Max Paiella Crooner (recensione)

Max Paiella ruggisce "conigliamente" anche in teatro ponendoci davanti all'alternativa: Crooner o Coroner?

Il popolare "tuttointerpretare" della trasmissione radiofonica di Radio2 si presenta al pubblico con la sua anima più melodica e confidenziale, ma sarà così? Anzi, sarà solo così?

Che Max Paiella sia un artista conosciuto non ne avevamo sicuramente dubbi, che "Il Ruggito del Coniglio" - ogni giorno su Radio 2 da oramai molti anni - abbia un meritato e popolare successo, attribuibile anche ai divertenti personaggi di Paiella (arruolato tra i "conigli" dal 2004), anche questo è sicuramente un dato di fatto, ma non pensavamo che il pubblico presente in sala fosse così "Paiella oriented", al punto da anticiparne puntualmente ogni personaggio e "pre-ridere" al primo accenno di riconoscimento della gag, predisponendosi poi alle successive battute. 

Pubblico amico, quindi, ma non per questo meno esigente, e non per questo meno soddisfatto dal concerto-spettacolo messo in scena. Perché di questo si è trattato, Max Paiella ha cantato, presentando il proprio lato "crooner" o "chansonnier", interpretando tra le altre canzoni "Night and Day", "Ciumachella", "Volare" e "Meraviglioso" di Domenico Modugno, la prima - celebratissima in tutto il mondo - il tema musicale conduttore dello spettacolo, ma anche dedicando un medley a Franco Califano (nel primo anno dalla scomparsa); ma ha anche recitato ed imitato, con una sequenza di personaggi (Renzi, Vendola, Cicchitto, Minzolini, il duo Marino e Alemanno, Tecorkov, ecc.), l'uno più divertente dell'altro.

Impressionante la somiglianza della voce con quella di Barak Obama, bisogna però chiudere gli occhi per maggiormente apprezzarla e l'immedesimazione con lo statista americano è fatta. Uno spettacolo assolutamente divertente ed allegro, con qualche punta garbata di riflessione e approfondimento, che aggiunge ulteriore merito alla qualità generale dello spettacolo, un rapporto a due tra interprete e pubblico che potrebbe tranquillamente durare molte ore in più di quanto ci è stato proposto.

Un Paiella che dichiara e dimostra ammirazione per i grandi della musica - come ci ha dichiarato in una breve intervista rilasciata poco prima dello spettacolo - da Tony Bennett a Frank Sinatra, passando per Count Basie, ma anche Led Zeppelin, Beatles, Jimi Hendrix. "Per me non cambierebbe molto - gli abbiamo chiesto di fare alcuni nomi - tra gli italiani potrei dire Iannacci, Gaber, Paolo Conte". L'eccellenza della musica, sintetizzando la lunga sequenza, assolutamente condivisibile, di nomi immortali.

Gli abbiamo anche chiesto i motivi della scelta "crooner". "E' un repertorio sostanzialmente bello - ci ha risposto - Anche se oramai in questo periodo il crooner potrebbe essere paragonabile al coroner, ma in realtà è un genere che non passa mai di moda, anche se gli interpreti dei grandi standard sono quasi tutti scomparsi. Ma quando una canzone è bella, va sempre bene. Questo è un periodo in cui sentiamo tante canzonette, sia in musica e spesso in politica, e io mi auguro che non sia così anche per il futuro. In questo spettacolo cerco di dare un auspicio di positività, anche se cerco di mettere a fuoco delle problematiche, viste da quello che può essere il mio punto di vista, ma che ho notato spesso essere condivisibile".

giornalista
Nasco informatico e scontroso decenni fa, da meno anni sono anche giornalista e sempre scontroso. Di recente ho scoperto i social (ma non li ho ancora capiti).
Change privacy settings