La cena aziendale (recensione)

Trasformare una sala teatrale in una sala da pranzo? Forse sì, ma non per questa volta

immagine di un uomo in piedi che legge con calore
m&s - La cena aziendale

La Premiata Grandiflora è la tipica società per azioni in difficoltà economiche, con problemi di fatturato in costante discesa dovuta al calo drastico delle vendite del proprio prodotto di punta, le piante tropicali, una crisi che si potrebbe affrontare in molte maniere, a partire dal taglio degli stipendi dei pagatissimi manager apportatori di grandi idee e rivoluzioni aziendali, ma poche volte anche di denaro. Invece la soluzione che il direttore generale della società (Christian Galizia) ha partorito, suo malgrado, appartiene alla categoria delle decisioni che non si vorrebbero mai prendere, ma che qualcuno è costretto a prendere, d'altra parte è qui anche per questo e anche - lui - ben pagato.

Se la crisi non si risolve, bisogna ricorrere a "drastici tagli, alle risorse materiali e a quelle umane". E quale momento migliore per annunciare l'ennesima "soluzione finale" se non durante la cena aziendale di fine anno, ovviamente organizzata a spese degli ancora per poco ignari dipendenti? Quale momento migliore per dare la lieta novella se non nel periodo in cui tutti dovremmo essere più predisposti verso gli altri?

Da questo annuncio che non consente ripensamenti il "cast aziendale" si ritrova compatto a controbattere la proposta del "padrone" e a lottare per il proprio futuro, tutti coesi e determinati nel voler salvare l'azienda, ma allo stesso tempo cercare di salvaguardare il proprio posto di lavoro. Ma farebbe ridere il pubblico un testo del genere? Ma soprattutto sarebbe plausibile un comportamento umano così nobile e altruista? Prima che il lettore dia una propria risposta, lo anticipiamo ponendogli di fronte il vero senso della commedia: una veloce carrellata - nel secondo atto, il primo è più preparatorio di quello che avverrà poi - di cattiveria umana contemporanea, che ci fa sicuramente ridere, ma allo stesso tempo dovrebbe darci molto da pensare su quello che siamo e su quello che non dovremmo voler essere (ma che ugualmente siamo).

Al variopinto sottoinsieme di dipendenti (dove spiccano per caratterizzazione comica i due sindacalisti interpretati da Emiliano Pandolfi e Alessandro Bevilacqua) viene chiesto di escogitare una soluzione, perché il direttore generale possa tornare sui suoi propositi di licenziamenti, e farlo anche in fretta, prima che inesorabilmente si arrivi alla fatidica lettera di licenziamento. Tutti contro tutti o tutti contro il direttore? Quale sarà la soluzione studiata dai dipendenti dell'azienda? Non resta che andarlo a scoprire nelle sale che vorranno prossimamente inserire nelle loro carte teatrali "La cena aziendale".

Un testo divertente, dove è riconoscibile il "coltello" di Leonardo Buttaroni, regista che abbiamo già apprezzato con la versione italiana dei "39 scalini" e che evidentemente si diverte a tiranneggiare i suoi attori, imponendo loro quella grande rapidità che dagli anni '20 in poi diverte chi sta comodamente seduto ad assistere, non sappiamo quanto apprezzata da chi è in scena. Una commedia che scorre piacevolmente con caratterizzazione dei personaggi che provengono direttamente dalla sua ideatrice (Alessia De Bortoli), in scena nel ruolo di Costanza, che ha voluto rappresentare alcune tipologie di "impiegati" (non può non venire alla mente l'omonimo film di Pupi Avati e/o "Il grande capo" di Lars von Trier), ispirati da "colleghi realmente conosciuti nel passato, ma anche appartenenti alla massima rappresentazione aziendale che mai sia passata al cinema (Fantozzi e sue relative derivazioni tragicomiche).

"Stei angri, Stai fulisci" si riporta, ricordando la celebre frase coniata da Steve Jobs (Il vostro tempo è limitato, quindi non sprecatelo vivendo la vita di qualcun altro. Siate affamati, siate folli, perché solo coloro che sono abbastanza folli da pensare di poter cambiare il mondo lo cambiano davvero), ma è molto probabile che il papà di iMac, iPod e iPhone non intendesse proprio dire questo.

Compagnia teatrale ADS
presenta
LA CENA AZIENDALE
da un'idea di Alessia De Bortoli
testo di Adriano Bennicelli
regia Leonardo Buttaroni
con Alessia De Bortoli, Ilario Crudetti, Marco Landola, Ilaria Mariotti, Emiliano Pandolfi, Alessandro Bevilacqua, Christian Galizia
scene Paolo Carbone
durata 100 minuti, incluso intervallo

giornalista
Nasco informatico e scontroso decenni fa, da meno anni sono anche giornalista e sempre scontroso. Di recente ho scoperto i social (ma non li ho ancora capiti).
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