Ray Harryhausen: Titan of Cinema

La Scottish National Gallery of Modern Art di Edimburgo omaggia il maestro della stop motion

Titan of Cinema
m&s - Titan of Cinema (foto © media & sipario)

Ray Harryhausen (1920-2013), malgrado in carriera abbia firmato pochissimi film come regista (e abbia anche fatto l'attore), è una figura centrale nel panorama cinematografico del Novecento, universalmente riconosciuto come il pioniere e maggiore artefice dell'animazione a passo uno (stop motion), una tecnica applicata agli effetti speciali molti anni prima dell'avvento della CGI.

Nato a Los Angeles, è stato profondamente influenzato dai film di avventura e fantasy della sua infanzia, in particolare dal King Kong del 1933, regia di Merian C. Cooper ed Ernest B. Schoedsack, con gli effetti speciali firmati da Willis O'Brien, Harry Redmond Jr. & Sr. e Frank D. Williams, ed è proprio con O'Brien che ha inizialmente e lungamente collaborato, per poi dedicarsi come solista alla realizzazione di mondi e creature indimenticabili per chiunque abbia amato il genere fantasy della metà del secolo scorso.

Tra quelli che possiamo considerare come suoi capolavori, visti e rivisti a partire dall'adolescenza, annoveriamo Gli Argonauti del 1963 (con la leggendaria sequenza dell'esercito degli scheletri) o i tre film di Sinbad (eccezionale quello del 1958, in tono minore i due successivi del 1974 e 1977), o lo Scontro di titani del 1981, veri punti di riferimento per il fantasy cinematografico classico.

Il suo apporto, in ogni caso, non si è limitato a una mera funzione tecnica: ha elevato l’animazione modellistica a espressione artistica, orchestrando la sospensione dell’incredulità grazie all’incontro tra realtà e fantasia, sempre nel segno di una narrativa avvincente e coinvolgente. Il suo perfezionamento della tecnica (Dynamation) ha permesso agli attori reali di interagire credibilmente con creature animate a mano, segnando un salto evolutivo nell’efficacia visiva del cinema di genere.

La mostra - che chiuderà domenica 22 febbraio 2022 - è la più ampia e articolata esposizione mai dedicata all'opera del maestro, realizzata in collaborazione con la Ray and Diana Harryhausen Foundation in occasione del centenario dalla sua nascita, con molti materiali inediti e recentemente restaurati provenienti dall’archivio privato della Fondazione. Le informazioni le abbiamo acquisite e abbiamo anche già avidamente sfogliato il prezioso catalogo (è su Amazon), curato dalla figlia Vanessa. Non ci rimane che fissare il giorno di visita, controllando la posizione del museo e relativi orari di apertura. 

Fulcro dell’allestimento sono le creature mitiche che popolano l’universo harryhauseniano - Medusa, Kraken, Bubo il gufo meccanico - e, ovviamente, l’esercito degli scheletri. Questi modelli originali, esposti in tutta la loro complessità, evidenziano la maestria manuale nella costruzione e l’evoluzione delle tecnologie di animazione. Di particolare interesse i bozzetti preparatori e le storyboard che documentano la genesi delle sequenze chiave, rivelando il dialogo tra disegno, materia e movimento, testimonianze affascinanti di un cinema totalmente artigianale che non esiste più e che oggi, anche per costi, sarebbe difficilmente sostenibile.

La mostra non si limita all’oggettistica: attraverso una ricca selezione di poster originali e materiali promozionali, il visitatore può ripercorrere il lancio e la ricezione pubblica dei film di Harryhausen, testimoniando l’impatto culturale oltre che tecnico delle sue produzioni. In modo divulgativo e divertente, la mostra indaga anche la tecnica, illustrando con materiali multimediali il delicato processo di stratificazione delle immagini - fondali, attori e creature animate - che porta alla magia finale sullo schermo.

Un ulteriore valore è costituito dalla Virtual Exhibition Experience: un percorso digitale che include filmati, interviste esclusive, clip dei film e sequenze animate appositamente prodotte per mostrare i passaggi della lavorazione. Questo pacchetto multimediale amplia la portata dell’esposizione, contribuendo alla divulgazione del metodo e della filosofia harryhauseniana nel mondo contemporaneo.

In sintesi, Titan of Cinema è anche un laboratorio esperienziale di storia del cinema e delle tecniche visive, celebra la creatività, la manualità e l’innovazione di Ray Harryhausen, e offre nuovi strumenti di comprensione e ispirazione per chiunque abbia amato questo tipo di cinema. C'è ancora tempo per visitarla, ma non troppo.

giornalista
Nasco informatico e scontroso decenni fa, da meno anni sono anche giornalista e sempre scontroso. Di recente ho scoperto i social (ma non li ho ancora capiti).
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