A mano a mano ti accorgi che il vento Ti soffia sul viso e ti ruba un sorriso La bella stagione che sta per finire Ti soffia sul cuore e ti ruba l'amore ci canta Rino Gaetano, mentre Luigi (Enrico Maria Falconi) raggiunge lo spazio immediatamente contiguo al palco e accoglie il pubblico già seduto in sala. Primi saluti e convenevoli, Luigi si informa su chi sia sposato e (ancora) innamorato. Alla domanda In quale luogo fisico vi siete innamorati?, la risposta Non esiste. E' un non luogo spiazza il nostro narratore che comunque, imperterrito (la regola è che comunque lo spettacolo deve abdare avanti), continua nel suo sondaggio affettivo, stimolando i presenti, prima di fornire una doverosa quanto attesa spiegazione.
Il pubblico non sta per assistere a uno spettacolo teatrale, viene informato, ma a una conferenza sull'amore, che durerà "appena" tre ore! Luigi appare leggermente impacciato nel suo compito di conferenziere, quando improvvisamente viene urtato involontariamente da una ragazza (Ramona Gargano). Si tratta di una spettatrice ritardataria? Non abbiamo il tempo di saperlo, perché la reazione di Luigi è scomposta ed eccessiva, addirittura inveisce contro la ragazza che si allontana e la "conferenza/spettacolo" può iniziare. Buio.
Ci troviamo a Roma, in un piccolo appartamento (leggi monolocale) nella (forse) periferia, il centro della Capitale è piuttosto lontano. I due protagonisti del nostro racconto si chiamano Maria (sempre Ramona Gargano) e Marco (sempre Enrico Maria Falconi). Sono entrambi al telefono, lei è in casa e parla con l'amica Silvia, lui è in auto e parla con la mamma. Ovviamente le impressioni sul nuovo micro-appartamento (Quando sono in camera da letto, ho i piedi in salotto) non potrebbero essere più diverse. Maria ha scelto la casa e la dipinge verbalmente all'amica come il suo scrigno d'amore, Marco, che si è adattato alle richieste della compagna, è di tutt'altro avviso. Ma fino a qui, non ci sarebbe niente di particolare o di strano. Anzi è comune a molte altre coppie, del passato, di oggi e probabilmente di sempre, anche nel 2050 e oltre. Per l'uomo la casa è dove dormire, per la donna è dove sognare.
L'andare a vivere in una nuova casa, per la coppia contemporanea, si sa che nasconde spesso una grande insidia: la irrinunciabile visita al colosso svedese per acquistarne i famosi mobili dal difficile nome, ostacolo superato solamente dalla relativa difficoltà di montaggio. E' qui che il primo nervosismo delle neocoppie cresce, stimolato da una serie di vari fattori, tra cui, in questo caso specifico, la carenza decisionale di Marco, un gravissimo errore (comune alla maggior parte degli uomini) che diventa contrasto irrecuperabile, quando Marco (ingenuamente?) cerca di convincere la commessa svedese del proprio status di "coppia single", per ottenere così uno sconto particolare. Il suo problema è che Maria mostra di non gradire l'innocente "bugia". La rabbia della compagna non sbollisce, malgrado i maldestri tentativi del compagno di spiegare. Se lo sguardo avesse la facoltà di incenerire, di Marco rimarrebbero poche ceneri. Ma si può distruggere il sogno d'amore di una coppia per un semplice equivoco? Forse sì. Forse no. Forse, anzi meglio, conviene andare a vedere lo spettacolo quando e dove sarà nuovamente in scena. Noi ve lo consigliamo.
Il racconto si dipana tra divertenti battute e approfondimenti dell'animo maschile e femminile, specialmente di quest'ultimo. Il dialogo fra i due è pressante, veritiero e convintamente sincero, reso ancora più incisivo dall'atteggiamento e dalla fisicità degli attori. Si alternano i sorrisi ai momenti più melanconici, con un perfetto bilanciamento tra "riso" e "pianto", tra "amore" e "odio", com'è nella vita di tutti i giorni, dove non esiste mai il tutto bianco o il tutto nero (come il colore delle pareti scelte da Maria). Enrico Maria Falconi ha composto il suo testo con la stessa delicatezza con cui Enrico Ruggeri o Ivano Fossati scrivono canzoni per Fiorella Mannoia, inserendo nel copione battute restituite perfettamente dalla sua Maria (una Ramona Gargano che vorremmo incontrare più spesso in questi ruoli, occhiatacce di fuoco incluse). Non dimentichiamoci comunque che stiamo vedendo una commedia, agrodolce ma sempre commedia, con un Lui costantemente stralunato.
"S'aspettavaNo" nasce sull'onda delle mail ricevute dall'autore/regista dopo il precedente "S'amavaNo" (leggi la nostra recensione); da quelle più interessanti e maggiormente collegabili tra loro è nato questo sequel, con cui continuare nella perigliosa analisi del "troppo spesso in burrasca" mare dei sentimenti di coppia. Da vedere per divertirsi (e molto) alle spalle dei due protagonisti, per apprezzare le capacità attoriali di due professionisti sul palco e per prendere appunti su cosa si deve (ma soprattutto non si deve) fare perché l'amore di coppia possa riuscire a superare le tante tempeste che aspettano e minacciano le nostre vite, almeno fino a quando il montaggio di una Billy non le separi! Niente paura: basta dotarsi di tanta pazienza e di un avvitatore elettrico, perché anche questo grande ostacolo possa essere superato.
S'ASPETTAVANO (E... S'AMAVANO)
scritto e diretto da Enrico Maria Falconi
con Enrico Maria Falconi e Ramona Gargano
produzione Blue in The Face
durata un atto unico di 52 minuti









