Tra le caratteristiche più interessanti del nostro approccio a "Desdemona", quinto album in studio dei Rossometile spicca sicuramente la coraggiosa scelta della lingua italiano, abbinata ad una base ritmica che - ovunque nel mondo - premia invece la più confortevole e adatta lingua inglese. Una difficoltà che comunque non sembra aver spaventato Ilaria Bernardini, voce della band e i tre musicisti (Rosario Reina, Pasquale Murino, Gennaro Rino Balletta) che assieme a lei hanno scritto, arrangiato e prodotto il disco. Struttura classica (per il genere gothic/symphonic) degli 11 brani che compongono il progetto, con tematiche sociali affrontate dai testi e una buona ricerca stilistica per non offrire una semplice sequenza di buon metal (che comunque ai giorni di oggi non è poi così scontato), ma qualcosa in più, che guarda principalmente alle contaminazioni sonore e alla cura delle liriche. Da qui si comprende che la scelta dell'italiano è premiante per non incorrere nella costante lettura del libretto per ottenere una piena comprensione dei testi. Un progetto interessante, ben realizzato, che ci ha fatto venire in mente un altro pregevole "esperimento", sempre in italiano, di qualche anno fa, i Magni Animi Viri di Giancarlo Trotta e Luca Contegiacomo del 2006.
"Cornamusa, ghironda, bouzouki e corni creano un’aura sonora che avvolge l’album di riferimenti celtici, quindi barocchi e, appunto, gotici. Particolare l’uso della voce femminile che, abbracciando diversi stili, spazia dal lirico al moderno, dalla polifonia al rock, arrivando fino al Kulning, un suono prodotto con la voce utilizzato in antichità nei paesi scandinavi per richiamare il bestiame", leggiamo nella nota che accompagna l'album, ma come spesso ci accade lasciamo che sia il lettore/ascoltatore a stabilire, in autonomia, se quanto dichiarato dalla band incontra il proprio gusto o meno.
Per quanto ci riguarda, abbiamo particolarmente apprezzato le atmosfere evocative e piene, messe in risalto con le ballad "Nox arcana" e "Whales of the baltic Sea Orchestra", in grado di aiutare la mente a muoversi per guardare altrove, come il fantasticare assieme alle pagine di un buon libro. Ci ha divertito immaginare un papà rocker che racconta - in musica - "Rosaspina" come fiaba della buonanotte per i suoi bambini. Leggerissime, e ben fatte, le sfumature pop (di qualità, come certe inflessioni presenti nei Simple Minds) sicuramente necessarie per provocare un ascolto reiterato in questa galassia di media, dove il vinile, purtroppo, occupa il gradino più basso, anche se non sempre è così. Da "Desdemona" al momento sono stati realizzati anche due estratti video. Il primo è quello di "Hela e il corvo", una favola dark che racconta la disperata volontà di due sorelle di rimanere in contatto tra loro, malgrado la morte di una delle due. Il "corvo", che nella tradizione celtica costituisce il punto di contatto tra vita e morte, sarà il loro tramite. Il secondo è della strumentale "Whales of the baltic Sea Orchestra", diretto da Paola Siano, racconta, invece, in forma di favola ecologista, il "riscatto della natura contro l'umanità predatrice. Entrambi sono pubblicati sul canale YouTube della band.
ROSSOMETILE
Ilaria Hela Bernardini (voce)
Rosario Runes Reina (chitarra)
Pasquale Pat Murino (basso)
Gennaro Rino Balletta (batteria)
DESDEMONA (2020)
1. Desdemona
2. Oblivion
3. Hela e il corvo
4. Sole che cammini
5. Storie d’amore e peste
6. Rosaspina
7. Mist
8. Nox arcana
9. Whales of the baltic Sea Orchestra
10. Boia misericordioso
11. Canzone del tramonto
CREDITS
Scritto, arrangiato e prodotto da Rossometile
registrato, missato e masterizzato da Francesco Tedesco presso IMRecording Studio di Nocera Inferiore
ghironda, cornamusa medievale e tin whistle su "Whales of the Baltic Sea Orchestra" e "Canzone del tramonto" suonati da Emilio Antonio Cozza
bouzouki su "Sole che cammini" suonato da Danilo Lupi
batteria su "Whales of the Baltic Sea Orchestra" suonata da Francesco Tedesco
assolo di chitarra su "Nox arcana" di Gianluca Quinto
voce narrante su "Sole che cammini" di Lucrezia Ardito
cover di Adam Andrearczyk
artwork e booklet di Roberto Policastro
durata complessiva 44 minuti e 57 secondi








