Gaetano Curreri: Io sono le mie canzoni (recensione)

Abbiamo assistito a una data della tournée di Gaetano Curreri. Le nostre impressioni post concerto

Gaetano Curreri: Io sono le mie canzoni
Gaetano Curreri: Io sono le mie canzoni

Chi si aspetta il solito concerto, lo dimentichi. Quello che Gaetano Curreri (anima e voce degli Stadio) ha portato con la sua band sul palco del Teatro Greco di Tindari, nel messinese, è stato un vero e proprio spettacolo di arte varia.

“Io sono le mie canzoni” – questo il titolo dato al tour che sta girando l'Italia – è un racconto di parole in musica che ripercorre decenni di strada fatta da Curreri non soltanto insieme agli Stadio, ma anche con altri colleghi, soprattutto da autore di brani e musiche, come l'artista ha spiegato dopo aver cantato “Fragole buone buone”, il cui testo di Luca Carboni è stato accompagnato proprio dalla sua musica. Il nome stesso dello spettacolo è un'autocitazione: si tratta infatti di una frase presa a prestito dalla canzone degli Stadio “Equilibrio instabile”; un motivo musicale che è risuonato anche in apertura dell'esibizione. Effetti scenici, luci, un grande ledwall al centro del palco e coreografie sono stati protagonisti del concerto insieme alle canzoni, dando vita a qualcosa di quasi inedito per la band di Bologna.

A rappresentare gli Stadio, accanto a Gaetano Curreri, il chitarrista Andrea Fornili e il bassista Roberto Drovandi, componenti anche loro ormai storici di questo sodalizio musicale. Ma c'è stato anche, a suo modo, il batterista Giovanni Pezzoli, venuto a mancare qualche anno fa e ricordato durante la serata con un contributo video che lo ha visto, seppur simbolicamente, suonare ancora una volta con loro il brano “La faccia delle donne”, frutto di una delle tante collaborazioni con Vasco Rossi. Collaborazione che è tornata poi a farsi sentire anche quando Curreri ha eseguito al pianoforte “Un senso”.

La vera novità è stata però la presenza di una voce femminile, quella della backing vocalist Teresa Iannello, a tutti gli effetti 'membro aggiunto' degli Stadio. Suoi sono stati infatti non soltanto i cori, ma anche alcune interpretazioni significative, sia come solista che in duetto. La cantante ha interpretato, tra gli altri, con grande presenza scenica e timbrica vocale profonda, “Prima di partire per un lungo viaggio” (canzone portata al successo da Irene Grandi) e alcuni intermezzi musicali, fra i quali un accenno di “Meravigliosa”, brano del rapper Guè che contiene un campionamento di “Acqua e Sapone”, una delle pietre miliari del repertorio degli Stadio, riproposta sul palco anche in versione originale con un notevole assolo al basso di Drovandi.

“Acqua e sapone” è peraltro conosciuta per essere stata una delle svariate tracce che hanno fatto da colonna sonora ai film di Carlo Verdone, insieme anche a “Grande figlio di puttana”, altra storica OST eseguita, in questo caso, invece con un impeccabile assolo alla chitarra di Andrea Fornili (originariamente appannaggio di Ricky Portera).

Non è mancato poi l'omaggio a Lucio Dalla, cantautore e musicista che ha dato il La (è proprio il caso di dire) all'inizio della carriera degli Stadio e che è stato rievocato sul palco con musica e immagini attraverso “Lunedì cinema” – pezzo strumentale per anni cifra distintiva dell'omonima rubrica Rai di film – e un classico come “Anna e Marco”; toccante anche il ricordo di Francesco Guccini, che aveva scritto per gli Stadio l'intimista ed evocativo “Swatch”.

