Dal 20 settembre 2025 all'11 gennaio 2026, Palazzo Reale a Milano ospiterà la prima retrospettiva italiana dedicata a Leonora Carrington, una delle figure più enigmatiche e rivoluzionarie dell'arte del XX secolo. Con oltre 60 opere tra dipinti, disegni, fotografie e materiali d'archivio, la mostra restituisce il giusto riconoscimento a un'artista che ha saputo attraversare confini geografici e culturali, lasciando un'impronta indelebile nell'immaginario contemporaneo.
Nata in Inghilterra nel 1917 e morta in Messico nel 2011, Carrington è stata molto più di una semplice pittrice: scrittrice, scultrice, drammaturga e pioniera del pensiero femminista ed ecologista, ha creato un universo artistico che mescola sogno e realtà, magia e politica, mito e psicologia. La sua opera, sorprendentemente attuale, ha trovato nuova risonanza dopo l'inclusione nella Biennale di Venezia del 2022, che prese come titolo proprio uno dei suoi racconti: "Il latte dei sogni".
La mostra, curata da Tere Arcq e Carlos Martín e promossa dal Comune di Milano-Cultura con il sostegno del Gruppo Unipol, riunisce prestiti da istituzioni internazionali come il Dallas Museum of Art, l'Art Institute of Chicago, il Banco Nacional de México e la Galleria Nazionale d'Arte Moderna di Roma. Dopo Milano, l'esposizione approderà al Musée du Luxembourg di Parigi, confermando la portata internazionale del progetto.
L'Italia rappresenta un capitolo fondamentale nella formazione di Carrington: nella Firenze dei primi anni Trenta consolidò la sua vocazione artistica, assorbendo le influenze dei maestri del Trecento e Quattrocento che rimarranno costanti nel suo immaginario. Il percorso espositivo segue le "molteplici vite" dell'artista attraverso cinque sezioni che intrecciano cronologia e tematiche.
Si parte dal "Grand Tour" che la condusse dall'Inghilterra attraverso Francia, Svizzera e Italia, periodo testimoniato dalla serie "Sisters of the Moon" (1932-1933), realizzata tra i 15 e i 16 anni. Già in queste opere giovanili emergono i temi che la accompagneranno per tutta la vita: la sorellanza, l'immaginazione fiabesca, l'invenzione di mitologie alternative dominate dal femminile.
La sezione dedicata al Surrealismo racconta gli anni con Max Ernst, che la soprannominò "la sposa del vento", e il periodo trascorso nella casa-laboratorio di Saint-Martin d'Ardèche nel sud della Francia. Ma anche il trauma della guerra, dell'internamento psichiatrico a Santander durante il franchismo e dell'esilio americano, esperienze che Carrington trasformò in arte attraverso una straordinaria capacità di resilienza.
Centrale nel percorso è l'esplorazione dell'immaginazione fiabesca che caratterizza la sua maturità artistica. Stabilita in Messico dalla seconda metà degli anni Quaranta, Carrington vive una sorta di "bilocazione" tra la nuova patria e i ricordi dell'infanzia inglese, dando vita a capolavori come "Las tentaciones de san Antonio" (1945), dove dialoga con la pittura rinascimentale italiana e fiamminga.
La mostra illumina anche aspetti meno noti ma fondamentali del suo lavoro: l'interesse per le tradizioni esoteriche, l'alchimia, l'astrologia e i tarocchi, intesi come strumenti per accedere a conoscenze "proibite" e recuperare saperi femminili cancellati dalla storia. In Messico, insieme alle amiche Remedios Varo e Kati Horna, esplora la magia come via per il recupero dei poteri femminili.
Particolarmente interessante è la sezione dedicata alla "cucina alchemica", dove Carrington trasforma lo spazio domestico tradizionalmente associato alla costrizione femminile in un laboratorio di potere e rituale. Nelle sue opere, la preparazione del cibo diventa atto magico, la cucina si trasforma in altare dove le donne compiono processi di trasformazione mescolando ingredienti e saperi ancestrali.
Leonora Carrington emerge da questa retrospettiva come figura di straordinaria modernità: donna cosmopolita e apolide, sopravvissuta alla guerra e al trauma psichiatrico, pioniera dell'ecofemminismo che ha saputo intrecciare difesa della natura e diritti delle donne. La sua arte, popolata da creature fantastiche, metamorfosi inaspettate e simboli alchemici, continua a dialogare con le nuove generazioni, stimolando riflessioni profonde sul ruolo dell'arte come strumento di conoscenza e trasformazione sociale.
Un'occasione unica per scoprire un'artista che ha fatto della sua vita un'opera d'arte totale, sfidando convenzioni e aprendo nuove possibilità di lettura del presente attraverso l'immaginazione visionaria. Il catalogo è edito da Electa.
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