Motus. Preistoria dell'Automobile a Torino

La mostra nasce da un’idea del Museo Galileo di Firenze con il Museo del Sidecar di Cingoli

Un vero e proprio viaggio nello spazio e nel tempo alla scoperta delle tappe che hanno segnato un punto di svolta nella straordinaria storia della “automotività” fino all’invenzione dell’automobile. Tredici le opere esposte, modelli ricostruiti fisicamente e in 3D, antenati dell’auto: un percorso dalle civiltà antiche, greca ed egizia, all’Europa e all’America della Rivoluzione Industriale, attraverso il Rinascimento. Esposizione visitabile fino al 25 settembre 2022.

L’accurata ricerca documentale e la precisa ricostruzione degli artefatti sono princìpi su cui il Mauto fonda la propria filosofia di approccio alla conservazione al restauro, e sono stati motivo essenziale per l’adesione del nostro museo al progetto Motus, frutto di una inedita collaborazione tra il Museo Galileo, il Museo del Sidecar, il Mauto e Civita. L'intero sistema industriale legato all’automobile sta cambiando molto rapidamente sotto le spinte della tutela ambientale e della ricerca di nuove fonti energetiche; in questo contesto, la conoscenza della storia può essere strumento e fonte di ispirazione per le nuove generazioni che devono progettare la loro vita futura, dichiara Mariella Mengozzi direttore del Museo dell’Automobile di Torino.

Da appassionato ricercatore e da italiano sono felice che Torino, e in particolare il Museo dell’Automobile, mostri una storia poco nota che precede l’invenzione dell’automobile, afferma Costantino Frontalini, direttore del Museo del Sidecar e co-curatore della mostra

La mostra nasce da un grande progetto scientifico e dalla sinergia tra i partner coinvolti. Oltre ad essere una preziosa opportunità per approfondire la storia avvincente di un’evoluzione inarrestabile, quella dell’automobile, la mostra rappresenta per noi, proprio grazie a questo circolo virtuoso di collaborazioni, la possibilità di produrre mostre scientifiche di elevato livello che ci permettono di diversificare la tipologia di offerta culturale, coinvolgendo pubblici eterogenei, nonché di raggiungere importanti traguardi nella diffusione nazionale ed estera, dichiara Giorgio Sotira, CEO di Civita Mostre e Musei.

I tredici oggetti esposti, di cui undici realizzati dal Museo del Sidecar e due esemplari originali provenienti uno dalle collezioni del museo marchigiano e l’altro da una collezione privata, sono tutti funzionanti, realizzati con cura nei minimi dettagli, con il metodo utilizzato dell’archeologia sperimentale, che si avvale delle tecniche e dei materiali disponibili nel periodo storico in cui i veicoli furono progettati.

La mostra propone i principali progetti che hanno rappresentato una novità nella ricerca del movimento autonomo da parte dell’uomo. I prototipi esposti sono tutti accomunati dal fatto di non aver bisogno di forze esterne per muoversi, come, ad esempio, il traino di animali.

Gli oggetti esposti mettono in evidenza anche l’aspetto sorprendente della tecnologia meccanica. I dispositivi che determinano il funzionamento dei veicoli riscostruiti, nascosti alla vista o incomprensibili ai più, ci ricordano le parole di Tommaso Campanella: ‘Finché non si intende l’arte, sempre dicesi magia, dopo è scienza, spiega Giovanni Di Pasquale, vicedirettore scientifico del Museo Galileo e co-curatore della mostra.

È da tempo che gli studi condotti dal Museo Galileo sulla storia della scienza hanno svelato con la comunità scientifica e per il vasto pubblico l’importante ruolo giocato dalla tecnica nel mondo antico. La sfida della automobilità che oggi qui presentiamo nelle sue tappe più significative ne è una felice testimonianza. Siamo fiduciosi che il pubblico dei visitatori possa non solo meravigliarsi della sapienza espressa in questi oggetti ma anche tornare attraverso di essi alle domande originarie che hanno mosso i loro artefici, dichiara Roberto Ferrari direttore del Museo Galileo.

Gli oggetti in mostra si dividono in tre gruppi: i veicoli automobili propriamente detti, con un meccanismo all’interno che ne consente il movimento; i mezzi che potrebbero considerarsi automobili agli occhi di chi guarda: non si muovono grazie a forze esterne, ma hanno bisogno dell’assistenza costante dell’uomo; infine, vi sono i veicoli ibridi, ovvero quelli che possono spostarsi sia con l’energia motrice fornita dall’uomo che grazie a un meccanismo proprio della macchina. 

La mostra è prodotta da Museo Galileo di Firenze con Civita Mostre e Musei, in collaborazione con il Museo Nazionale dell'Automobile di Torino, è corredata da un catalogo illustrato, pubblicato in edizione italiana e inglese da Silvana Editoriale.

https://mostre.museogalileo.it/motus 
https://www.civita.it/

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