Orazio Gentileschi. Un pittore in viaggio

Ai Musei Reali di Torino, Sale Chiablese, in mostra fino a domenica 3 maggio 2026

Orazio Gentileschi ai Palazzi Reali di Torino
m&s - Orazio Gentileschi ai Palazzi Reali di Torino

Orazio Gentileschi (Pisa, 1563 – Londra, 1639) è stato uno dei più importanti artisti italiani del Seicento, la cui straordinaria qualità pittorica fu premiata da un successo in vita pari a quello di Caravaggio, Rubens e Van Dyck. L’esposizione - organizzata dai Musei Reali di Torino e Arthemisia, curata da Annamaria Bava (Musei Reali di Torino) e Gelsomina Spione (Università di Torino) - conta oltre 40 opere che consentono al visitatore di ripercorrere un viaggio lungo le principali tappe di un itinerario, da Roma a Fabriano, da Genova a Torino, Parigi e Londra.

La rassegna riunisce prestiti provenienti da edifici ecclesiastici, collezioni pubbliche e private italiane e internazionali, tra cui il Louvre di Parigi, il Prado di Madrid, la Pinacoteca Vaticana, il Museo Civico d’Arte Antica – Palazzo Madama di Torino, Palazzo Spinola e i Musei di Strada Nuova a Genova, il Museo Civico di Novara, le Collezioni comunali d'arte di Bologna, la Galleria Spada e Palazzo Barberini a Roma, le Gallerie degli Uffizi, la Galleria Nazionale delle Marche a Urbino e la Galleria Nazionale dell’Umbria a Perugia, attraverso i quali ripercorrere l’intera evoluzione stilistica di Gentileschi, che debutta come pittore di tarda maniera, influenzato dall’eleganza formale del Cinquecento, per poi passare a un naturalismo caravaggesco di intensa verità luminosa, e approdare a una pittura di raffinata eleganza e vibrante cromia, sempre contraddistinta da una cifra personale.

Il tema del viaggio costituisce il fil rouge del percorso espositivo che mette in dialogo il pittore con vari contesti figurativi, con gli artisti di volta in volta incontrati – da Giovanni Baglione a Guido Reni, Simon Vouet, Antoon van Dyck, il fratello Aurelio fino alla figlia Artemisia –, con le figure dei committenti e con le esigenze del mercato.

Orazio Gentileschi vive e lavora in un momento straordinariamente fertile e si muove con ambizione nei più rilevanti centri artistici italiani e tra le maggiori corti europee – da Carlo Emanuele I di Savoia alla regina di Francia Maria de’ Medici, da Carlo I d’Inghilterra a Filippo IV di Spagna – alla ricerca di protezione e prestigio.

È per conquistare i favori del duca di Savoia che nel 1623 giunge a Torino, proveniente da Genova, la grande pala con l’Annunciazione, capolavoro oggi conservato alla Galleria Sabauda, che costituisce uno dei vertici assoluti della sua arte e fulcro dell’intera mostra.

L’iniziativa è inserita nell’ambito dell’Olimpiade Culturale di Milano Cortina 2026, il programma multidisciplinare, plurale e diffuso che animerà l’Italia per promuovere i valori Olimpici attraverso la cultura, il patrimonio e lo sport, in vista dei Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali che l’Italia ospiterà rispettivamente dal 6 al 22 febbraio e dal 6 al 15 marzo 2026. L’evento vede come mobility partner Frecciarossa Treno Ufficiale. Il catalogo è edito da Moebius.

Nato a Pisa, Orazio si trasferisce a Roma dove lavora ai cantieri papali della Controriforma. Nei primi anni del Seicento avviene una svolta decisiva: abbandona la compostezza tardo-manierista per un linguaggio naturalistico maturato nel confronto con Caravaggio. Il naturalismo caravaggesco si innesta sulla tradizione fiorentina, dando vita a uno stile originale, raffinato e luminoso. Nel processo del 1603 contro Giovanni Baglione, Gentileschi testimonia la frequentazione con Caravaggio, raccontando di avergli prestato ali di scena e un saio francescano. Questo rapporto professionale si riflette nelle sue opere, come le rappresentazioni di san Francesco che mostrano l'avvicinamento al naturalismo caravaggesco.

Il 1612 è un anno cruciale: Orazio intenta un processo contro Agostino Tassi per lo stupro della figlia Artemisia. Nonostante la drammaticità della vicenda, è un periodo di grande intensità creativa, in cui realizza capolavori come il David con la testa di Golia della Galleria Spada. Tra il 1613 e il 1625 Gentileschi viaggia tra Roma, le Marche e Genova, dove ottiene grande successo lavorando per le famiglie del patriziato. La sua pittura assume caratteri di eleganza aristocratica, come dimostrano le due Annunciazioni di Torino e Genova.

Nel 1625 è chiamato dalla regina Maria de' Medici a Parigi, dove dipinge La Felicità Pubblica che trionfa sui pericoli. L'anno successivo si trasferisce a Londra, alla corte di Carlo I, dove incontra Van Dyck. Qui la sua pittura diventa più chiara e preziosa, come nel Ritrovamento di Mosè del Prado, capolavoro della tarda maturità. Orazio morirà a Londra il 7 febbraio 1639. La mostra include anche opere di Artemisia, testimoniando l'evoluzione parallela del suo linguaggio artistico.

https://museireali.beniculturali.it/ 

Testata Giornalistica
Dal 2015 cerchiamo di essere il salotto buono dell'informazione culturale. E qualche volta ci riusciamo anche.
Change privacy settings