Uomini targati Eva (recensione)

In scena la varia umanità (maschile) creata da Ammendola & Pistoia, stavolta "targata" Eva. Il risultato non cambia

Eva e Nicola
m&s - Ramona Gargano è Eva, Enzo Casertano è Nicola (foto © media & sipario)

Li abbiamo già visti, all'interno di un ristorante, erano quattro uomini impegnati a (non) farsi stregare dalla luna (Uomini stregati dalla luna), li ritroviamo con altre vesti sceniche e in un'officina, ma ugualmente pronti a farsi affascinare, non "da l'una, ma dall'altra" (cit. Giuseppe Cantore), da Eva. Che cosa sarà cambiato?

E' la notte di ferragosto, anche nella piccola officina, convenzionata con il soccorso stradale, gestita da Pino (Giuseppe Cantore) e Ciccio (Fabio Avaro). I tre artigiani - perché con i due titolari c'è anche il "ragazzo" di bottega Nicola (Enzo Casertano) - stanno per mettersi a tavola, quando irrompe nella loro attività Eva (Ramona Gargano), esagitata proprietaria di una Fiat 500 (la commedia è ambientata negli anni '90, quindi il modello di utilitaria è quello "classico"). La ragazza è rimasta in panne e la sua auto è stata trasportata lì dal carro attrezzi. E' bella e disperata (perché sta fuggendo da una storia affettiva finita male), con gli abiti molto, troppo, bagnati da un "provvidenziale" acquazzone estivo. Non ci sono altre soluzioni se non toglierli e stenderli ad asciugare in officina (il rimando mentale alla sala macchine di Operazione sottoveste è un attimo).

Inutile dire che Eva, spogliata o non, sconvolge il tranquillo ed equilibrato microcosmo dell'officina, riuscendo anche a prendersi una personale rivincita contro l'universo maschile, immediatamente sgomento da quei pochi centimetri di pelle scoperta in più. Tutto questo, almeno, fino a quando non appare in scena anche Franco (Lallo Circosta), l'unico che sembra resistere al fascino della ragazza. Franco non capita per caso nell'officina, è alla ricerca di Eva per un valido motivo.

Come da nostro costume, ci fermiamo perché il pubblico in sala non perda nulla del piacere di assistere dal vivo a tutto l'intreccio. Anche in questo caso, come per le altre commedie con protagonista il medesimo cast artistico, è forte l'amalgama e l'intesa tra gli attori e l'attrice. Si rispettano i ruoli assegnati e si enfatizza la caratteristica principale che gli autori hanno assegnato in fase di scrittura, divertendosi nel loro ruolo di privilegiati (e perfidi) burattinai.

Pino e Ciccio sono nuovamente l'anima buona e quella cialtrona dell'attività che i due gestiscono, poco importa che da un ristorante si sia passati ad una officina. Nicola, passando dalla divisa alla tuta, fa ancora più tenerezza, nel suo essere così "disarmato" (ma anche gli altri lo sono) di fronte all'avvenenza di Eva. Franco, una volta di più, è l'elemento di disturbo, quello da cui puoi aspettarti di tutto, difficilmente incanalabile, anche fisicamente. Eva è abile nel suo tentativo (riuscito) di sedurre i tre meccanici, ma è, allo stesso tempo, vittima di una situazione che lei stessa ha creato e che ora le risulta molto difficile riuscire a gestire.

Un racconto teatrale piacevole, che si riesce a percepire ancora di più come tale se si ha avuta la possibilità di farsi "stregare da Francesca", ma non è comunque così necessario, come non lo è quello di stabilire un ordine cronologico fra i due spettacoli. Un applauso a parte, meritatissimo, per la scenografia, una perfetta e credibilissima ricostruzione di una officina meccanica, con tanto di auto (procurata da Fabio Avaro) e di rampa esterna da percorrere in Vespa. Gli attori/attrice poi fanno tutto il resto, che non è mai poco.

UOMINI TARGATI EVA
di Pino Ammendola e Nicola Pistoia
con Fabio Avaro, Enzo Casertano, Giuseppe Cantore, Lallo Circosta
e Ramona Gargano
regia Silvio Giordani
scenografia Lollo Zollo Art
aiuto regia Olimpia Alvino

giornalista
Nasco informatico e scontroso decenni fa, da meno anni sono anche giornalista e sempre scontroso. Di recente ho scoperto i social (ma non li ho ancora capiti).
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