Schedati, perseguitati e sterminati

In mostra, al Palazzo di Giustizia di Milano, quanto commesso allora, per non fingere di dimenticare oggi

A partire dall'anno 1934 in Germania, 400.000 malati affetti da patologie mentali, considerate ereditarie e incurabili, furono sterilizzati in totale assenza della loro volontà. Tra il 1939 e il 1945, più di 200.000 ricoverati negli ospedali psichiatrici tedeschi furono "eliminati", perché ritenuti un inutile peso, soprattutto economico, per la popolazione tedesca. Solo a partire dagli anni ’80 ebbe inizio l’elaborazione di quanto accaduto: nel 2010 la società tedesca di psichiatria riconobbe ufficialmente la responsabilità della psichiatria tedesca per i crimini commessi.

La Società Tedesca di Psichiatria, Psicoterapia e Psicosomatica (DGPPN) in collaborazione con la Fondazione Memoriale per gli Ebrei Assassinati d’Europa e la Fondazione Topografia del Terrore di Berlino, ha creato la mostra "Schedati, perseguitati, annientati" che, partita da Berlino nel 2014, ha toccato diverse città nel mondo: Vienna, Londra, Osaka, Toronto e Città del Capo. Grazie a SIP e all'adattamento realizzato dal Network europeo per la ricerca e la formazione in psichiatria e psicodinamica la mostra è arrivata in Italia a Roma e Bolzano nel 2017 e a Trento e Collegno nel 2018, ora anche a Milano, dove è visitabile gratuitamente. A cura di ONDA (Osservatorio nazionale sulla salute della donna e di genere) e SIP (Società Italiana di Psichiatria)

La mostra è organizzata in due sezioni, quella tedesca e quella italiana e ripercorre le tappe della persecuzione dei malati psichici e disabili durante il nazionalsocialismo e la condizione dei malati psichiatrici ai tempi del fascismo e delle leggi razziali (emanate nel 1938, statuirono il bando degli italiani ebrei dalla vita pubblica, l'espulsione dalle cariche professionali, l'allontanamento dei bambini dalle scuole pubbliche e il divieto dei "matrimoni misti"). Grazie a testimonianze e reperti storici inconfutabili, purtroppo il negazionismo o revisionismo sono costantemente serpeggianti, vengono restituite alle vittime quella individualità e dignità personale che gli autori dei crimini volevano cancellare.

Letteratura, cinema, teatro, ma in genere tutto il mondo culturale si è sempre interessato a quanto successo, anche con la speranza che certi beceri afflati, che si sono sempre incredibilmente autonutriti e germogliati, scomparissero una volta per tutte sotto il peso schiacciante della verità storica. Questa mostra non fa altro che ribadire quanto successo, non per creare vergogna (che comunque ad alcuni farebbe sempre bene provare), ma perché le nuove generazioni ricordino, oggi, domani e sempre, non solamente il 27 gennaio, conosciuto come "Giorno della Memoria", corrispondente al momento di ingresso, nel 1945, dei soldati russi nel campo di sterminio di Auschwitz. Da quel momento (e dopo quelle riprese e foto) nessuno poté più fare a meno di sapere.

La mostra è stata resa possibile grazie al generoso contributo di donatori privati e di Fondazione LAPS (Libera Accademia Progetti Sperimentali) Onlus e ha ottenuto il patrocinio di Regione Lombardia, Comune di Milano, Associazione Nazionale Magistrati, Consolato Generale della Repubblica Federale di Germania, Goethe Institute, Ordine del Giornalisti. media & sipario ringrazia Laura Fezzigna (HealthCom Consulting) per la cortese collaborazione.

Palazzo di Giustizia di Milano
ingresso da Corso di Porta Vittoria, atrio principale - 3° piano
visitabile gratuitamente fino al 16 febbraio 2019
dal lunedì al venerdì, dalle ore 8:30 alle ore 19
il sabato dalle ore 8:30 alle ore 13

www.ondaosservatorio.it/mostra-schedati-perseguitati-sterminati

Testata Giornalistica
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