Gian Paolo Barbieri. Un viaggio nello sguardo

Bibbiena (AR), CIFA (Via delle Monache 2), da sabato 11 aprile a martedì 2 giugno 2026

Un viaggio nello sguardo
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Il Centro Italiano della Fotografia d’Autore (CIFA) presenta una mostra dedicata a un autore centrale nella storia della fotografia contemporanea, presentandone oltre cinquant’anni di carriera e facendo emergere la ricchezza di uno sguardo che ha saputo unire estetica, cultura visiva e costruzione narrativa dell’immagine.

La mostra è curata da Giovanna Calvenzi e Claudio Pastrone, promossa da FIAF – Federazione Italiana Associazioni Fotografiche, realizzata in collaborazione con la Fondazione Gian Paolo Barbieri ETS, e si inserisce nel percorso della storica collana “Grandi Autori della Fotografia Contemporanea”, giunta alla sua venticinquesima pubblicazione. 

Gian Paolo Barbieri è stato tra i fotografi che più hanno definito il linguaggio visivo della moda italiana a partire dagli anni Sessanta, contribuendo a trasformare la fotografia da strumento commerciale a forma espressiva autonoma, capace di dialogare con arte, cinema e teatro. 

Nato a Milano, non lontano da piazza del Duomo, dopo le prime esperienze accanto al padre e una giovanile passione per la recitazione e la messa in scena, si trasferì a Roma e poi Parigi, dove divenne assistente di Thomas Kublin, rinomato fotografo di Harper’s Bazaar. Tornato a Milano, nel 1962, aprì il suo primo studio fotografico, dando inizio a un percorso destinato a lasciare un segno profondo nella cultura visiva contemporanea.

Le sue immagini, pubblicate su testate come Vogue Italia, Vogue America, Vogue Paris, Vanity Fair e GQ, e realizzate per stilisti come Valentino, Armani, Versace, Ferré e Albini, hanno costruito un’estetica immediatamente riconoscibile, fatta di rigore formale, costruzione scenica e attenzione assoluta al dettaglio. 

Barbieri è considerato una figura fondamentale della fotografia di moda italiana perché ha contribuito in modo decisivo alla costruzione del suo linguaggio moderno, proprio mentre l’Italia emergeva come potenza creativa internazionale. Il suo lavoro si intreccia con la nascita del prêt-à-porter italiano e con le prime campagne di Walter Albini, che segnano un passaggio cruciale verso una moda più accessibile ed industriale. In questo contesto, Barbieri seppe interpretare e anticipare i cambiamenti in atto, elaborando immagini di grande intensità visiva e culturale, capaci di superare la dimensione promozionale e di dialogare con un immaginario più ampio, colto e internazionale.

Nel tempo, il lavoro di Barbieri è entrato in musei, collezioni e mostre internazionali, consacrandolo non solo come fotografo di moda, ma come autore centrale nella storia della fotografia. La forza della sua opera risiede infatti nella capacità di trasformare ogni immagine in visione e racconto, attraversando generi diversi con una coerenza stilistica assoluta.

L’itinerario espositivo segue i quattro grandi ambiti attraverso cui lo stesso Barbieri aveva scelto di rileggere il proprio lavoro – moda, etnico, erotico e still life – offrendo uno sguardo complessivo sulla ricchezza della sua produzione. Ne emerge una pratica capace di attraversare generi diversi mantenendo una forte identità espressiva: proprio in questa tensione tra varietà e unità si misura la statura autoriale di Barbieri.

La sezione dedicata alla moda, cuore della sua produzione, restituisce la capacità di Barbieri di dare forma a visioni che raccontano mondi e costruiscono immaginari riconoscibili. Il nucleo etnico, nato dai viaggi in Polinesia, Madagascar, Seychelles e Tahiti, mostra una ricerca che si libera dalla committenza per diventare più intima, lirica e personale. La parte erotica rivela una tensione scultorea ed eleganza classica che sottraggono il corpo a ogni banalità descrittiva. Lo still life, infine, testimonia la sua capacità di costruire microcosmi visivi di assoluta precisione, in cui luce, materia e composizione dialogano con rigore quasi musicale.

Giovanna Calvenzi, curatrice della mostra, osserva: “Ho voluto accompagnare le fotografie con testi che non fossero soltanto strumenti di lettura, ma anche testimonianze vive. Ogni capitolo accoglie voci di persone che hanno conosciuto Gian Paolo Barbieri da vicino e che, proprio attraverso il ricordo e l’esperienza diretta, aiutano a restituirne non solo la grandezza creativa, ma anche la sensibilità e il carattere. È un modo per invitare il pubblico ad andare oltre la visione delle immagini e ad avvicinarsi più profondamente al suo universo umano e artistico”.

giorni e orari
dal martedì al sabato, 9.30-12.30 / 15.30-18.30
domenica 10.00-13.00

informazioni
telefono 0575 165 3924
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