Novecento è Vitale! (recensione)

A quasi 30 anni dal debutto è tornato in scena il monologo di Baricco, versione Vitale

Victor Carlo Vitale
m&s - Novecento con Victor Carlo Vitale (foto © media & sipario)

Uno spettacolo immortale, sull’uomo, i suoi sogni e le sue paure con al centro il logos, la parola, non letta ma declamata. È l’immortale fascinazione del narrare incantando i sensi e una grande interpretazione di Victor Carlo Vitale, che riprende così la sua storica tournée con l'amato testo di Alessandro Baricco, accompagnato dal vivo dal pianoforte di Alessandro Pellegrini.

Lo spettacolo di Vitale ha una lunga storia: ha debuttato nel settembre del 1998 per poi approdare a Roma al Teatro Stanze Segrete diretto da Ennio Coltorti. Nel febbraio 2000 ha nuovamente debuttato, al Teatro Moliere diretto da Mario Scaccia, per poi andare in tournée italiana, dal Friuli alla Sicilia, riscuotendo notevole successo sia di che di pubblico e spingendosi anche oltre frontiera. Da quel momento è ricorrrente il ritorno periodico alla scena, come se l'interprete volesse gratificare sé stesso e il suo pubblico riproponendo costantemente uno spettacolo al quale si sente particolarmente legato.

Ha infatti scritto: «Che cos’è lo spettacolo per il narratore Tim Tooney? Una storia importante da raccontare perché solo quello gli è rimasto, la tromba l’ha venduta sostituendola con la leggenda che gli ha lasciato il “pianista sull’oceano”, la sua storia. Non è un caso che Baricco parli di musica, di mare e di un uomo che vivrà tutta la sua vita di questo, e si nutrirà di parole che gli vengono regalate, di emozioni e colori donati dai passeggeri che viaggeranno sulla sua terra, il Virginian. Tutto ciò lui lo tradurrà in musica. Non ha bisogno di scendere… quello è il suo mondo, la sua terra, la sua vita, tra una prua e una poppa nell’immensità dell’oceano».

Un palco spoglio, un pianoforte al centro della scena e immediatamente l’atmosfera rapisce lo spettatore, mentre Novecento inizia a raccontare… Così prende il via il monologo di Alessandro Baricco “Novecento”. È la storia di un pianista nato e cresciuto sul transatlantico Virginian, Danny Boodmann T. D. Lemon Novecento, interpretato magistralmente da Carlo Vitale, che rende vivo e coinvolgente ogni attimo del racconto. 

La storia è ambientata tra la fine XX secolo e l’inizio del XXI. Novecento, abbandonato sul Virginian appena nato, viene trovato e cresciuto da un marinaio di colore. Il bambino dimostra subito un talento straordinario per la musica e, crescendo, diventa un pianista di fama mondiale.

Vitale dà vita a un Novecento carismatico e affascinante. La sua interpretazione è ricca di sfumature, che spaziano dalla commozione alla rabbia, dalla gioia alla malinconia. L’attore è in grado di trasmettere al pubblico tutta la passione e la forza del protagonista, un uomo che ha vissuto la sua vita al massimo, senza mai rinunciare ai propri sogni. La regia di Piero Maccarinelli è essenziale e minimalista, ma efficace. Il palco con solo un pianoforte al centro permette al pubblico di concentrarsi sulla narrazione e sull’interpretazione di Vitale.

Novecento è uno spettacolo che merita di essere visto. È una storia toccante e profonda, resa reale dall’interprete, che regala al pubblico una performance memorabile, pronta a riecheggiare nel tempo. Al di là della bravura di Vitale, lo spettacolo ha il potere di coinvolgere gli spettatori grazie alla storia stessa di Novecento. Si narra la rinascita e il riscatto, si parla di un uomo che ha saputo superare le difficoltà e realizzare i propri desideri. È un racconto basato su amore, musica e libertà, valori universali che possono parlare e risuonare a tutti. “Novecento” è il tipo di monologo che, visto una volta, rimarrà per sempre racchiuso in un angolo dell’anima dello spettatore. Ma, in realtà, “Novecento” è molto di più: è un’esperienza teatrale che lascia il segno e tocca il cuore e la mente.

Guasco
presenta
NOVECENTO
di Alessandro Baricco
uno spettacolo di e con Victor Carlo Vitale
musiche originali e al pianoforte Alessandro Pellegriuni
voci off Mara di Maio e Patrizia Gabbanelli
disegno luci Giovanni Caccia
costumi Viviana Ginebri
regia Piero Maccarinelli
produzione esecutiva e organizzazione Fabrizio Saracinelli
ufficio stampa Elena Casaccia

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Mi piace mettermi sempre in gioco. Studio per diventare la migliore social media manager. Ogni giorno imparo cose nuove: l'ultima sfida è il giornalismo.
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