"Il mistero dell'assassino misterioso" è firmato da Lillo & Greg ed è stato il loro primo grande successo teatrale, e questo è risaputo. Questa versione, invece, ha la regia di Michele La Ginestra, altro specialista del sorriso. Cosa cambierà?
In principio c'era il meta-teatro che, tecnicamente, è un espediente con il quale la finzione scenica, l'atto sul palcoscenico, è compiuto da personaggi consapevoli del fatto che stanno recitando e che stanno mostrando al pubblico questa loro consapevolezza. Per essere più chiari questo "teatro nel teatro" è sempre stato utilizzato come metodo per "rompere" la cosiddetta quarta parete (così si definisce il buio che gli attori vedono dal palco). Poi sono arrivati Lillo & Greg che la quarta parete hanno deciso di "abbatterla a picconate", con "Il mistero dell'assassino misterioso".
La pièce che abbiamo applaudito è un perfetto meccanismo a incastro, un cubo di Rubik giocato dagli attori e dagli spettatori contemporaneamente. Quando sembra che i quadrati non formeranno mai una faccia del cubo di un unico colore, ecco che improvvisamente tutto torna a posto.
Il detective Mallory (Tiko Rossi Vairo), che del Tenente Colombo ha solo l'impermeabile, ha convocato Margaret Worthington (Francesca Baragli), Ashton Piboty (Valerio Altamura), Harry Worthington (Giancarlo Porcari) e l'infermiera Greta Grüzenzmeyer (Vania Lai). Sta svolgendo delle indagini parallele a quelle della polizia sulla morte della Contessa Worthington, madre di Margaret, zia di Harry, moglie di Ashton e ovviamente paziente di Greta. Mentre lo sta interrogando, il giovane vedovo improvvisamente si sente male e cade fragorosamente a terra. Tutti potrebbero pensare che sia il primo colpo di scena in un mistero alla Agatha Christie, magari il secondo delitto appena compiuto. E invece...
Invece, giusto per non svelare troppo della trama, soprattutto per chi non ne avesse mai sentito parlare, vi diciamo solo che è la possibilità per un "bibitaro" (Sergio Zecca, un Franco Franchi con una improbabile parrucca bionda) di raggiungere i quindici minuti di celebrità che Warhol sosteneva non andassero negati a nessuno. I 15 minuti a teatro diventano quasi 90 e sono un atto unico così bene congegnato dalla mente dei due autori da affascinare sia gli amanti del giallo che quelli della comicità. E' ovviamente un tipico "mystery drama", ma a modo loro, con l’aggiunta di quel pizzico di assurdo (diciamo una secchiata!) che rende il tutto “drammaticamente comico”.
A turno i "sospettati" rivivono tramite dei flashback i loro rancori e i loro litigi, creando situazioni surreali dalla comicità nonsense, e contemporaneamente vengono portati alla luce i "piccoli" attriti che possono nascere all'interno di una compagnia teatrale: perché Tiko/Mallory deve fare la parte del buon detective, l'eroe che risolve tutto quando Vania/Greta piange solamente, invece di poter approfondire la storia del suo personaggio? Perché Francesca/Margaret deve fare solo la "bellona" quando potrebbe deliziare il pubblico con le sue performance cechoviane? Perché Giancarlo/Harry deve parlare con la voce di Topo Gigio? Perché entra in scena il maggiordomo francese "bellicapelli" Albert? Perché Sergio fa il bibitaro? Ma soprattutto... Che c'entra con la morte della Contessa? La ricerca dell'assassino misterioso diventa l'affannosa corsa al ruolo del deus ex machina della situazione...
Gli artisti sul palco reggono perfettamente la struttura drammaturgica, solo all'apparenza semplice, dal ritmo veloce, che non ammette cali e che guarda alla più classica delle commedie degli equivoci, ma non solo. Acuta la breve ma completa analisi di un certo mondo dello spettacolo, fatto anche di gelosie e ripicche personali, che vanno dalla "raccomandazione" (episodio del film "I mostri", 1963, di Dino Risi) alle recentissime telefonate dell'Attore Dinamico con "Gigi", per tacere di un grande classico come "Rumori fuori scena" di Michael Frayn.
In questo specifico caso, la guerra è comunque tutta di palco e mera finzione (uno dei canoni del mondo teatrale), perché è evidente come la complicità professionale e umana di tutto il cast artistico aiuti la riuscita della messa in scena, giocando su un continuo ribaltamento di ruoli e permettendo - tra una risata e la successiva - di inserire una commedia nella commedia, pardon! nel giallo. Si esce dalla sala soddisfatti e ammirati, ma soprattutto consapevoli che per fare gli "stupidi" serve una secchiata di intelligenza. Chi la possiede spesso calca le tavole di un palcoscenico. Chi non la possiede... è un altro mistero da dipanare.
IL MISTERO DELL'ASSASSINO MISTERIOSO
di Lillo & Greg
con Sergio Zecca, Francesca Baragli, Vania Lai, Giancarlo Porcari, Tiko Rossi Vairo e con Valerio Altamura
regia Michele La Ginestra
aiuto regia Anna Lina Tamisari
scena Bombardoni & Co
luci e fonica Gian Marco Cacciani
produzione Jonglar
durata 90 minuti, comprensivi delle risate









