda la conoscenza alle generazioni dello streaming. Un artista completo, capace di scrivere canzoni e romanzi, di dipingere e disegnare storie a fumetti, di cimentarsi immergendosi completamente nell’arte, un personaggio che ha lasciato l’idea di poter essere sempre fuori dagli schemi, oltre le righe, che ha fatto della sua poliedricità la tara artistica che lo distingueva da molti altri.
E’ difficile immaginare un percorso più fiammeggiante di quello di Ivan Graziani. Nella metà dei Settanta, ascoltando chissà quali muse (e a molte dava del “tu”), seppe trovare la ricetta perfetta per coniugare cantautorato e rock". Andrea Scanzi
Dotato di sensibilità e ironia uniche, attento osservatore di micro storie che riusciva a rendere esaltanti e intriganti nelle sue canzoni, Ivan Graziani ha raccontato il Paese meno evidente, ma vitale, quello della provincia - con le piazze e le stazioni dei treni, le vie di campagna, le donne dai nomi più o meno originali, con le colline e i campi a perdita d’occhio, le piccole città che vivono lente, con il Gran Sasso, San Gabriele e l’Abruzzo sullo sfondo, ispiratori spesso e protagonisti a volte, in una geografia ideale e sghemba tracciata dalle sue canzoni - da Lugano fino in Olanda, da Modena e Siracusa fino alla “Firenze triste” lungo Ponte Vecchio, raccontata in un piccolo grande capolavoro. Un Artista che - come pochi nel periodo e come pochissimi in Italia - è riuscito a coniugare il virtuosismo tutto naturale della chitarra con la qualità dei testi, riuscendo a non far mai prevalere un aspetto sull'altro.
Era guidato da un moto perpetuo che lo portava avanti rispetto al tempo in cui viveva. La sua discografia è intrisa di trame cinematografiche, aperture visionarie, ritratti immortali e capelli fermi come il lago. Paolo Talanca (da "Ivan Graziani, il primo cantautore rock", edizioni Crac)
Un personaggio dalla personalità così spiccata ed un talento così versatile non poteva esaurire la sua creatività in un'unica disciplina: infatti, insieme alla musica sviluppò parallelamente quello che fu definito il suo “lato B” ovvero il percorso dell'Ivan Graziani disegnatore, esaltato dalla bella mostra on stage nel 2019 al Museo internazionale e biblioteca della musica di Bologna. Un'esposizione antologica dal titolo Il disegnatore è libero, le opere di Ivan Graziani, curata da Olivia Spatola e Manuela Valentini in collaborazione con Francesco Colafella. Una galleria di personaggi dal taglio cinematografico, impegnati in situazioni di vita quotidiana. Il tratto a china, a volte più rotondo e acquerellato con l'alcool, a volte più stilizzato e spigoloso, ha la costante di una visione grottesca e satirica.
... la grandezza di un autore che era un fiume artistico in perpetuo moto, che puntava all'autenticità̀, che non si fidava mai di forme o verità acquisite ma cercava sempre di stupire, cercava l’originalità̀ e, così facendo, cercava una strada propria. Paolo Talanca (opera citata)
In questi anni, nel suo studio di registrazione, Officine Pan Idler, sono stati finalmente ripassati con nuove tecnologie alcuni nastri, all’interno sono state trovate molte tracce inedite su cui si sta lavorando per poterle pubblicare proprio nel 2022, a venticinque dalla sua scomparsa. A chi si rivolgeranno? Sicuramente a chi non ha mai sentito (o visto) Ivan Graziani per scoprire - attraverso sfaccettature finora inedite - un vero Artista. Chi invece conserva gelosamente i suoi dischi, potrà approcciarvi con maggiore piacere, magari riascoltando e canticchiando "Se la mia chitarra piange dolcemente stasera non è sera di vedere gente".








