Un progetto inedito e innovativo che vede la tradizione del classicismo viennese (Haydn, Mozart e Beethoven) e del primo romanticismo tedesco dialogare, in un accostamento ardito, irrituale ma incredibilmente seduttivo con la canzone d’autore. Si intitola “solo i miracoli hanno un senso stanotte in questa trincea” (una coprodizione Moonlight Records/FonoBisanzio, distribuzione IRD), tutto scritto con le minuscole “in un (probabilmente vano) tentativo di porre in equilibrio un mondo in cui troppi tendono a darsi la maiuscola”.
La voce profonda di Michele Gazich si alterna alla voce fresca di Giovanna Famulari; violino e viola dialogano con il violoncello; il pianoforte, talora affiancato dalla melodica, è strumento portante; il tutto punteggiato da tintinnii di misteriose “percussioni psicoacustiche”. Le tematiche sono quelle care a Gazich, quelle che attraversano secoli di arte, poesia e letteratura, ma restano più che mai attuali. Come dimostra il brano d’apertura “perché goethe è partito per l’oriente?” che fa riferimento alla profetica visione del poeta tedesco che, nel suo “West-Östlicher Divan”, annuncia l’incontro-scontro tra Oriente e Occidente in atto nel mondo contemporaneo.
Un immaginario di storie, racconti e riflessioni, quello di Gazich, autore di testi e musica degli otto brani inediti, dove incontriamo anche Giovanna d’Arco, Marc Chagall, Wolfgang Amadeus Mozart, Ludwig van Beethoven, Franz Schubert, l’amico Paolo Finzi che fu anche direttore di A-Rivista Anarchica, Bert Jansch, i poeti Friedrich Hölderlin e Yves Bonnefoy, i film di Wim Wenders e l’attrice francese Solveig Dommartin. A metà album fanno capolino anche Fabrizio De André e Francesco De Gregori, data l’inedita riproposizione del brano “Oceano”. Ma il tutto è rimescolato, riattivato e ripronunciato grazie alla sensibilità particolarissima dell’autore: questo album non suona come nessuna altra musica o canzone; suona solo come Gazich. È un album che invita a “conoscere”, non a “ri-conoscere”. Aggiunge Gazich: "Vorrei fornire, infine, un'altra chiave di lettura: questo album, fra tutti quelli che ho realizzato, è quello in aperto dialogo con il femminile, con la donna, nel profondo e sostanzialmente. Non è questione di spesso ipocrite "quote rosa", ma di anima, si badi bene! L'album è stato interamente suonato e cantato da una donna (Giovanna Famulari) e da me; due donne (Angela Iussig e Manuela Hüber) hanno curato il progetto grafico; la coautrice del brano centrale dell'album, "La resa" è una donna (Sofia Pavan); l'ufficio stampa che farà conoscere questo album, "Strategie di comunicazione" è diretto da una donna, Daniela Esposito. Potrei andare avanti a lungo, ma i miei ascoltatori da sè riconosceranno che tutto l'album è innervato e percorso da un'anima femminile, anche alla ricerca di quanto di femminile e fecondo c'è in me, come uomo e artista".
SOLO I MIRACOLI HANNO UN SENSO STANOTTE IN QUESTA TRINCEA (2025)
Michele Gazich: voce, violino, viola, pianoforte, percussioni psicoacustiche
Giovanna Famulari: voce, violoncello, melodica
Testi, musiche, produzione artistica: Michele Gazich
Registrato da Paolo Costola presso lo studio Macwave di Brescia e all’interno del Battistero di Concordia Sagittaria, Venezia (Materiali sonori per una descrizione dell’anima di paolo f.) tra il 29 settembre 2017 e il 16 novembre 2024
Registrazioni aggiuntive realizzate da Paolo Modugno tra il 22 febbraio e il 22 aprile 2024 presso lo studio Oasi di Roma e da Fabrizio “Cit” Chiapello tra il 4 marzo e il 14 maggio 2024 presso lo studio Transeuropa di Torino
Mixato da Paolo Costola e da Michele Gazich tra l’8 giugno 2021 e il 16 novembre 2024
Masterizzato da Paolo Costola
Fotografia di copertina “Michele Gazich da bambino”: Ken Damy
Fotografia retrocopertina: “Giovanna Famulari da bambina mentre ascolta un’arancia”: archivio Famulari
Fotografia al centro del libretto: Maurizio Malabruzzi
Progetto grafico: Angela Iussig, Manuela Hüber









