Un successo annunciato quello del musical “The Full Monty”, in scena per la regia e l’adattamento di Massimo Romeo Piparo. Successo annunciato fin dalle prime locandine non solo per i nomi che vi campeggiano - Paolo Conticini, Luca Ward, Gianni Fantoni, Jonis Bascir, Nicolas Vaporidis, Sebastiano Vinci - ma anche per il background dello spettacolo. Alla base un film (del 1997) “Full Monty”, diretto da Peter Cattaneo (un grande successo al botteghino e premi prestigiosi a pioggia, tra cui BAFTA e Oscar per la miglior colonna sonora); un musical in lingua inglese di altrettanto successo, che oltre ad aggiungere un “The” nel titolo spostava l’ambientazione da Sheffield a Buffalo; una prima (anzi primissima) versione italiana risalente al 2001, diretta da Gigi Proietti, ed una edizione portata in scena nel 2013 da Massimo Romeo Piparo. Ma soprattutto una storia che, pur facendo ridere e deliziando il pubblico (soprattutto) femminile, ha un sottotesto che porta alla luce argomenti importanti ed attuali perché, a vent’anni dalla prima Broadway, mantiene la promessa non solo di divertire il pubblico, ma di portare in evidenza tematiche attuali che vanno dall'emancipazione della donna alla fragilità del sesso maschile, passando per il riscatto sociale.
La storia, spostata da Buffalo a Torino, prende il via dalla crisi di una fabbrica con relativo stato di disoccupazione in cui entrano i dipendenti: la cassa integrazione diventa un “starsene a casa” e per le persone che vi lavorano i problemi dell’assenza di occupazione si sommano a quelli già esistenti. Giorgio (Paolo Conticini) condivide l’affidamento del figlio amatissimo con l’ex moglie Patti (Valentina Gullace) - della quale si percepisce essere ancora innamorato - e deve affrontare sia la possibilità di un futuro matrimonio di quest’ultima con il nuovo compagno, sia la vergogna di non sentirsi all’altezza del ruolo di padre nei confronti del ragazzo (Tancredi Di Marco che si Christian Roberto) anche per l’impossibilità di assolvere all’assegno mensile. Davide (Gianni Fantoni), la cui autostima è già “provata” dal sovrappeso, si sente ancor peggio nei confronti dell’innamoratissima, nonostante tutto, moglie Giò (Elisabetta Tulli). Marcello (Nicolas Vaporidis, al suo debutto nel musical) ha qualche “piccolo” (ma è un eufemismo) difetto di parola e deve badare alla madre sulla sedia a rotelle.
Mentre Davide e Giorgio stanno correndo per prepararsi atleticamente al “folle progetto” di quest’ultimo per guadagnare tanti soldi velocemente – cioè mettere insieme un gruppo di spogliarellisti ed esibirsi in un’unica “data secca” - salvano Marcello dal tentato suicidio a cui l’ha condotto la perdita di lavoro e la sensazione di essere senza amici. A questo punto, nella ricerca di qualcuno che li aiuti a creare una coreografia si imbattono in Aldo (Luca Ward) che, pur essendo ai “piani alti” della fabbrica è rimasto anch’egli senza lavoro e sta cercando (da sei mesi) di nascondere la situazione all’esuberante moglie Vittoria (Laura Di Mauro) che ha sempre amato un alto tenore di vita fatto di shopping, ballo e vacanze.
Agli improvvisati e incoscienti spogliarellisti si aggiungono Cavallo (Jonis Bascir) e Daniele (Sebastiano Vinci) e le prove, intervallate da necessità di avere soldi subito e i problemi quotidiani, cominciano…
La scenografia (di Teresa Caruso) è efficace e funzionale, sia per l’inserimento di parti mobili che danno l’opportunità di contestualizzare ambienti altri rispetto alla fabbrica (il cui marchio rimane però evidente per tutta la durata dello spettacolo) sia per l’utilizzo, tanto caro a Piparo, di innesti video che completano e compongono lo svolgere della narrazione. Mano a mano che la “squadra” degli spogliarellisti si forma, vengono proiettate sul fondale le fotografie dei protagonisti con una maglia da calcio. Sport che serpeggia tra l’altro in varie parti del musical (in un brano viene citato anche Pirlo). Sicuramente toccante è la proiezione dei ricordi del rapporto padre e figlio nonostante la separazione dei genitori che completa l’interpretazione di un momento già toccante della vicenda.
Da un punto di vista artistico anche il cast risulta compatto e vincente per la riuscita dello spettacolo con, forse, un netto distacco da parte delle donne sugli uomini nella parte canora: Laura Di Mauro, Elisabetta Tulli e Valentina Gullace danno vita a performance di altissimo livello che “nascondono” un po’ la comunque ottima presenza scenica degli spoglierellisti improvvisati. Conticini rivela una preparazione musicale solida che si unisce al fascino ormai conclamato, mentre Gianni Fantoni è talmente esilarante che gli si perdona qualsiasi scivolata canora, pur mantenendo un profilo sorprendentemente alto. A Luca Ward basta parlare per mandare in visibilio le donne presenti (parte preponderante del pubblico) mentre Vaporidis stupisce per le doti comiche. Jonis Bascir è anche un musicista e compositore mentre a Sebastiano Vinci dobbiamo il coraggio del primo nudo parziale (che non scivola mai nel cattivo gusto) nonché della “scalata verticale al muro” con ovvi effetti disastrosi e spassosi. Aggiunge quel qualcosa in più allo spettacolo la presenza di Paila Pavese nel ruolo della “manager/balia” Jeanette, nonché quella della band dal vivo diretta Emanuele Friello, purtroppo solo nelle date di Roma e Milano, che però offre allo spettatore “il servizio completo”, perché a teatro "vestito piaccio", ma "nudo convinco".
THE FULL MONTY
è tratto dal film di Fox Searchlight Pictures e scritto da Simon Beaufoy
prodotto da Uberto Pasolini e diretto da Peter Cattaneo
libretto di Terence McNally
musica e Liriche David Yazbeck
regia e adattamento italiano Massimo Romeo Piparo
adattamento liriche Francesca Nicotra, Massimo Romeo Piparo
con Paolo Conticini, Luca Ward, Gianni Fantoni, Jonis Bascir, Nicolas Vaporidis
Sebastiano Vinci, Laura Di Mauro, Elisabetta Tulli, Valentina Gullace, Tancredi Di Marco/Christian Roberto
con la partecipazione di Paila Pavese
ensemble Andrea Bratta, Nicolò Castagna, Nico Colucci, Francesco Consiglio, Nico Di Crescenzo, Ilaria Fioravanti, Roberta Giampino, Lorenzo Gitto, Linda Gorini, Luca Paradiso, Emanuela Puleo, Fabrizia Scaccia
orchestra dal vivo (nelle date di Roma e Milano) Emanuele Friello direttore/tastiere, Fabrizio Siciliano tastiere/assistente direttore, Bruno Marinucci chitarra, Guerino Rondolone basso, Valerio Lucantoni batteria
scene Teresa Caruso
costumi Cecilia Betona
coreografie Roberto Croce
direzione musicale Emanuele Friello
suono Davide Zezza
orchestrazioni Harold Wheeler
arrangiamenti vocali e musiche di scena Ted Sperling
arrangiamenti dei brani ballati Zane Mark








