Il programma del concerto ha spaziato nel repertorio musicale di varie epoche e modalità, fra teatro lirico e cinema, da Charles Gounod a John Williams. Sul podio due giovani direttori, Giuseppe Maria Ceccarini e Luca Tomarchio, eredi di una nutrita stirpe di musicisti di cui rinnovano dedizione e creatività. L’organico, fondato nel 2019, poggia sulle fragili spalle di giovani appassionati di musica, forti però di voglia di divertirsi e crescere in armonia. Con l'allontanamento delle restrizioni da pandemia, sarà possibile moltiplicare le possibilità di esibizioni e di conseguenza accrescere il futuro e prestigio artistico della compagine.
"L’orchestra è, per così dire, il dominio del sentimento infinito, universale, su cui può ingrandirsi il sentimento individuale di ogni attore nella sua massima perfezione; si può dire che trasformi il terreno arido, immutabile, della scena reale in una superficie mobile, flessibile, malleabile, eterea" (Richard Wagner)
Dopo mesi di lavoro, sono state coperte tutte le sezioni orchestrali (archi, fiati, ottoni, tastiere e percussioni) con elementi di buona formazione. Presenti anche talune voci come la giovane Gioia Rossetti che nell'esibizione cui abbiamo assistito, ha ricoperto il duplice ruolo di soprano e cantante leggera, affrontando con grazia e buona tonalità l’insidiosa e patetica romanza “Nacqui all’affanno e al pianto” dalla Cenerentola di Rossini.
Di Gounod hanno suscitato qualche nostalgia le note della “Marcia funebre di una marionetta” che ha riportato i meno giovani ai film in bianco e nero anni Cinquanta di Alfred Hitchcock che si faceva sempre riprendere, per qualche secondo subito dopo i titoli di testa, col suo faccione rubicondo e ironico, sul motivo per l’appunto della “Marcia funebre” adottato come sigla.
Altrettanto gradevoli il severo preludio del Faust, distinto da un agile contrappunto, e gli accesi “Preludio”, “Habànera” e “Seguidilla” della Carmen, dove tutte le sezioni si sono confrontate in buona sinergia per far risaltare la sensualità fiammeggiante della partitura, prima del tragico epilogo. Fin qui il maestro Giuseppe Maria Ceccarini, che procede nel suo cammino formativo di Direzione d’orchestra al Conservatorio de L’Aquila con profitto e assiduità.
Nella seconda parte cambio di bacchetta, di ritmo e di musica, a conferma della duttilità dell’Orchestra e della voglia di divertire e divertirsi con la musica (sentimento che non si dovrebbe mai abbandonare). Sale sul podio un altro giovane, Luca Tomarchio (diploma in Composizione al Conservatorio di Santa Cecilia), alla guida di un programma tratto da mondi fantasy, viaggi di astronauti, guerre stellari e immaginario collettivo, raccontati sugli spartiti da John Williams, Howard Shore, Hans Zimmer e lo stesso Tomarchio, che ha dato prova di buoni fondamentali nell’arrangiamento di alcuni brani di Shore, compreso “Il Signore degli anelli”, di cui abbiamo anche ascoltato il “May it be” per la voce della stessa Rossetti. Poi le musiche galattiche di Star Wars di John Williams con il maestoso finale “Throne Room & End Title” bissato a generale richiesta, come è stato fatto per il brano della Cenerentola.
La martire cristiana Santa Cristina, cui è dedicata la chiesa di Bolsena (dove ha avuto luogo il concerto), è stata testimone di un secondo "miracolo" dopo quello del Corpus Domini, se è vero che i giovani di Ars Nova, come rimarcato dal padrone di casa padre Maurizio, hanno operato un vero e proprio prodigio. Li attendiamo con fiducia per nuove prove d'orchestra.









