Ieri è un altro giorno (recensione)

In scena la versione italiana della commedia francese "Hier est un autre jour!" di Silvain Meyniac e Jean Francois Cros

Interno notte, Bernardo (Antonio Conte) e Federico (Alessandro Sampaoli) penetrano di soppiatto nell'ufficio di Pietro (Gianluca Ramazzotti). I tre sono avvocati del prestigioso studio legale romano guidato da Bernardo, Federico è il "delfino" dello studio per diritto di matrimonio (ha sposato la figlia di Bernardo), mentre Pietro è un integerrimo e capace professionista con qualche tic compulsivo (ma chi non ne ha?) e la mania per i "maialini", che arredano tutta la sua stanza.

Bernardo è, all'insaputa di tutti, strangolato dai debiti ed ha, di conseguenza, deciso di vendersi la vittoria certa della causa di un importante cliente alla parte avversaria, affidato a Pietro. Per fare questo ha falsificato la "prova", custodita nella cassaforte dello studio, che ora deve sostituire con l'aiuto del genero, anche questi senza tanti scrupoli e con numerose amanti all'insaputa della moglie.

La mattina seguente, quando mancano poche ore dall'udienza decisiva, Pietro scopre che la sua nuova segretaria interinale è la sua ex fidanzata (Milena Miconi) e, come se non bastasse questo a rendergli la mattinata complessa, viene messo di fronte alla grave scelta di rinunciare alla propria dirittura morale, distruggendo il testamento olografo che una avvenente vedova (Stefania Barca), molto poco inconsolabile, ha appena portato allo studio. Nel distruggi documenti finisce, dopo tanti tentennamenti, il fondamentale ed unico documento, assieme agli scrupoli di Pietro, ottenebrato così dalla possibilità di andare a lavorare a Londra, nella filiale inglese dello studio legale, il suo grande sogno.

La legalità sembra essere arrivata al suo epilogo, quando la giornata di Pietro viene nuovamente e da questo momento continuamente sconvolta dalle irruzioni nello studio di uno strano signore (Antonio Cornacchione) che, senza capirne il motivo, deve obbligatoriamente consultarsi con il legale. L'aspetto più assurdo di tutta la singolare avventura del povero Pietro è che ogni ingresso, o tentativo, dello sconosciuto nello studio viene ripetuto, quasi all'infinito, come se un disegno superiore avesse deciso di premere il tasto "rew" del telecomando e riavvolgere dispettosamente le loro vite. Il loop che per loro è drammatico, ovviamente per il pubblico è comico.

Pietro viene quasi portato alla pazzia, non riesce a capire come mai Bernardo si complimenti costantemente per la qualità dei sigari, esca dalla stanza con la scatola sottobraccio e la stessa appaia di nuovo magicamente sulla sua scrivania (il gioco scenico è praticamente perfetto!). Anche tutti i suoi tentativi di "far vedere" o "sentire" lo sconosciuto ai colleghi di lavoro sono vani. Ma Pietro non è impazzito, ha solo ricevuto una possibilità che non capita tutti i giorni, anzi non capita mai. Lo sconosciuto è... ed è nell'ufficio di Pietro per...

La commedia originale in patria ha vinto il Prix Molière 2014 e gioca tutte le sue carte sull'intrattenimento puro, sfruttando le ottime capacità interpretative del cast artistico e strizzando l'occhio, lievemente, alla serie britannica "Randall and Hopkirk". Mantenendosi nella stessa nazione, anche il drammaturgo contemporaneo Nick Payne, con "Costellazioni", si è "divertito" a riavvolgere il nastro della vita dei suoi personaggi, ma in questo caso - francese - si spinge e molto il pedale (il tasto, forse è più adatto) sull'acceleratore comico, con un convincente Gianluca Ramazzotti che non soffre del minimo affanno nel sottoporsi all'assurda serie di guai che lo rendono simpatico quasi quanto Paperino.

Antonio Cornacchione è la spalla (a volte carnefice) ideale ed assieme i due danno vita ad una coppia comica ben affiatata che sarebbe interessante rivedere anche in altri lavori. Molto bravi tutti gli altri attori in scena, specialmente quando è necessario ripetere le stesse battute, in sequenza ritmatissima, fino allo sfinimento (o all'applauso). Bella e curata la scena (tutto il racconto si svolge nell'ufficio di Pietro) realizzata da Edouard Laug. con una cura particolare per la "scatola dei sigari" (ci ha ricordato - ovviamente siamo da altra parte - il viso riflesso dell'assassino di "Profondo Rosso").

In conclusione, si va in teatro per riflettere, si va in teatro per essere maggiormente consapevoli, per impegno civile e culturale, ma capita anche di andare in teatro per passare due ore in compagnia di un racconto divertente, sorridere e non pensare ad altro, almeno per il periodo di permanenza nella sala. In questo caso "Ieri è un altro giorno" mantiene esattamente il suo impegno con il pubblico: far divertire. L'applauso è pieno e convinto anche per aver rispettato il patto non scritto con chi ha pagato il biglietto d'ingresso.

IERI È UN ALTRO GIORNO
di Silvain Meyniac e Jean Francois Cros
versione italiana Luca Barcellona e David Conati
con Gianluca Ramazzotti, Antonio Cornacchione, Milena Miconi
con Stefania Barca, la partecipazione di Antonio Conte e con Alessandro Sampaoli
regia Eric Civanyan
scena Edouard Laug
produzione Ginevra Media Production, Bilancia produzioni
in collaborazione con Theatre Des Bouffes Parisien (Paris)

giornalista
Nasco informatico e scontroso decenni fa, da meno anni sono anche giornalista e sempre scontroso. Di recente ho scoperto i social (ma non li ho ancora capiti).
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