Requiem for a hero (recensione)

Tina Turner: We don't need another hero We don't need to know the way home / David Bowie: We can be heroes, just for one day

disegno di Spider-Man
m&s - disegno di Spider-Man (© Beatrice Ceci)

Non riteniamo di poter essere smentiti se consideriamo i supereroi come il mito di infanzia di ogni bambino (a partire dagli anni '30) che, crescendo, ha comunque continuato a guardare con occhio ammirato verso chi, indossando un costume dai colori accesi, riusciva immancabilmente a sconfiggere ogni forma di minaccia contro l'umanità, anche se momentaneamente. I temi comunque cambiano e con un'evoluzione (o il suo contrario) sempre meno nelle nostre mani, diventa difficile continuare a far fronte ai grandi problemi solo con i grandi poteri, anche considerando quanto dichiarato da Stan Lee: Superhero with super-problems.

“Cosa accadrebbe se un giorno un supereroe decidesse di ritirarsi? Se si accorgesse che la sua ossessione, quella di salvare il mondo, non è altro che un capriccio infantile? Che i veri eroi sono quelli che lottano per il loro futuro senza alcun potere, restando nell'anonimato?", sono queste le "grandi" domande che Manuel Macadamia, nelle vesti di autore teatrale, ha sovrapposto al costume del suo invecchiato e stanco Uomo Ragno, impotente se messo contro non Goblin o Dottor Octopus, ma il contemporaneo e subdolo marketing. Il nostro "affezionato amico" non si riconosce nel mondo del XXI Secolo e soprattutto ne mette in dubbio il suo stesso significato ed esistenza. Partendo da un'amara riflessione, Macadamia, nel corso della residenza artistica in Bassa Sabina (area laziale individuabile tra le province di Rieti e Roma), mette ai fianchi del suo personaggio (anche interpretato sul palco) tante piccole storie di vita metropolitana (è milanese) che ci hanno comunque evocato i temi dei Chicco e Spillo di Samuele Bersani o le melanconiche atmosfere dei Watchmen di Alan Moore e Dave Gibbons. "Si tratta - ha aggiunto parlando del suo spettacolo - dell'ultima confessione di un super eroe, che raccoglie le storie di chi è costretto a combattere con le unghie e coi denti pur di avere una vita normale". E per rafforzare questo concetto di combattente contro un avversario molto più potente, si presenta sul palco abbigliato da boxeur, con indosso la sola maschera di Spider Man. Ma la normalità appare lontanissima, minimamente raggiungibile anche dalla più potente delle ragnatele.

“La Residenza Multidisciplinare della Bassa Sabina_TerrArte, intende dare continuità allo strumento della Residenza Artistica, ponendo attenzione alla forte connessione che si genera tra l’artista in residenza ed il territorio che lo ospita. In particolare con attività laboratoriali nelle scuole”, ha spiegato Elisa Maurizi, responsabile del progetto delle Residenze e del Teatro delle Condizioni Avverse. Ed è proprio questo quello che è avvenuto, visto che ci siamo trovati a fianco degli studenti del secondo anno del corso Operatore del Benessere - Acconciatura dell’Istruzione Formativa di Rieti (sede di Poggio Mirteto) che, con il coordinamento didattico della docente Jessica Leti, hanno prima incontrato Manuel, che si è raccontato ed ha illustrato il suo spettacolo. Poi i ragazzi hanno visto e recensito il testo, traendone autonomamente considerazioni a tratti molto interessanti.

Si va dalla esortazione ad essere sé stessi e alla difficile distinzione tra buono e cattivo, con la confusione tra questi ruoli, per passare alla citazione della "maschera" di vita di matrice pirandelliana che si confronta con quella del supererore. In più casi i ragazzi hanno percepito l'aspetto più positivo, concretizzato con un "credere in sé, nelle proprie capacità e possibilità", ma anche con "immaginate che le cose possano cambiare davvero, come i bambini, e siate affamati di meraviglia, affamati di quello che ci porta avanti", ma non possiamo essere certi che non ci sia anche l'influenza del celebre "Stay hungry. Stay foolish" di Steve Jobs. In conclusione, anche se lo spettacolo ha sicuramente ancora bisogno di cure da parte del suo autore e di una regia più pronunciata, siamo ancora allo studio, è pur sempre una interessante smitizzazione del mito, in grado di coinvolgere adolescenti poco avvezzi al linguaggio teatrale. E se non è essere un supereroe oggi, ci chiediamo cosa lo sia ancora di più. La risposta è probabile che l'avremo più avanti, con il debutto nelle sale.

REQUIEM FOR A HERO
di e con Manuel Macadamia
attività inseririta all’interno del progetto della Residenza Multidisciplinare della Bassa Sabina_TerrArte 2020 promossa attraverso il programma Residenze per Artisti nei territori e finanziata da MiBACT e Regione Lazio attraverso l’accordo triennale 2018/2020 del programma interregionale Art. 43 D.M. 27 luglio 2017

giornalista
Nasco informatico e scontroso decenni fa, da meno anni sono anche giornalista e sempre scontroso. Di recente ho scoperto i social (ma non li ho ancora capiti).
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