Ci mescoliamo al numeroso pubblico per la data romana del nuovo tour italiano dei Rockets. Il concerto inizierà solo tra 15 minuti e, una volta raggiunto il nostro posto, abbiamo il tempo di fare quello che fanno tutti in attesa che sul palco arrivino i musicisti: si chiacchiera con chi è vicino a noi o con chi si conosce. Nel pubblico riconosciamo Marco Cavallaro, teatrante, che è venuto a rivedere una band che appartiene alla sua infanzia (Li ho visti la prima volta a 8 anni assieme a mio padre). Seduto nella poltroncina accanto alla nostra Stefano Saletti, musicista e compositore world music, genere molto diverso da quello che tra poco arriverà, ma sappiamo perfettamente che gli artisti "veri" (di parola o di strumento poco importa) non ascoltano solo sé stessi. Non abbiamo il tempo di indagare alla ricerca di altri addetti ai lavori, perché il concerto inizia puntualissimo: una prima piacevole sorpresa. "Anastasis" si presta perfettamente nel sottolineare l'ingresso uno a uno dei cinque musicisti che, seconda sorpresa, hanno rinunciato all'aspetto stellare e argentato degli anni lontani, per un outfit (realizzato da Katia Creative) più sobrio e più in linea con il XXI secolo.
Ma è la terza sorpresa, quella musicale, a lasciarci maggiormente e piacevolmente stupiti: il marchio di fabbrica della band, quella versione anche eccessivamente pop della musica elettronica di intrattenimento, lascia immediatamente il palco a un suono più ruvido, un rock più sanguigno e più vicino al mondo hard che a quello space. Ci sono anche influenze altre (David Bowie, Depeche Mode, Duran Duran), ma è la matrice rock quella predominante. Ritmica solidissima, assoli e sottolineature e un cantante (Fabri Kiarelli) che si prende immediatamente per mano il pubblico per condurre tutti noi a bordo della nuova astronave musicale, appena lucidata, con il pieno di carburante fatto e la tanta voglia di partire tutti assieme. Coinvolgente e molto divertente fin da subito.
Dei Rockets, come tanti altri presenti, abbiamo il ricordo della nostra adolescenza, con nella memoria stampati gli effetti speciali dei loro video che oggi farebbero sorridere, canzoni radiofoniche fatte per rimanere in testa e scalare le classifiche dei 45 giri. La band di oggi guarda quel passato senza rinnegarlo, ma si ispira maggiormente agli eventi classic rock degli anni '70, quando una band saliva sul palco e se non c'era "fumo sull'acqua" (cit.) era nelle condizioni di sparare note a tutta velocità e di farlo per almeno due ore o almeno fino alla totale disintegrazione degli amplificatori e soddisfazione fisica e mentale di chi ha pagato il biglietto d'ingresso.
Che si stia guardando al piacere di tutti (sopra e sotto il palco) lo dimostra la chiamata che Kiarelli fa al pubblico, già poco incline a rimanere immobile sulla comoda poltrona. Immediatamente tutti sotto palco, perché un concerto rock - e di questo si tratta - ha bisogno della gente a pochi cm dagli strumenti, che intona (bene o male poco importa) le stesse canzoni, magari storpiandole, perché non le ricorda, ma sente il bisogno e la voglia di farsi sentire. Nel concerto c'è lo spazio per ricordare chi non c'è più, ogni band con così tanti anni di carriera ha prima o poi un ex da commemorare, ma lo si fa nel modo migliore, onorandolo suonando (loro) e applaudendo (noi).
Quando il concerto, dopo abbondanti due ore, finisce, attorno a noi solo sorrisi e tante versioni di "Galactica" che si intonano mentre si guadagna l'uscita. Nel foyer c'è l'ultima sorpresa: la band è lì per una sessione di meet and greet. L'astronave è parcheggiata fuori, ma non in doppia fila, c'è ancora tempo prima atterrare in una nuova "città per cantare" (cit.). Infine dobbiamo, anzi vogliamo, ringraziare Fabiana Manuelli, ufficio stampa di Menti Associate (produzione dello show assieme a Good Vibrations Entertainment) per rendere sempre molto facile il nostro lavoro.
ROCKETS #2025
Fabrice Quagliotti (tastiere)
Rosaire Riccobono (basso)
Gianluca Martino (chitarra)
Eugenio Mori (batteria)
Fabri Kiarelli (voce e chitarra)
THE FINAL FRONTIER TOUR
Anastasis - Universal Band - Ride The Sky - Astral World - All 4 One - Lost in The Rythm - Break The Silence - Some Other Place Some Other Time - Cosmic Castaway - Electric Delight - World on Fire - Non Stop - Back to Your Planet - Stand on The Word - In The Galaxy - Future Woman - One More Mission - Sci-Fi Boogie - Sitting on a Star - Fils du ciel
Encore: Venus Rapsody - Cyber Love - On The Road Again
Encore: Galactica









