L'esposizione si focalizza sui primi quindici anni del Novecento, quando nuovi linguaggi e inedite sensibilità si impongono nel panorama culturale europeo e italiano, influenzando la pittura, la scultura, la grafica pubblicitaria, la moda, la fotografia e le arti applicate. Presenta oltre 100 capolavori tra dipinti di Vittorio Matteo Corcos, Gaetano Previati, Plinio Nomellini, Ettore Tito, Amedeo Bocchi, Cesare Tallone, sculture di Edoardo Rubino, Leonardo Bistolfi e Liberto Andreotti, affiches di Giovanni Battista Carpanetto, Leonardo Dudovich, Leopoldo Metlicovitz, ceramiche di Galileo Chini, fotografie d'epoca e spezzoni cinematografici.
Tra la fine dell'Ottocento e gli inizi del Novecento inizia a diffondersi il Liberty negli ambienti artistici internazionali, una tendenza stilistica che influenza diversi ambiti creativi e produttivi: pittura, scultura, architettura, grafica, moda, fotografia, arti applicate e perfino il nascente mondo del cinema.
Questo nuovo gusto, mosso da acceso entusiasmo per la modernità e riscoperta di pratiche artigianali, spinge gli artisti italiani a interpretare e adattare al clima culturale del nostro paese le novità dell'arte internazionale. Sulla scia dell'Art Nouveau in Francia, del Modern Style in Inghilterra, dello Jugendstil in Germania, della Sezession in Austria, in Italia s'impone il cosiddetto stile nuovo o stile floreale, caratterizzato da forme sinuose ed eleganti linee serpentine ispirate al mondo naturale, che diventa grande fonte di ispirazione formale.
L'esposizione, curata da Manuel Carrera, Davide Dotti e Anna Villari, è organizzata dall'Associazione Amici di Palazzo Martinengo, col patrocinio della Provincia di Brescia, del Comune di Brescia e della Fondazione Provincia di Brescia Eventi. S'inserisce nel filone d'indagine promosso dall'Associazione sulle espressioni artistiche fiorite a cavallo dei secoli XIX e XX. La selezione di oltre cento capolavori proviene da collezioni private, poco note al pubblico, e da importanti istituzioni museali quali la Galleria Nazionale d'Arte Moderna e Contemporanea di Roma, la Galleria Nazionale di Parma e i Musei Civici di Udine.
La scelta delle opere tiene conto della partecipazione degli artisti alle grandi esposizioni tenutesi in Italia tra la fine del XIX e i primi due decenni del XX secolo: dalle prime Biennali di Venezia all'Esposizione Internazionale d'Arte Decorativa Moderna di Torino del 1902, dall'Esposizione Nazionale di Belle Arti di Milano del 1906 fino alla grande Esposizione Internazionale di Roma del 1911 che celebra i cinquant'anni dall'Unità d'Italia. È così possibile rileggere importanti opere dell'arte italiana attraverso una nuova prospettiva e riportare alla luce opere meno o affatto note al pubblico e in qualche caso del tutto inedite.
Il dialogo tra pittura e scultura, grafica, fotografia e l'allora nuovissimo linguaggio cinematografico, a cui è dedicata un'intera sezione con un focus sul fenomeno nascente del "divismo", offre al pubblico la possibilità di entrare da prospettive inusuali in uno dei periodi più fertili della storia dell'arte europea tra Ottocento e Novecento.
Il percorso espositivo, articolato in otto sezioni tematiche, si dipana tra i dipinti dei maestri citati e le sculture in bronzo e in marmo di Edoardo Rubino, Leonardo Bistolfi e Libero Andreotti. È inoltre possibile comprendere il clima artistico e culturale dell'Italia Liberty grazie alla selezione di elegantissimi abiti femminili realizzati negli atelier dei sarti più famosi, alle coloratissime affiches che pubblicizzavano grandi magazzini di moda, liquori, giornali, spettacoli teatrali e località turistiche, disegnate da insigni illustratori come Giovanni Battista Carpanetto, Leonardo Dudovich e Leopoldo Metlicovitz, e alle raffinatissime ceramiche artistiche dai decori ispirati alla natura, figlie della geniale creatività di Galileo Chini. Catalogo Silvana Editoriale.









