Nel 2024, sempre dubbiosi ma fortemente stimolati dal titolo rappresentato, varcavamo la soglia di un teatro universitario inglese, per assistere alla performance di una compagnia di sconosciuti. Cosa c'entra? C'entra il fatto che sia prima che dopo ci siamo dovuti ricredere e constatare che in questi specifici casi (non sempre succede, ma qualche volta succede), il termine amatoriale prende il suo significato più rappresentativo e nobile, diventando un sinonimo di chi ama il teatro, lo rispetta, se ne prende cura e sa farlo molto bene. E tutto questo lo abbiamo considerato ancora prima di leggere l'endorsement di Trevor Nunn (Penso all'ADC come al primo vero teatro per cui ho lavorato...).
In scena all'ADC Theatre di Cambridge (la più antica casa del teatro universitario britannico, con rappresentazioni a partire dal 1855) abbiamo potuto applaudire The Producers di Mel Brooks e Thomas Meehan, versione autorizzata dalla Music Theatre International di New York (titolare dei diritti per l'Europa). Un musical di per sé vincente, con un palmares di un Oscar nel 1969 a Mel Brooks per la sceneggiatura originale del suo primo film, una nomination a Gene Wilder, due nomination ai Golden Globe (una delle quali a Zero Mostel) e altri riconoscimenti, non meno prestigiosi. Successivamente i due sgangherati (ma simpaticissimi) produttori sono approdati di diritto a Broadway, collezionando "solo" 12 Tony (nel 2001) e 2500 repliche, per poi ritornare al cinema (nel 2005) con la regia di Susan Stroman e l'interpretazione di Nathan Lane (Max Byalistock), Matthew Broderick (Leo Bloom), Gary Breach (Roger DeBris) e Roger Bart (Carmen Ghia), tutti direttamente traghettati dal palcoscenico alla seconda pellicola, dove si affiancano altri validissimi performer tra cui Uma Thurman (Ulla) e Will Ferrell (Franz Liebkind). Così facendo, per il remake si sono aggiunte altre 4 candidature ai Golden Globe. Un titolo quindi di tutto rispetto, purché si rispetti, come hanno fatto i performer dei Festival Players (compagine esistente dal 1973).
Per chi non conosca il film, prima o seconda versione, o il musical, tutto si dipana attorno ad un produttore teatrale oramai in declino (Max Byalistock, interpretato da Matt Wilkinson), dopo l'insuccesso della sua particolare rivisitazione dell'Amleto. L'uomo, che tira a campare grazie ai pochi soldi spillati ad un cospicuo gruppo di vecchiette innamorate, ha un ultimo guizzo di genio (o di follia), grazie all'involontario suggerimento di un contabile (Leo Bloom, interpretato da Matt Brown), un ometto timoroso e affetto da tic e paranoie: invece di affannarsi per produrre uno spettacolo di successo, Max deve trovare il copione più scadente mai prodotto a Broadway (e Primavera per Hitler ha tutte le carte in regola per esserlo), metterlo in mano al peggior regista in assoluto (Roger DeBris, interpretato da Luke Thomas) e chiudere bottega la sera stessa del debutto, lasciando i poveri finanziatori con nulla in mano, scappando con la cassa e ovviamente occultando i "veri" libri contabili. Facile no, ma sicuramente si può fare (We can do it), e sfruttando nuovamente questa frase Mel Brooks assurgerà a capolavoro assoluto nel 1974.
Il regista Alan Hay ha quindi potuto far conto su un prodotto di altissima qualità iniziale cui ha dovuto "solamente" sovrapporre un cast di altrettanta qualità, un'orchestra ovviamente dal vivo (difficilmente in Inghilterra ci si affida alle basi), anche se non visibile dalla sala (eccezion fatta per due schermi ai lati del palcoscenico che ci hanno restituito la visione del direttore Ana Sanderson), tanta inventiva (vedi i piccioni da applaudire come tutti gli altri attori) resa possibile da un solido mestiere e con performer tutti veramente all'altezza del compito, sia nella danza che nel recitato o nel canto. Eccezionali (e non stiamo esagerando) nei cori.
The Producers alla maniera dei Festival Players è un prodotto che nei suoi 165 minuti di piacere visivo ci ha fatto più e più volte rimpiangere di non essere entrati prima in contatto con il Cambridge University Amateur Dramatic Club: chissà quanto buon teatro ci siamo persi finora, ma abbiamo modo di recuperare, almeno da qui in avanti. E siamo anche nella speranza che lo vogliano riproporre: noi siamo pronti a ricomprare i biglietti. I nostri ringraziamenti non solo per quello che abbiamo visto, ma anche per la cortese collaborazione successiva da parte dello staff.
Festival Players
orgogliosamente presenta
THE PRODUCERS
musical di Mel Brooks
testo Mel Brooks e Thomas Meehan
musiche e liriche Mel Brooks
regia originale e coreografie Susan Stroman
con Matt Wilkinson, Matt Brown, Elle Brown, Jonatan Rosten, Luke Thomas, Jacob Nightingale, Janice Chambers, Liv Youell & Jilliann Law, Michael Broom
danzatori Liv Youell, Chartotte Cook, Chloe Hall, Jilliann Law, Kellie Lucken, Ellis Toms, Oliver Oxley, Samuele Tofano
ensemble Andreas Bedorf, Jasmine Brady, Rory Lovvings, Grant O’Brien, Joe McVlfilliams, Anna Murgatroyd, Richard Scarr
regia Alan Hay
direzione musicale Ana Sanderson
coreografo Frances Sayer
disegno luci Andy Burrell
suono Nick Hall
costumi Lucy Napthine
direttore Ana Sanderson
orchestra James Harvey, John Cotton, Tom Harman, David Hayton, Sam Kirby, Kaat De Backer, Maria Camarius, Paul Gamer, Roger ChineryI, Chris Beardman, John Scott, Viv Scott, Stephen Denman, Jason Lane








