Pink Floyd Legend: The Dark Side of the Moon (recensione)

Classifica dei vinili più venduti in Italia nel 2023: provate ad indovinare dove si trova The Dark Side of the Moon

i ringraziamenti finali
m&s - i ringraziamenti finali (foto © Claudio Cavalloro)

Non ci stiamo inventando nulla che non immaginassimo già, prima di andare sul sito della Federazione Industriale Musicale Italiana (FIMI) e trovare il vinile dei Pink Floyd al primo posto (in classifica da 118 settimane). Se non bastasse siamo andati su YouTube, dove il Remaster ha ottenuto più di 6 milioni di visualizzazioni in 4 mesi (tra i 96.000 "mi piace" uno è anche il nostro). E visto che siamo delle brutte persone non possiamo esimerci da un veloce controllo anche di Spotify. Su questa piattaforma gli ascoltatori mensili della band sono poco meno di 19 milioni, mentre gli 11 brani di The Dark Side of the Moon hanno totalizzato (a quando scriviamo) 1.881.890.023 ascolti: niente male per un disco (orgogliosamente ribadiamo "disco") che da pochi mesi ha festeggiato i suoi primi 50 anni!

Abbiamo giocato con le cifre (a proposito sul motore di ricerca Google le occorrenze sono 374 milioni e su Wikipedia la pagina dedicata ai Pink Floyd è disponibile in 111 lingue) per testimoniare quanto il sold out dei Pink Floyd Legend cui abbiamo assistito non può che essere stato la normalità. Da una parte perché i Legend stanno facendo lo stesso in tutte le date del loro più recente tour (2023/2024), dall'altra perché The Dark Side of the Moon è The Dark Side of the Moon, ovvero la quinta essenza della capacità artistico-musicale in forma di unico vinile.

Sappiamo - per aver rotto abbondantemente le scatole a Fabiana Manuelli (ufficio stampa dei Legend) - che la seconda parte dello show è dedicata all'esecuzione integrale di The Dark Side e difatti la nostra maggiore curiosità riguarda il prima: per quella strettissima e difficile selezione che dovrà cercare di offrire un panorama quanto più vasto possibile nel repertorio floydiano, inserendo, ovviamente, quei brani che non possono mancare. Il problema è che si rischia di rimanere insieme per almeno 6/7 ore. Potremmo anche non esserne troppo disturbati, basta organizzarsi.

Forti di una ricerca storica e acquisizione degli strumenti originali dell'epoca, i Legend possono permettersi l'apertura (e più tardi la prosecuzione) con le due Echoes del Live at Pompeii, si rimane in quegli anni (One of These Days) per poi riportarci a tempi molto più recenti, dell'era post Waters (What Do You Want From Me da The Division Bell). Si procede a ritroso con The Final Cut e con l'album per eccellenza firmato da Waters: The Wall. Siamo cattivi e non vi diciamo con quali brani, pensate però al suono di un elicottero e ad un arcigno e minaccioso "teacher".

La qualità dello show è esattamente quella ci attendevamo dai Legend, grande attenzione alle partiture, competenza musicale e visiva, maggiormente avvalorata dai video originali proiettati sullo schermo circolare e un aggiornamento del già pregevole disegno luci. Per i nostri lettori (ma forse non lo siete a sufficienza) più disattenti, suggeriamo la lettura di Talking About e l'ascolto/visione integrale delle 5 puntate (in totale poco più di 5 ore, ben impiegate), per meglio inquadrare la band. Arriviamo così anche troppo velocemente alla pausa, interrogandoci sul perché, quando si sta così bene il tempo, sembra passare in un attimo. Parzialmente soddisfatti, ci prepariamo ad accogliere la star tanto attesa che, come tutte le "dive" si fa attendere.

Il battito del cuore di Speak To Me scatena la prima ovazione del pubblico (molte altre ne seguiranno). "Chi" stavamo tutti attendendo è arrivato per riempire di ulteriori suggestioni la nostra serata. L'immersione nel suono floydiano è totale e riteniamo non sia nemmeno necessario commentare, anche perché - onestamente - cosa potremmo mai dire che non sia già stato detto?

Il lato oscuro, melanconico e struggente della luna continua ad affascinarsi ed è probabile, anzi è certo, che lo farà per ancora molti anni a seguire. Almeno fino a quando sarà possibile sostituire la puntina di un giradischi (ci dispiace, ma nemmeno più di tanto, per i millennials perché per loro questa frase potrebbe essere oscura).

L'esecuzione procede in sistematico ordine di Lato A e Lato B, a Giorgia Zaccagni "tocca" il gravoso compito dell'assolo vocale in The Great Gig in the Sky, gli applausi arrivano nei punti più strategici, segno di attenzione e rispetto dei presenti, e - purtroppo - il concerto si avvia alla fine. A proposito, non è che ci vorranno fare lo sgarbo di non concludere con Comfortably Numb? Non l'hanno fatto (peccato duri sempre troppo poco) e hanno anche aggiunto Run Like Hell!

Scheda Concerto

  • Titolo: The Dark Side of The Moon (50th Anniversary Tour)
  • Artista: Pink Floyd Legend - The Real Pink Floyd Experience
  • Line-up: Fabio Castaldi (voce, basso, gong), Alessandro Errichetti (voce e chitarre), Simone Temporali (voce e tastiere), Emanuele Esposito (batteria)
  • Con: Giorgia Zaccagni, Nicoletta Nardi e Claudia Marss (cori), Maurizio Leoni (sax), Paolo Angioi (chitarra acustica, elettrica e 12 corde, basso, voce)
  • Produzione: Menti Associate
giornalista
Nasco informatico e scontroso decenni fa, da meno anni sono anche giornalista e sempre scontroso. Di recente ho scoperto i social (ma non li ho ancora capiti).
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