Il sogno di un bambino, che ha sempre amato la sua terra e ha sempre desiderato farla conoscere e apprezzare agli altri, si è realizzato quando nel 1993 la famiglia Colonna ha acquistato il terreno di "Chianu 'e Piru" per iniziarvi l'attività di agriturismo. Oggi dopo quasi trent'anni Riccardo, il più piccolo, assieme ai fratelli Aldo, Massimo, Fabrizio e alla moglie di Aldo, Milena, gestisce l'azienda a carattere prettamente familiare.
Il territorio di Chianu 'e Piru è di particolare bellezza, situato a 800 mt sul livello del mare è il posto ideale dove poter trascorrere ore liete all'aria aperta... riscoprire il piacere di ascoltare solo i suoni della natura, ma anche di poter assaporare i piatti tipici della tradizione calabrese e in particolare dipignanese, fare una passeggiata a cavallo o in carrozza... visitare la piccola fattoria. L'azienda è agrituristica quindi è basata sull'ospitalità delle persone che intendono trascorrere una giornata di serenità in azienda. Dal punto di vista agricolo l'azienda è dedita sia alla coltivazione degli ortaggi estivi/autunnali, sia attiva nel settore zootecnico con l'allevamento allo stato brado e semi-brado del suino nero con la relativa trasformazione delle carni in salumi tipici.
La ricetta di Fabio Sabatini: Umido di “Podolica” in Pane Pizzata di Mais
Ingredienti: Parte di Muscolo anteriore di Razza Podolica, Pancetta, Patate della Sila, Cipolla di Tropea, Pecorino, Olio EVO dell’Alto Crotonese, Peperoncino. Per il brodo vegetale: cipolla, carota, sedano e alloro.
Procedimento: Preparare un brodo vegetale. Tagliare in bocconcini la “Podolica”, mettere in un tegame preferibilmente di ghisa pesante senza olio, coprire con carta da forno inumidita. Cuocere a fiamma bassissima fino a che il liquido rilasciato della carne non si sia asciugato “quasi” del tutto. A parte tagliare a julienne la pancetta e la cipolla, rosolare in padella antiaderente con olio EVO, aggiungere le patate tagliate a cubetti di circa 2,5 cm di lato, rosolare per qualche minuto. Unire alla carne, aggiungere il brodo fino a coprire la carne e le patate. Cuocere coperto con carta forno e coperchio. Mescolare di tanto in tanto. Quando le patate sono morbide spegnere il fuoco, aggiustare di sale e unire il peperoncino a crudo. Tagliare la pagnotta a metà, svuotarla della mollica eccedente e metterla in un piatto capiente e fondo. Mettere la carne con abbondante liquido (salsa di cottura) all’interno della pagnotta. Aggiungere abbondante olio EVO.
Attenzione alle quantità di brodo, meglio aggiungerlo dopo che toglierlo in cottura.
L'abbinamento del bicchiere di vino curato da Claudio Sarti
Questo piatto da “street food”, ma anche da proporre in versione gourmet, ha una cottura prolungata che le dona una succulenza importante e una persistente aromaticità, necessita un abbinamento con un vino che abbia un affinamento lungo ma non troppo influenzato dal legno, in modo che non possa sovrastare troppo l’aromaticità del cibo.
Un vino quindi che ha queste caratteristiche è il Ciro Rosso Classico Superiore Riserva DOC 2020 di Librandi, fresco premiato con i tre bicchieri dal Gambero Rosso. Un vino ottenuto con uve Gaglioppo in purezza vinificato in acciaio termocondizionato e una
macerazione con le bucce di 7-10 giorni, l’affinamento avvenuto in acciaio per circa tre anni sempre in acciaio, con ulteriore periodo in bottiglia di alcuni mesi prima di essere messo in commercio.
Questa attenta e scrupolosa lavorazione, dona al vino un bel colore rubino e un vivace impatto olfattivo fruttato e speziato derivato da una terziarizzazione degli aromi avvenuta in maniera perfetta. Al palato è determinato e indiscreto, si fa notare per la sua spalla acida e persistente con tannini presenti ma impercettibili e proprio grazie a queste caratteristiche va a sposarsi bene con l’aromaticità e la succulenza dell’umido di Podolica mitigate dal pane che rende tutto più omogeneo e intrigante. Da servire ad una temperatura di 16-18 gradi in un calice ampio che possa valorizzare il tutto.
I suggerimenti salutari a cura di Silvia Volpi
Devo ammettere che lo "sgambetto" dello chef Sabatini, sorretto perfettamente dal sommelier Sarti, mi hanno messa in difficoltà: cosa suggerire per abbinare un piatto così gustoso, corroborato da un buon vino, perché non risulti "eccessivo" per la nostra giusta aspirazione ad una maggiore cura del nostro benessere? L'idea - che è anche alla base di ogni ragionamento alimentare - è che "si può" ogni tanto concederci un peccato di gola, ma senza abusare e ricorrendo nei giorni immediatamente a seguire ad alcune accortezze, semplici da seguire, che produrranno sicuramente risultati positivi sul nostro corpo. In questo caso, potremmo partire con un giorno (il successivo) di riposo alimentare, fatto di poca frutta e poca verdura e tanti liquidi (acqua e solamente acqua), per poi iniziare a reintrodurre gradatamente il nostro normale regime alimentare. Oltre a questa attenzione, che potrebbe entrare a far parte delle nostre abitudini, suggerisco della sana attività fisica non eccessiva ma costante (lunghe passeggiate), che invece non deve mai abbandonarci.
A questo punto non ci rimane che augurarvi buon appetito e darvi appuntamento al prossimo concerto/piatto/bicchiere di vino, ma non prima di avervi ricordato i contatti della struttura.
CHIANU ‘E PIRU
Contrada Piano di pero, Dipignano (CS)
info e prenotazioni Riccardo Colonna 393 0904917
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