Moltissimi i successi degli Stadio, eseguiti anche con il contributo del sassofonista Francesco Pantusa, del trombettista Nicola Cellai e del violinista Alessandro Vece. Nella setlist si sono succeduti brani quali “Un disperato bisogno d'amore”, “Ballando al buio”, “Ti mando un bacio con il vento”, “Chiedi chi erano i Beatles”, “Generazione di fenomeni”, “Canzoni alla radio”, “Dentro alle scarpe”, “Bella più che mai”, “Graffiti”, “Dammi 5 minuti”. È stato dato spazio anche alla vittoria della band a Sanremo 2016 con la canzone “Un giorno mi dirai”, eseguita live mentre scorrevano sul ledwall le immagini di quella indimenticabile e a tratti inaspettata esperienza.

La vastità del repertorio ha verosimilmente portato alla scelta di proporre molti dei brani in versione ridotta, prediligendo in alcuni casi la parte strumentale. Lo spettacolo – pensato e costruito su suggerimento della manager Laura Cordischi – ha previsto, si diceva, una serie di momenti alternati appunto con intermezzi durante i quali Curreri è uscito anche di scena lasciando spazio alle suggestioni delle immagini proiettate sul palco, ai virtuosismi degli altri musicisti o al corpo di ballo, presenza comunque quasi costante durante tutto il live.

Una 'narrazione' forse a tratti frammentaria, con pochi dialoghi diretti con il pubblico, se non alla fine – Gaetano ha raccontato poco con le parole ma comunque molto con le canzoni – e con qualche stacco di troppo fra un passaggio e l'altro, aspetti per i quali bisogna però tenere in conto anche le esigenze di scena che hanno reso peraltro visibili, soprattutto per chi stava 'ad altezza cavea', anche quello che accadeva nel backstage. La platea in questi casi offre senza dubbio una prospettiva scenica 'più pulita'.

La chiusura del concerto proprio vista dall'alto si è rivelata invece particolarmente suggestiva. Innanzitutto, il rientro sul palco degli artisti per il bis è stato piacevolmente anticonvenzionale: gli Stadio e lo staff artistico hanno voluto infatti omaggiare la Sicilia con musica tipica folk e tamburelli, indossando al contempo una maglietta con la scritta “Futtitinni” (che traducendo dal dialetto in italiano significa pressapoco “fregatene”). Questa iniziativa, oltre che come gesto di ringraziamento per l'ospitalità sicula, è stata presa anche per onorare il fatto che molti artisti che hanno partecipato al concerto hanno origine siciliana, compreso lo stesso Curreri.

A seguire è stata la volta dei brani “Stabiliamo un contatto” e “Allo stadio”, canzone sulle note della quale il pubblico della platea è stato invitato ad alzarsi e andare sotto palco. Ed è proprio a questo punto che la visione dall'alto si è fatta ancora più suggestiva: una marea di gente ha stretto Curreri in una sorta di abbraccio virtuale (ma neanche tanto), condividendo con lui (e il suo cane arrivato intanto sulla scena) l'emozione di una serata ricca di ricordi.

Curreri & Co. hanno dimostrato ancora una volta di saper conquistare il pubblico di tutte le generazioni, con canzoni che non si lasciano scalfire dal passare del tempo e restano impresse nella memoria. Dalla prima all'ultima fila, tutti o quasi, hanno cantato, riso e pianto di commozione intonando pezzi che non sono solo di musica, ma anche pezzi di vita per chi li ha avuti come colonna sonora dei propri momenti più importanti.

Scheda Concerto

  • Tour: Io sono le mie canzoni
  • Artista: Gaetano Curreri
  • Special Guest: Roberto Drovandi e Andrea Fornili
  • Data: 20 agosto 2026
  • Luogo: Tindari (ME), Teatro Antico, Via del Teatro Greco
  • Rassegna: "Il Sorriso degli Dei" - IV edizione
  • Direzione artistica: Anna Ricciardi
giornalista
Quando ero bambina mi piaceva la parola cultura, da grande ho deciso che volevo raccontarla. Giornalista transitata per cronaca locale e musica, quando non scrivo disegno. Ho anche studiato filologia ma, da buona siciliana, alle collazioni affianco volentieri le colazioni con la granita.
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