Dopo l'interesse generato dalla prima serie (8 episodi ancora disponibili su RaiPlay, dalla durata complessiva di 56 minuti), che ha dato voce a chi vive quotidianamente il dramma delle dipendenze, “Drugs” torna con una seconda stagione che racconta le dipendenze spesso invisibili o sottovalutate, specie quelle legate al mondo digitale e ai comportamenti compulsivi post-pandemia. La serie è prodotta da OJ&I Milano con la collaborazione di RAI Documentari. La regia è di Anita Fronza, Fabio Ilacqua, Martino Ilacqua, Francesca Marra, Giovanni Benedetto Matteucci, Sophie Perazzolo, Mirko Salciarini, Michele Stella e Sonia Veronelli.
Con il suo formato originale di infotainment, Drugs ha saputo affrontare senza moralismi temi complessi come l’eroina, il gaming, la cocaina, le legal highs (sostanze chimiche non ancora classificate come illegali, ndr) e l’abuso di farmaci nei minori, facendo emergere la dimensione umana dietro il disagio. Ora la serie evolve per raccontare altre dipendenze spesso invisibili o sottovalutate, specie quelle legate al mondo digitale e ai comportamenti compulsivi post-pandemia.
Il progetto unisce rigore e creatività, con l’obiettivo di informare, sensibilizzare e generare consapevolezza sulle patologie della contemporaneità, senza stigma né retorica. La scrittura delle storie, tutte raccolte dal basso, è nuovamente affidata a Fabio Ilacqua, come showrunner del progetto che anche in questa edizione ha selezionato un team di giovani registi capaci di parlare a un pubblico più giovane con autenticità, empatia e impatto.
Gli otto nuovi episodi sono dedicati a disturbi alimentari, la complessa relazione tra bulimia, anoressia e fame emotiva; cyber sex, il mondo di quelle content creator intrappolate in una spirale ambigua di sesso digitale e in bilico tra autonomia e dipendenza, visibilità e vulnerabilità. Inoltre il dating compulsivo, ossia la ricerca ossessiva di connessioni nelle app d’incontro; workaholism, cioè il burnout generazionale e la dipendenza dal lavoro. Si racconterà anche del fenomeno Hikikomori post-Covid, quindi l’isolamento giovanile e depressione; FOMO, la paura di essere tagliati fuori, alimentata dall’iperconnessione; dipendenza affettiva, quando l’amore diventa tossico e pericoloso, e la GHB, gli effetti collaterali del disinibitore chimico ribattezzato ”ecstasy liquida”.









