Brian Eno: Seed / My Light Years

Parma, Complesso Monumentale di San Paolo / Ospedale Vecchio, dal 30 aprile al 2 agosto 2026

Brian Eno
m&s - Brian Eno - 2023 (foto © Cecily Eno)

L’immaginario sonoro e visivo di Brian Eno approda a Parma con un progetto artistico diffuso, a quattro anni dalla sua ultima creazione italiana e dopo il Leone d’Oro alla carriera conferito da La Biennale di Venezia nel 2023.

Nel Complesso Monumentale di San Paolo sboccerà Seed, progetto artistico che si articola e sviluppa in due fasi: la prima prevede la presentazione al pubblico, per un periodo di circa tre mesi, dell'installazione audio site-specific Installation for Giardini di San Paolo, creata da Brian Eno e dalla giornalista e scrittrice turca Ece Temelkuran. Al termine - nella seconda fase - l'opera troverà nuova vita e definitiva collocazione presso la Casa del Suono. L'esperienza d'ascolto vissuta dal pubblico nei Giardini di San Paolo sarà infatti oggetto di field recording e impressa su vinile - stampato in un’unica copia e a cura dello stesso Eno - integrato nella collezione permanente della Casa del Suono, a testimonianza della collaborazione tra l'artista britannico e la Città di Parma.

Seed esplora temi e concetti che da sempre ispirano la ricerca di Eno: la visione e la manipolazione del tempo e del suono, ma soprattutto il rapporto dell'uomo con la natura, i luoghi e il paesaggio. Ponendo al centro dell'opera il visitatore, protagonista di un'esperienza unica e irripetibile, Seed ambisce a generare una riflessione sul senso dell'Arte e sul valore della Bellezza, nella nostra vita e nell'economia di ogni singola giornata che viviamo. 

Realizzata all’interno della Crociera dell’Ospedale Vecchio, My Light Years presenta per la prima volta in un unico luogo, in modo ampio e analitico, la collezione completa delle installazioni e delle opere audiovisive di Brian Eno, offrendo una panoramica estesa del suo percorso artistico tra luce, suono e sistemi generativi. Tra i lavori cardine del percorso espositivo emergono 77 Million Paintings (2006) e Face to Face (2022), due opere che sintetizzano la riflessione di Brian Eno sul tempo, sulla percezione e sull’identità nell’era digitale. 

La dichiarazione di Brian Eno: La mia sensazione è che fare arte possa essere più utilmente pensato come il giardinaggio: pianti alcuni semi e poi inizi a osservare cosa succede tra loro, come prendono vita e come interagiscono. Questo approccio è talvolta chiamato "procedurale". Io lo chiamo "generativo". Proprio come un giardino è diverso ogni anno, anche un'opera d'arte generativa potrebbe essere diversa ogni volta che la vedi o la senti. L'implicazione è che un'opera del genere non è mai veramente finita, non c'è mai uno stato finale. Ai Giardini di San Paolo realizzerò una nuova opera pensata specificamente per questo luogo. Riempirà l’intero spazio, che è molto suggestivo e che rappresenta una sorta di posto segreto, chiuso per molti anni e oggi finalmente svelato”.

Sulla collezione che sarà esposta all’Ospedale Vecchio l’artista aggiunge: Mi ha davvero entusiasmato. È un edificio immenso ed è stata una vera e propria sfida capire come distribuire le opere in uno spazio così grande. Alcune sono contemporanee, ma la maggior parte sono più datate e includono alcune delle primissime installazioni luminose che ho realizzato negli anni ’70. Sarà uno spettacolo piuttosto vario e richiederà al pubblico lunghe camminate

Entrambi promossi dal Comune di Parma, curati e prodotti da Alessandro Albertini (Influxus) in collaborazione con Dominic Norman-Taylor, Juliana Consigli e Martin Harrison (Lumen London), My Light Years è sostenuto da Fondazione Cariparma, che condivide con l’Assessorato alla Cultura l’importanza del potente ruolo dell’arte in ottica di supporto e sviluppo al territorio. Seed, invece, si è classificato primo, per punteggio e per entità del finanziamento ricevuti, nella graduatoria dei progetti dell'avviso pubblico PAC2025 promosso dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura. 
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