Allestita nella Sala Urbana delle Collezioni Comunali d'Arte a Palazzo d'Accursio, l'esposizione rimane aperta fino al 22 settembre 2024. A cura di Angelo Mazza
Nucleo centrale del progetto espositivo sono due affreschi raffiguranti Alessandro Magno e Taide incendiano Persepoli, di Ludovico Carracci (Bologna, 1555 – 1619), e Morte di Didone, di Annibale Carracci (Bologna, 1560 - Roma, 1609), che furono eseguiti intorno al 1592 per due camini di Palazzo Lucchini, in Piazza Calderini a Bologna, poi passato alle famiglie Angelelli, Zambeccari e infine Francia Comi.
Nota agli studi carracceschi anche se mai ammirata dal vero, Morte di Didone è citata per la prima volta nella Felsina pittrice. Vite de’ Pittori bolognesi (1678) e ne Le pitture di Bologna (1686) da Carlo Cesare Malvasia, che ricorda “in casa Luchini, ora Angelelli, in un camino, la bella Didone di Annibale” oltre all’affresco di Ludovico qui affiancato. In seguito, la menzione delle opere ricorre in tutte le guide sulla città di Bologna scritte tra Settecento e Ottocento. “Strappato” attorno al 1911, pochi anni dopo l’acquisto del palazzo da parte di Filippo Comi, e spostato in una sala diversa, il dipinto illustra il noto passo dell’Eneide di Virgilio (libro IV, 662-705) cui alludono anche i versi trascritti alla base dell’ara marmorea su cui è costruita la pira. Abbandonata da Enea che si allontana da Cartagine con le imbarcazioni dei troiani alla volta del Lazio, Didone si suicida ferendosi al petto con la spada dell’amato e si dispone sul rogo, mentre Iris, inviata da Giunone, le taglia una ciocca di capelli favorendo il suo trapasso.
Realizzato nelle medesime circostanze del camino di Annibale, l’affresco di Ludovico, con il soggetto estremamente raro in pittura Alessandro Magno e Taide incendiano Persepoli, ne ha condiviso le vicende e la storia critica. Ad esso si riferiscono due disegni preparatori, uno dei quali esposto a Bologna nel 1956. Si tratta di un foglio conservato alla National Gallery di Washington (B 28 209), variato nella composizione, e di un altro all’Albertina di Vienna (inv. 2088) che si avvicina alla scena dipinta.
Gli affreschi sono stati dichiarati opere di eccezionale valore storico e artistico dal Ministero per i Beni Culturali e Ambientali, Ufficio centrale per i Beni Archeologici, Architettonici, Artistici e Storici con decreto del 9/9/1996. Posti in vendita presso una casa di aste di Firenze nel settembre 2022, sono stati aggiudicati dall'imprenditore Michelangelo Poletti, la cui collezione specializzata nella pittura bolognese ed emiliana tra Cinque e Settecento arreda il castello di San Martino in Soverzano nel Comune di Minerbio.
Conservati gelosamente dalla precedente proprietà, l'affresco di Annibale Carracci non è mai stato esposto in pubblico, mentre quello di Ludovico Carracci ha fatto apparizione un’unica volta, nel 1993, nella mostra monografica sull’artista curata da Andrea Emiliani e allestita tra il Museo Civico Archeologico e la Pinacoteca nazionale di Bologna.
Grazie alla generosità dell’attuale proprietario è ora possibile presentare al pubblico queste straordinarie testimonianze della civiltà artistica bolognese, dopo il lungo intervento conservativo eseguito tra il 2023 e il 2024 da Giovanni Giannelli del Laboratorio di Restauro Ottorino Nonfarmale che le ha restituite a condizioni ottimali di leggibilità.
Accanto agli affreschi sono esposte due incisioni ad acquaforte di Carlo Antonio Pisarri (Bologna, 1706 – 1790) tratte da essi, concesse in prestito dalle Collezioni d’Arte e di Storia della Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna. Le stampe che riproponevano queste opere circolarono numerose nel XVII secolo e contribuirono alla fama di questi dipinti. Queste due incisioni facevano originariamente parte di un album di Pisarri contenente 18 tavole Raccolta de’ Cammini di Bologna… dipinti da Lodovico, d’Annibale e d’Agostino Carracci, cui furono probabilmente aggiunte due stampe sciolte una volta entrato nella collezione della Cassa di Risparmio.
In mostra sono inoltre presenti alcuni dipinti dei celeberrimi cugini e delle loro botteghe, realizzati per contesti diversi e su vari supporti, conservati alle Collezioni Comunali d’Arte. Il composito patrimonio artistico, confluito nelle raccolte del museo a partire dalla sua apertura nel 1936, testimonia l’interesse collezionistico sviluppatosi nei secoli a Bologna, grazie a generazioni di appassionati committenti veri cultori delle belle arti. Questo interesse fu particolarmente vivo intorno all’Accademia degli Incamminati dei cugini Carracci e agli artisti e allievi che si trovarono ad operare nella loro orbita. Le vicende che determinarono l’ingresso in museo di queste opere sono le stesse condivise da buona parte della collezione: soppressioni, donazioni, depositi da parte di privati e acquisti sul mercato antiquario, dove solitamente nella seconda metà del XX secolo l’assegnazione a Ludovico o ad Annibale era data come cosa certa, lasciando al successivo lavoro della critica il compito di ridefinirne i contorni.
L'esposizione è accompagnata da una pubblicazione, a cura di Angelo Mazza con la collaborazione di Silvia Battistini, che rievoca la storia dei due affreschi confluiti nella collezione di Michelangelo Poletti, ne approfondisce l'iconografia e rende conto della travagliata vicenda conservativa, oltre che del più recente intervento di restauro (Bologna, Bologna University Press, 2024). Prefazioni di Elena Di Gioia, Eva Degl’Innocenti, Michelangelo Poletti; contributi di Silvia Battistini, Angelo Mazza, Giovanni Brizzi, Paola Bressan e Giovanni Giannelli, con immagini di Carlo Vannini. La pubblicazione del volume è stata resa possibile grazie al contributo di FILPO S.r.l.
Ludovico e Annibale Carracci
Storie antiche per due camini bolognesi nella collezione Michelangelo Poletti
A cura di Angelo Mazza
18 maggio – 22 settembre 2024
Collezioni Comunali d’Arte
Palazzo d’Accursio | Piazza Maggiore 6, Bologna
Promossa da
Settore Musei Civici Bologna | Musei Civici d’Arte Antica
Orari di apertura
Martedì, giovedì 14.00-19.00
Mercoledì, venerdì 10.00-19.00
Sabato, domenica e festivi 10.00-18.30
Chiuso: lunedì non festivi








