Torniamo ancora una volta agli abbinamenti teatrali azzardati, anche stavolta con due beniamini del pubblico televisivo, che transitano, anche per opportunità di chi produce, nelle sale.
Il primo a salire sul palco Michele Foresta
In arte Mr. Forest o Mago Forest come il divertente e simpatico attore comico è conosciuto dal grande pubblico televisivo, soprattutto grazie alle sue apparizioni nei vari programmi della Gialappa's Band e nel recente su Zelig. Con lui il Maestro Lele Micò, sia come spalla che come base musicale. Pubblico attento, che partecipa e gioca con il sorriso sulla labbra prestandosi a vittima e protagonista dei surreali giochi di prestigio dello strampalato ammiratore di Silvan.
Interamente scritto dal protagonista, lo spettacolo è un "one man show" in cui Forest, nella sua totale incapacità di portare a buon fine qualsivoglia esperimento magico, fa della propria incompetenza il cavallo di battaglia. Serio nell'affrontare le più assurde sfide magiche, in cui si ribellano gli stessi strumenti in sua dotazione, Forest interpreta una sorta di showman sfigato e disastroso che porta avanti il suo spettacolo addentrandosi in tutte le branche della magia, ipnotizzando banane e piranha, piegando servizi di posate, tentando impossibili evasioni emulando Houdinì.
Molti gli applausi e le risate per un one man show in cui Forest ha dato prova di essere non solo un uomo dalle grandi capacità comunicative comiche, ma anche un discreto prestigiatore tanto da chiedersi spesso "ma ci fa o ci è?" e la classica frase che si pronuncia con stupore "ma come ha fatto?", una domanda destinata a rimanere senza risposta, ovviamente.
Alternando i giochi di parole a quelli con le carte, dopo aver rivolto una preghiera al suo mentore Silvan, Mago Forest per tutto lo spettacolo ha coinvolto con maestria e simpatia il pubblico con un'abilità degna di, appunto, un "mago". E il pubblico "scelto", con il lancio di un'elica di plastica o di un aeroplanino di carta o di altri oggetti non proprio canonici, non si è sottratto, vincendo la titubanza e salendo sul palco: Carla, Anna, Andrea il potabilizzatore ("Ma che pubblico difficile, non c'è nessuno che faccia l'architetto?", il commento di Forest), Sem (sì proprio Sem, diminutivo di Sem, come ha fatto notare Forest). L'ultimo assistente del Mago il piccolo Tommaso, che ha potuto "assaggiare con mano" le carte alla mortadella. Divertente, adatto ad un pubblico di famiglie per una serata rilassata che ti lascia il sorriso sulla bocca. Dopo lo spettacolo Mago Forest non si risparmia e non si sottrae a foto e autografi con i fan e nuove battute per tutti, ovviamente sulle carte da gioco.
E il paradiso siamo noi...
Universalmente conosciuto dal popolo televisivo come Jonny Groove, l'artista Giovanni Vernia si è presentato sul palco con una interpretazione che pochi gli hanno visto fare: se stesso.
Abito scuro, senza l'ombra dei suoi pantaloni pezzati e occhiali da sole con montatura bianca, si adegua al pubblico di "abbonati" - al quale non sono abituato... di solito sono ragazzi come quelli che interpreto - ha dichiarato ridendo sorpreso. E via quindi al racconto del ragazzo di Genova, di padre pugliese e madre siciliana, che fa l'ingegnere elettronico con una tale passione per l'imitazione (e talento, aggiungiamo noi) da decidere di lasciare la carriera in giacca e cravatta e dedicarsi alla sua verve comica.
Zii siciliani e viaggi pugliesi, vita quotidiana intervallata dalle scocciature - "Avete presente le venditrici telefoniche Sky? Come lo compri hai già l'antennista su per il muro di casa... Skyderman, non Spiderman!" - si mescolano a parodie di personaggi famosi come Lorenzo Jovanotti, ironicamente ripreso per l'assenza di sintesi nello spiegare i concetti: scivolando con la esse tipica di Jovanotti, Vernia comincia una disamina dei testi del cantante romano che ama "i popoli, la gente, l'energia" e che spesso canta... appunti. "Avete mai ascoltato "Baciami ancora?" - chiede al pubblico - Un bellissimo spreco di tempo, un'impresa impossibile, l'invenzione di un sogno... Suonano bene ma mica sono di senso compiuto, sono appunti! - e conclude - Vi spiego come scrive le canzoni!". E tirata fuori la settimana enigmistica comincia a "leggere" le definizioni di un cruciverba sugli accordi di "Baciami ancora", dimostrando come funzionino perfettamente.
Ironico, intelligente, Vernia orchestra una comicità di parola che fa scivolare via due ore di spettacolo piene, senza intervalli, interagendo spesso con il pubblico - divertentissima la gag con Tommy, spettatore che gli ha fatto da spalla interpretando Marco Mengoni per la parodia de "L'essenziale" - e relegando Jonny Groove agli ultimi dieci minuti, bis sicuramente preparato. Vernia esce sul palco con in mano una custodia per gli occhiali che definisce la sua "kryptonite" e comincia il "ti stimo fratello". Pubblico diviso in tre parti, invitato a muoversi in tre modi differenti e... "E siamo noi, e siamo noi, il Paradiso siamo noi..."









