Traviata Belle Époque apre Verona Opera Festival 2026

Il capolavoro di Verdi inaugura il 12-13 giugno la 103esima Stagione con 53 serate e cast stellati

Conferenza stampa a Roma
m&s - Conferenza stampa a Roma

Anno di primati per L’Arena di Verona che festeggia con la 103esima edizione di “Verona Opera Festival” 2026  la stagione più lunga della sua storia: 53 rappresentazioni da giugno e settembre. Anteprima-Festival il 5 giugno con una serata in mondovisione (Rai1) dal titolo da stadio “Campione del Mondo. Italia loves Unesco” per sostenere  la candidatura Unesco della canzone napoletana classica e ricordare i titoli già conquistati per il canto lirico e le cucina italiana. Serate inaugurali il 12-13 giugno con un nuovo allestimento di Traviata.

Alla conferenza stampa dei giorni scorsi a Roma, la sovrintendente di Fondazione Arena Cecilia Gasdia (di buon lignaggio veronese; sul palcoscenico areniano a 18 anni), ha ricordato, con il direttore artistico Stefano Trespidi, il regista Paul Curran, lo scenografo Juan Guillermo Nova e il costumista Stefano Ciammitti (prestato dal cinema, suoi i costumi della cerimonia di chiusura delle Olimpiadi invernali nel febbraio scorso), che il Festival celebra 150 anni dalla prima rappresentazione nel 1913 con l’Aida (grazie all’intuito del tenore impresario Giovanni Zenatello), i 130 anni dalla prima di Bohème” nel 1896, i 100 anni dalla “prima” 1926 di Turandot, gli 80 anni dalla prima Traviata all’Arena nel 1946  e che ogni stagione dà lavoro a circa 1200 persone tra complessi tecnici e amministrativi dentro e fuori il teatro, senza contare un’ottantina di artisti tra direttori e cantanti, alcuni già affermati, altri al debutto. Numeri sicuramente di tutto rispetto e inequivocabile segno di buona risposta da parte del pubblico (circa 10.000 spettatori ogni sera).

Oltre a Traviata, il cartellone propone  Aida – nel duplice allestimento di Stefano Poda e Franco Zeffirelli – Nabucco, Bohème e  Turandot, ma anche Roberto Bolle and Friends, Carmina Burana, Paganini Paradise, Viva Vivaldi e Zorba il greco (al Teatro romano). 

La Traviata del regista norvegese Paul Curran (sul tavolaccio da una trentina d’anni) sarà la più spettacolare fra quelle allestite negli  ultimi anni. Il mega palcoscenico (con un’apertura di oltre 40 metri) consentirà un’originale ambientazione da Belle Époque, in sintonia con il  personaggio di Violetta, immaginata come stella del Moulin Rouge.

“Ho voluto riproporre in ogni dettaglio - ci confida il regista Currran - i simboli eterni di quel periodo di spensieratezza di primo Novecento che evoca immagini in bianco e nero, con il  mulino dalle grandi “pale”, il teatro e l’elefante, singolare icona dello storico locale”.

Da parte sua, lo scenografo Guillermo renderà viva con visioni virtuali della Parigi liberty, la gradinata retrostante il palcoscenico, spesso estranea all’apparato scenico. Nel preludio iniziale, prima del “lampo” sul Moulin Rouge, vedremo le foto d’epoca dell’incendio che lo distrusse nel 1915. Casa Flora è animata da atmosfere in stile Folies Bergères (come le vide Toulouse-Lautrec), mentre l’ultimo atto vede Violetta morente in un camerino del teatro dove ha trascorso gran parte della sua vita di “croci e delizie”.                  

“Il rapporto tra il vecchio Germont e Violetta segnato da due diverse realtà - aggiunge Curran - Sarà sublimato da quel sussurro intimo, dopo il gesto sprezzante di Alfredo nel salotto di Flora, con cui il “vecchio” si riabilita ammettendo di essere il solo a sapere le virtù della “vera Violetta”… eppur crudele tacer dovrò"

Nelle due serate inaugurali, Violetta è Martina Russomanno e Gilda Fiume, Flora è Anna Werle,  Yusif  Eyvazov e Galeano Salas (Alfredo, rispettivamente il 12 e il 13 giugno), Germont è Amartuvshin Enkhbat. Orchestra e Coro di Fondazione Arena diretti da Michele Spotti. Maestro del Coro Roberto Gabbiani, coordinatore del Ballo Bouy Petrosino. Per i cast completi rimandiamo al programma generale consultabile sul sito www.arena.it

Particolare da vergare in rosso per maggiore e particolare attenzione: in questa edizione 2026 ci sarà in Arena un settore dedicato ai bambini 0-7 anni, anche attrezzato per i carrozzini. ”I bambini - dice Cecilia Gasdia - sono i  nostri più grandi mecenati”.

Giornalista
Direttore per oltre trent’anni dell’Ept/Apt. Ha curato l’organizzazione di numerose edizioni del Festival Barocco di Viterbo e di altre iniziative di ogni genere. Console di Viterbo del Touring Club.
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