La mostra presenta opere realizzate da 60 artisti, provenienti da collezioni private, in ceramica, terracotta e porcellana, che prendono la forma di piatti, brocche, tazze, sculture e oggetti decorativi, una antologica senza confini né geografici né stilistici, che ripercorre l’approdo della ceramica, tradizionalmente collocata nel campo dell’artigianalità, al campo dell’arte e della sperimentazione linguistica.
Sette i temi proposti: Un percorso storico; Cina, tra poesia e contestazione; Latino America e la forma del colore; Presenze italiane; Concettuale d'autore; La gioia della Pop-Art; La ceramica al femminile. Si parte dalla svolta impressa da Pablo Picasso a metà del 1900, quando iniziò a frequentare Vallauris in Francia, avvicinandosi alla produzione della ceramica del luogo.
“L’idea di questa mostra nasce per raccontare l’avventura della ceramica, della terracotta, dell’oggetto ceramica attraverso l’arte del molto tempo; quindi, l’arte del Novecento. Partendo ovviamente dal grande maestro Picasso, colui che ha in qualche modo sdoganato e rivoluzionato l’idea di decorazione della ceramica. È proprio questo il senso di questa mostra, far vedere come artisti, a volte anche lontani dal nostro immaginario rispetto all’oggetto decorativo, ceramico, riescono a trasportare la ceramica in un modo più alto come Andy Warhol, che realizza la ceramica in tarda età, spinto da Rosenthal, o artisti di latitudini diverse, dalla Cina al Sud America, dall’Africa all’Italia e all’Europa” (la dichiarazione del curatore Vincenzo Sanfo).
La grande produzione di ceramiche firmata da Picasso, per un totale di oltre tremila pezzi prodotti dalla fabbrica di Madoura in Costa Azzurra, influenzò, infatti, le generazioni successive di artisti abitualmente dediti ad altre forme di arte, come la pittura, quindi non ceramisti puri. Si va, così, dalle avanguardie storiche di Sonia Terk Delaunay e Marc Chagall, a quelle di Andy Warhol e di Salvador Dalì: il primo, con la rappresentazione delle inquietudini e ironie della cultura di massa della Pop Art, l’altro, con la rappresentazione del sogno surrealista trasferito nella ceramica.
Tra i differenti approcci all’arte fittile e della ceramica d’autore, Salvatore Fiume, Luigi Mainolfi, Marco Lodola e Marco Nereo Rotelli rappresentano, in questa mostra, la complessità della ricerca plastica italiana, mentre le esperienze femminili di Marina Abramović, Yayoi Kusama, Louise Bourgeois, Paola Gandolfi e Jenny Holzer testimoniano un approccio radicale, preciso e consapevole all’arte della ceramica, con precise connotazioni personali.
Diversi, in questa rassegna, gli artisti che hanno conciliato la propria ricerca e il proprio stile con il radicamento territoriale, come espresso dai cinesi Ai Weiwei, Pan Lusheng, Zhang Hong Mei e Xu De Qi, ma anche dagli artisti sudamericani, come Nicolás Leiva, Darío Ortíz, Vik Muniz, che riattivano il mito e il simbolo nelle loro opere, rifacendosi alle antiche tradizioni Maya e Azteca, e Julio Le Parc che, invece, applica alla ceramica le sue ricerche sulla luce e percezione ottica.
Originale ancora, infine, il contributo proposto dagli artisti del Nord America, Jean-Michel Basquiat, Keith Haring e Sol LeWitt, che affrontano il medium ceramico come spazio di traduzione di una poetica già consolidata, i primi due nella Street Art, e LeWitt nell’arte concettuale e nel movimento minimalista.
Da Picasso a Warhol
La ceramica dei grandi artisti
Curatore Vincenzo Sanfo
Produzione Renaissance S.r.l.
Patrocini Regione Siciliana, Comune di Monreale, ARS - Assemblea Regionale Siciliana
Promotori Soprintendenza per Beni Culturali e Ambientali di Palermo
Complesso Monumentale Guglielmo II
Piazza Guglielmo II – Monreale (PA)
20 giugno - 8 dicembre 2025
dal lunedì al venerdì
dalle ore 9:00 alle ore 18:30
sabato e domenica
dalle ore 9:00 alle ore 19:00
informazioni e segreteria
Sala Novelli, Chiostro di Monreale - Piazza Guglielmo II, Monreale (PA)
(+39) 380 7841266









