Ultimo tango a Buenos Aires

Ultimo Tango a Buenos Aires. Astor Piazzolla, il Diavolo e la scommessa di Borges

la copertina del libro
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Un antico proverbio argentino dice: “Nada te puede quitar lo bailado" – Niente e nessuno ti può togliere quello che hai ballato. Nessuno può togliere il tango a Buenos Aires. Nessuno può togliere Buenos Aires ad Astor Piazzolla. Nessuno può togliere l’anima ad Astor. 
Un’antica leggenda racconta che Astor Piazzolla abbia venduto l’anima al diavolo in cambio del successo. Dunque, El Gato – come lo chiamavano – rivive attraverso una biografia apocrifa scritta da Cosimo Damiano Damato, narrata in un dialogo visionario fra Astor Piazzolla e il diavolo.

Cosa c’è di vero? Forse è stato solo uno scherzo di Luis Borges. La storia di Astor Piazzolla si intreccia, grazie all’originale e visionaria drammaturgia dell’autore, con il vissuto e l’educazione sentimentale di altri due grandi miti argentini: Carlos Gardel e Luis Borges. 

«Mi sono innamorato della vita e della musica di Astor Piazzolla grazie a Luis Bacalov, con il quale ho condiviso il palco in Piano Poetry. Per alcuni anni ho anche vissuto a Trani, città d’origine di Piazzolla, nella stessa strada dove visse suo nonno Pantaleone, pescatore e suonatore di fisarmonica. E questo ha acceso la mia passione non solo per il tango di Astor, ma anche per la sua storia di migrante. E poi, l’ammirazione per il cinema poetico, civile e politico di Pino Solanas (autore, tra l’altro, dei versi di Vuelvo al Sur di Astor Piazzolla). I suoi capolavori Tangos, El exilio de Gardel e Sur mi hanno ispirato l’idea di scrivere una “Tanguedia” (tango + tragedia) che porterò presto anche a teatro», racconta.

Per Damato, questo è il secondo capitolo della sua “Trilogia Argentina”, iniziata – sempre per Aliberti – con Hasta siempre Maradona.  Il volume raccoglie anche i monologhi teatrali Diego Armando Maradona-El pelusa, Mercedes Sosa- la Negra, Ernesto Guevara de la Serna-El Che, Alfonsina Storni- il mare e l’addio e Lettera spedita dal mare, uno struggente poema civile  con un pensiero ai bambini di Gaza. 

Scrive Federico Vacalebre nel testo che accompagna la storia: «Dopo la Negra e il D10s, Mercedes Sosa e Diego Armando Maradona, Cosimo Damiano Damato continua il suo viaggio nella mitologia argentina. Lo fa raccontando di el Gato che, come Robert Johnson, avrebbe venduto l’anima al diavolo per veder trionfare la sua musica. Lo fa intrecciano la (fanta)storia di Astor Piazzolla con quella di Carlos Gardel e di Luis Borges, come a completare una trinità che contempli gli opposti, i suoni e le parole, il pensiero triste che si balla e quello che entra nelle sale da concerto e si libera del complesso del genere nato nei bordelli, dove i protettori si chiamavano tanos (da napolitanos) e le puttane franchuskas. Sono belle le storie di musica, di Argentina, di vita vissuta e/o immaginaria di Cosimo Damiano Damato. Soprattutto questa che, come canta Guccini, ci ricorda che “bisogna saper scegliere in tempo, non arrivarci per contrarietà”. Nel 1960 a Buenos Aires i tassisti lasciarono a terra Piazzolla, urlandogli: “Comunista” e “assassino del tango”2, quasi fossero sinonimi. Oggi anche per i tassisti Astor è il papà del nuovo tango».  

Ultimo Tango a Buenos Aires
Astor Piazzolla, il Diavolo e la scommessa di Borges
di Cosimo Damiano Damato
Compagnia editoriale Aliberti
pp. 160
€ 16,90
ISBN 9788893237505

www.aliberticompagniaeditoriale.it/

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