Attrazioni cosmiche (recensione)

Ho un disperato bisogno d'amore che non mi fa dormire E' un disperato bisogno d'amore che mi fa star male E' una forza... 

lo chef Walter
m&s - Marco Cavallaro è lo chef Walter (foto © media & sipario)

Il 31 dicembre per ogni attività ricettiva, piccola o grande che sia, è una serata di grande lavoro, se poi allo stress professionale si aggiunge anche quello sentimentale, ecco che la "frittata", in ogni senso, è fatta! Marcella (Maria Lauria) è la proprietaria, sposata e con bambini, di un risto-pub ed ha appena scoperto il tradimento del marito. La socia Giorgia (Ramona Gargano) soffre per amore, anche lei è stata tradita, ma reagisce con rabbia, mentre il "grande chef" Walter (Marco Cavallaro) si esprime, quando parla della sua ex moglie, "tradendo" in forma pittoresca - non propriamente riportabile qui - le proprie origini siciliane.

Il cameriere Riccardo (Marco Maria Della Vecchia) non riesce a non aprire e chiudere relazioni (la battuta è diversa, ma questo è il senso), spesso in contemporanea l'una con l'altra, ma soprattutto non riesce a non vantarsene, perpetuando la sgradevole scia dei "grandi seduttori", almeno a parole. L'appariscente Emma (Maria Chiara Centorami), bellissima rappresentante di commercio, è invece alla ricerca di un rapporto stabile, impresa resa difficoltosa principalmente dal suo aspetto da "Barbie", anche lei sulla scia stereotipata di Jessica Rabbit. Per aggiungere complicazione a complicazione, nel ristorante irrompe Barbara (Marzia Verdecchi), l'amica del cuore di Marcella che... contribuisce a far impazzire la maionese sentimentale, già andata "a farsi friggere" dalla prima portata, anzi dagli aperitivi.

La commedia, come nelle migliori tradizioni del genere, ampiamente percorso da alcuni maestri della cinematografia italiana (divertente la citazione da I nuovi mostri), trae spunto dalla "normalità" del tradimento, inanellando una spumeggiante e ritmata sequenza di eventi - comici e melanconici - che conducono i protagonisti verso un caos effettivo, ma soprattutto affettivo, senza esclusione di colpi e di cui nessuno può dichiararsi innocente. Traditi e traditori si ritrovano, così, a confrontarsi continuamente, tra una portata del banchetto di Capodanno e l'altra (ci sono nella sala 170 persone che aspettano con ansia di essere servite), recriminandosi i relativi comportamenti e tentando di nascondere, con molto affanno, le proprie mancanze. 

Il contrasto classico uomo-donna, giocato perfettamente da alcune battute, "Hanno inventato tutto intelligente, perché non un uomo?" o "Gli uomini sono come le scarpe, ci faranno sempre male", consente alla commedia di gettare piccole briciole di saggezza che rimangono sul tavolo apparecchiato del racconto, basta cercarle prima che arrivi il cameriere e sbarazzi, in preparazione di un successivo servizio. Le attrazioni forse non saranno gestibili, ma basterebbe almeno tentare di non ingannarsi, mostrandosi per quello che si è, con quella dose di sincerità che non dovrebbe mai mancare, in nessun rapporto interpersonale, o accontentarsi di quello che si ha, per non esserne travolti o comunque preparati.

Ci può, quindi, essere una soluzione al caos totale? Forse provare a mettere in atto un amore "cosmico" ed universale che porti tutti a perdonare tutti, a mettere da parte vendette e risentimenti personali e tentare di riportare armonia ed equilibrio. Ma è possibile? e fino a quando? E chi può riuscire a farlo? La risposta ad ogni domanda va cercata nelle stelle, o in teatro. Di sicuro, svolgendo un ruolo di minore importanza sociale, la commedia assolve pienamente al proprio compito: divertire il pubblico, magari anche contribuendo ad una successiva riflessione sulla solitudine e sulle scelte sbagliate che vengono intraprese per contrastare il fisiologico senso di abbandono. Autrice, regista e l'affollato cast mettono il proprio impegno per "cucinare" un buon piatto teatrale, che si apprezza nella sua interezza e dal ritmo sostenuto, divertente al punto giusto e riflessivo "quanto basta". Si esce dalla sala con il sorriso sul viso e se si porta a casa anche un po' di pensiero, non può che essere un buon digestivo per la chiusura ottimale del pasto.

ATTRAZIONI COSMICHE
liberamente tratto dal testo teatrale "Orgasmo Cosmico" di Giovanna Chiarilli
adattamento e regia Marco Cavallaro
con Marco Cavallaro, Maria Chiara Centorami, Ramona Gargano, Marco Maria Della Vecchia, Maria Lauria, Marzia Verdecchi
costumi Marco Maria Della Vecchia
scene Salvo Manciagli.

Sulla base di quanto viene "cucinato" in scena, abbiamo chiesto allo chef Fabio Sabatini di preparare la ricetta della frittata di Capodanno Attrazioni Cosmiche. Buon appetito, prima o dopo il teatro (mai durante).
Ingredienti: pasta scotta (dello chef Walter) e ripassata del giorno prima, uova, melanzane, parmigiano, aglio, olio extravergine d'oliva, mozzarella, basilico, pomodori secchi, olive nere snocciolate, capperi salati, acciughe. Salsa per la pasta: lavare e spellare le melanzane, tagliarle a julienne (striscioline sottili). Soffriggere in padella, in olio abbondante e già caldo, i pomodori secchi a julienne, le olive nere tagliate in quattro parti, i capperi dissalati e tritati e le acciughe. Aggiungere le melanzane e ripassarle a fuoco vivo, quando sono cotte aggiungere il basilico. Preparazione della pasta: cuocere gli spaghetti in abbondante acqua (1 litro per ogni 100 g di pasta), scolare e saltare in padella con la salsa. Prima di impiattare, aggiungere il parmigiano e la mozzarella e altre foglie di basilico. Per poter riutilizzare la rimanenza di pasta del giorno prima, sopravvissuta alle ire dello chef, basta rompere un numero sufficiente di uova in base alla quantità di pasta: per ogni 100 g di pasta occorrono 2 uova intere.

Preparazione della frittata: scaldare in una padella antiaderente e già calda l’olio extravergine e mettere la pasta già mantecata, farla ripassare e renderla leggermente croccante, aggiungere le uova sbattute, amalgamare il tutto e fare la frittata. Girare la frittata su ambedue i lati, aiutandosi con un coperchio piatto o un piatto leggermente più grande della padella.
Non poteva mancare l'abbinamento di un vino, abbiamo chiesto al maitre Claudio Sarti che, sulla base del nostro piatto, ha consigliato di aprire una bottiglia di Kerner DOC del Trentino Alto Adige.

giornalista
Nasco informatico e scontroso decenni fa, da meno anni sono anche giornalista e sempre scontroso. Di recente ho scoperto i social (ma non li ho ancora capiti).
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