Fiabafobia (recensione)

Arianna Porcelli Safonov è scrittrice (pubblica per Fazi Editore), narratrice e - ovviamente - attrice

Arianna Porcelli Safonov
m&s - Arianna Porcelli Safonov in FIABAfobia (foto © Claudio Cavalloro)

Si definisce "librettista" e ci tiene particolarmente a non essere classificata come standupper, anche se - il più delle volte - si presenta davanti al pubblico con la sola compagnia di un leggio e di un microfono (così come l'abbiamo vista noi di recente). Sul primo viene appoggiato il copione dello spettacolo (ma di questo non possiamo essere certi, visto che non ci è stato mostrato), con il secondo si amplifica la sua voce, particolarmente tagliente e fuori dagli schemi, anche se i suoi toni sono costantemente garbati. Il lettore ci obietterà che è semplice lanciare strali contro una società che ha il vizio di farsi del male da sola, ma non tutti ne sono in grado, ribattiamo noi all'osservazione.

E se andiamo a considerare che in questo momento Arianna Porcelli Safonov ha al proprio attivo sette diversi show a tema, possiamo sicuramente affermare che il disagio personale e sociale lo ha analizzato e decomposto con cura, ricomponendolo con dovizia di particolari e presentandolo al pubblico - che masochisticamente ama ridere di sé stesso (almeno questo) - con sette, appunto, diversi titoli. L'avrà aiutata in questo studio quasi accademico il suo titolo di studio, si è laureata come storico di moda e costume, ma anche questo non ci è dato saperlo con certezza. Quello che è sicuro è che APS (usiamo l'acronimo così facciamo prima, potrebbe anche questa essere una fobia?) si prende carico, con quel pizzico di perfidia che in questi casi non guasta, di elencarci tutte quelle piccole aberrazioni dei nostri modi di vivere che sono oramai talmente radicate da essere inestirpabili, come le fastidiose piante parassitarie che continuamente si fanno spazio tra le nostre belle coltivazioni casalinghe.

In ordine di tempo FIABAfobia è il suo ultimo lavoro e lasciamo che sia la stessa autrice a presentarlo: ... Quando ero piccola si doveva aver paura di Chernobyl, poi c’è stata la Mucca Pazza, l’arsenico nell’acqua, i testimoni di Geova. Poi sono arrivati i musulmani e, dopo il 2001, se vedevi un arabo che avesse fatto la sciagurata scelta di comprarsi una cartella Invicta, eri in grado di allontanarti con un record da far piangere Usain Bolt (record mondiale 100 metri, ndr). Dopodiché sono arrivati gli immigrati, ma ora non se li fila più nessuno perché ci sono il virus, la peste suina e, se non bastasse, la guerra. Ma non ci bastano le paurose proposte dai suggeritori mediatici: vogliamo di più!

<Inciso del redattore> Avete fatto caso come durante le recenti Olimpiadi tutti, ma proprio tutti, i grandi problemi della nostra microumanità siano stati in un attimo relegati alle ultime pagine dei giornali, come riempitivo necessario per mantenersi le visite dagli irriducibili? Salvo riapparire appena due giorni dopo la cerimonia di chiusura? <fine dell'inciso>

APS continua nella sua minuziosa, analitica e preziosa chiave di lettura per il suo spettacolo: E grazie anche al clima di terrore mondiale ci spertichiamo in fobie personalizzate che ci percuotono con mille bastoni: dai serpenti, ai ragni, all’aereo, alle malattie veneree, ai batteri di ogni tipo che potrebbero aggredirci al tavolino del bar, dalla fobia degli uomini e delle donne con cui potremmo riprodurci a quella dell’acqua alta e molto altro di pauroso e di ridicolo che viene giustificato con “Scusa, è che c’ho la fobia!”

<Secondo e ultimo inciso> Ma nella realtà, o anche nella fantasia, abbiamo paura di quello che non conosciamo o abbiamo paura di conoscere e scoprire così che la nostra paura non ha senso di esistere? E, dopo, sgomenti, di cosa dovremmo aver paura? <fine del secondo inciso>

FIABAfobia è una collana di racconti che indaga sulle fobie che accompagnano la nostra persona, a volte per tutta la vita, a volte più dei parenti. FIABAfobia è stata scritta per ridere e per pensare. Sperando che non ci sia nessuno che abbia paura di ridere e di pensare.

<Conclusione> Forse ci meritiamo tutto quello che ci sta succedendo e non è sicuramente colpa di APS, lei da parte sua quello che doveva fare lo ha fatto, ma non siamo sicuri che ci basterà una risata per venire fuori dal pasticcio mondiale in cui siamo precipitati. <fine della conclusione>

Milagros
presenta
FIABAfobia
scritto e interpretato da
ARIANNA PORCELLI SAFONOV
distribuzione Terry Chegia
durata un atto unico di circa 70 minuti

giornalista
Nasco informatico e scontroso decenni fa, da meno anni sono anche giornalista e sempre scontroso. Di recente ho scoperto i social (ma non li ho ancora capiti).
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