In precedenza li abbiamo apprezzati con un Otello shakespeariano itinerante, messo in scena all'interno delle sale del Castello di Torre Alfina (nei pressi di Acquapendente). Per questo Cyrano de Bergerac ci troviamo nel Museo del costume farnesiano di Gradoli (ancora una volta in provincia di Viterbo) e nella piazzetta circostante e non possiamo che ribadire le stesse sensazioni.
L'idea parte proprio dallo scopo - dichiarato in precedenza dalla Compagnia - di far vivere la magia del teatro calando fisicamente lo spettatore nella scena, grazie ad una scelta accurata di luoghi che si prestano principalmente ad essere visitati e non "teatralizzati". Mettere insieme i due aspetti non è facile e scontato, ma quando si riesce a trovare il punto di esatto bilanciamento, il risultato è di alto profilo, sia culturale che spettacolare (che poi sono solo due diverse sfaccettature di un "unicum"). E dobbiamo riconoscere loro di essere sempre all'altezza del luogo, che risulta essere coerente con i propositi drammaturgici.
L'opera in questione, una riduzione e adattamento dall'opera originale di Edmond Rostand (in questo specifico caso con il cast artistico ridotto a 4 personaggi), risulta sicuramente coinvolgente e divertente, in grado di catturare l'attenzione di chi assiste, fin dalle prime battute. Vedere i personaggi che si aggirano all'interno di un ambiente reale, non ricostruito dalla scenografia, fa poi agevolmente superare e sovrastare anche il moderno concetto di realtà virtuale.
Si rimane ancora più assorti nell'ascoltare battute oramai svincolate dal loro autore originale ("apostrofo rosa" / "il naso che precede" / "al fin della licenza"), quando un passo indietro c'è proprio il celebre spadaccino che si appresta a fare il suo ingresso in scena. Gli adulti liberano la fantasia, ricordando di essere stati bambini, e riescono così a calarsi nelle atmosfere seicentesche descritte dall'autore. I bambini, invece, vivono il racconto teatrale - se lo stesso è veritiero e così convincente - con la stessa serietà del "gioco", immergendosi completamente nel contesto narrativo, mai stupendosi dal trovarsi catapultati secoli indietro.
Come sempre, il cast artistico di Controtempo Theatre (Danilo Franti è Cyrano, Venanzio Amoroso è Cristiano, Lilith Petillo è Rossana, Giuseppe Amato è Ragueneau) mette molto del suo e svolge egregiamente il compito di riproporre la celebre storia d'amore e di amicizia, sicuramente tra le piè romantiche e poetiche della letteratura, rendendola agilissima e condensata in circa 70 minuti. Dettagli curati, tempi comici e drammatici ben alternati e adatti a qualsiasi tipo di pubblico, con un crescente pathos che arriva al suo culmine quando la scena si sposta nella piazzetta all'esterno al museo, dove può meglio "respirare" ed accogliere più comodamente tutti i presenti.
Amore, Poesia, Commedia e Tragedia si miscelano perfettamente con l'ambiente ospitante (malgrado qualche rumore "contemporaneo" esterno, proveniente dalle vie limitrofe), i cambi di scena vengono sottolineati da brevi applausi, frenati nel timore di disturbare, per poi lasciarsi andare - a lungo - alla chiusura dello spettacolo. Il XVII Secolo lascia lo spazio al XXI, auto e telefoni diventano nuovamente protagonisti aggressivi e prepotenti, almeno fino a quando questa pregevole Compagnia non riprenderà momentaneo possesso di un luogo, chiedendo ed ottenendo il silenzio, lo spegnimento degli smartphone e la magia della "commedia" si potrà ancora una volta ripetere.
All'interno della rassegna Museion,
il sistema museale del Lago di Bolsena presenta
CYRANO DE BERGERAC
da Edmond Rostand
a cura di Controtempo Theatre
con Danilo Franti, Venanzio Amoroso, Lilith Petillo, Giuseppe Amato
in collaborazione con Archeoares
durata un atto unico (itinerante) di circa 70 minuti









