Tazenda: Antìstasis (recensione)

Il trio ha appena presentato la propria ventesima pubblicazione, in vinile e digitale, annunciando "resistenza". A cosa?

Tazenda
m&s - i Tazenda (foto © Domenico Rizzo)

Gino Marielli e Gigi Camedda probabilmente da Sassari, Nicola Nite probabilmente da Alghero, il coordinamento dell'ufficio stampa (Francesco Di Mento per Parole e Dintorni) da Milano e almeno un'ottantina di giornalisti sparsi da redazioni e case in tutta Italia: ecco a voi le conferenze stampa in epoca Covid-19. Quello che più importa è che siamo collegati tutti assieme per accogliere il nuovo disco di inediti della band sarda, in attività dalla fine degli anni '80 e in grado, con questo nuovo lavoro, di rinnovare (senza troppo stravolgere) la propria cifra stilistica, che comunque mantiene ferma al centro la tradizione e la propria lingua, sempre orgogliosamente esibita, come ogni gruppo anche folk che si rispetti (spostandoci di isola non possiamo fare a meno di pensare ai Vorianova).

"Antìstasis" (la parola in greco antico significa resistenza) contraddistingue quindi il nuovo corso del trio, la prima prova con brani inediti di Nicola Nite (voce dei Tazenda dal 2013), che finora si era cimentato con materiali precedenti, ma rappresenta - questo il nostro parere dopo un primo ascolto - una piacevole alternanza tra passato e futuro, quasi un debutto musicale di chi ha deciso di passare dalla sala prove (frequentata dalla metà del dicembre scorso) alla registrazione, mettendo assieme tante e tante idee, che poi potranno trovare strada fertile più avanti. Su tutto il piacere di produrre ancora musica, di cui tutti si potranno appropriare per divertirsi, e i primi a fare questo sono proprio loro.

Negli 11 brani (più un delizioso remix in stile Depeche Mode) si possono quindi ascoltare molte contaminazioni di genere ("storie di vita comune tra debolezze, paure e speranze riposte nel futuro"), con "il desiderio di esplorazione, l’attenzione di produzioni moderne e la ricerca della semplicità stilistica e vocale", ma anche l'evidente caratteristica dei Tazenda di sapersi sempre proporre come un collante tra la world music e la "forza della canzone d'autore", come le loro precedenti collaborazioni hanno sempre dimostrato. Citiamo, mancando totalmente di originalità, sia Pierangelo Bertoli che Fabrizio De André, ma anche la presenza - oggi - di Mogol quale autore del brano "Dolore dolcissimo"). Un disco che merita un ascolto prolungato e reiterato per essere maggiormente apprezzato e meno male che c'è ancora chi non si preoccupa di fare "musica facile" (citazione condivisa dall'osservazione di una collega).

Come ogni gruppo che ha - ed ha sempre avuto - un fedele seguito di appassionati, non solo in Sardegna, i Tazenda sono ora in paziente attesa (e anche tutti noi) di buone notizie generali per avere la possibilità di tornare al più presto alla musica dal vivo, quando il vecchio e nuovo repertorio si potranno così unire e dare ancora più senso alla loro vita professionale e allla soddisfazione di chi li potrà ascoltare. Sicuramente un valore aggiunto, perché dal palco si esprimono e si riflettono gli "aspetti personali" di sette musicisti, dando così ancora più significato al live, non solo per chi lo sta suonando. "La musica è la nostra indipendenza", ha dichiarato la band. Ed è un vero piacere trovarsi tutti uniti nello stesso "bisogno", dobbiamo solo attendere quel momento.

TAZENDA
Gigi Camedda (tastiere, pianoforte, voce, cori, programmazioni)
Gino Marielli (chitarre, voce, hangdrum, cori, programmazioni)
Nicola Nite (voce, chitarra acustica Guild, cori)

ANTISTATIS
01. Coro
02. La ricerca del tempo perduto
03. Ammajos
04. Splenda
05. A nos bier
06. Essere magnifico (feat. Black Soul Gospel Choir)
07. Dolore dolcissimo
08. Tempesta mistica
09. Dentro le parole
10. Innos (feat. Bertas)
11. Oro e cristallo (feat. Matteo Desole)
12. A nos bier (alternative version re-produced by jxmmyvis)

Management Luca Parodi
Etichetta Vida Records

giornalista
Nasco informatico e scontroso decenni fa, da meno anni sono anche giornalista e sempre scontroso. Di recente ho scoperto i social (ma non li ho ancora capiti).
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