Quando arriva in Italia, il testo incentrato sul rapporto di due amici scrittori viene preso sotto le capaci mani di Zuzzurro e Gaspare, nel 1986. La coppia Andrea Brambilla e Nino Formicola adatta il testo alle proprie corde, per renderlo un successo longevo del teatro comico italiano, capace di generare cifre importanti per le casse dei teatri che lo ospitavano. Molto più recentemente il copione è andato in mano a Marco Cavallaro che - nel doppio ruolo di coprotagonista e regista - provvede a dare un'ulteriore personalizzazione ad un lavoro che riesce a divertire, ma anche a far riflettere, e questo sin dalla sua prima rappresentazione, avvenuta a Broadway nel 1966. E' in questa sua ultima "configurazione" che lo abbiamo incontrato anche noi.
La vicenda è incentrata su due amici, Norman Gambino (Marco Cavallaro) e Andy Mancini (Mario Antinolfi), i “geni della biro” che gestiscono, dirigono e producono una scalcinata rivista alternativa, vivendo perennemente al verde. Norman, il vero scrittore, si barcamena scrivendo articoli sul lavoro a maglia e improbabili copioni per film porno. Andy, il suo agente, tiene alla larga i creditori e asseconda le stravaganti iniziative della loro padrona di casa (mai in scena), così da riuscire a non pagare mai l’affitto.
Il loro sogno per un futuro migliore è legato al copione di un musical, "USA-URSS Un amore a foglia larga", a cui manca solo il finale, che Norman, in costante crisi creativa, non riesce a scrivere. La loro vita viene, ovviamente, scombussolata dall'arrivo della nuova vicina di casa, la bella Sophie Ross (Ramona Gargano), una giovane americana, nuotatrice olimpica, reduce da una cocente sconfitta e fidanzata con un marine. Norman non può fare a meno di innamorarsi della ragazza... il resto ovviamente a teatro.
La semplicità è alla base di questa commedia e si ritrova nella scenografia, nel linguaggio, nella vicenda. Il perno è tutto costituito sull'interazione tra i personaggi, lo scambio veloce di battute, le situazioni comiche. Una struttura narrativa così essenziale da lasciare libertà e spazio agli attori che si muovono sul palco, creando occasioni sempre nuove per suscitare la risata del pubblico. I tre protagonisti, comunque e quanti siano contemporaneamente in scena, ingaggiano una sana e leale battaglia di bravura dove non c'è nessun perdente, anzi. Lo "scontro" è a totale vantaggio del pubblico che si diverte nell'assistere ai tentativi di Norman di affascinare Sophie, apprezza i tanti (e tutti infruttuosi) tentativi di Andy di evitare di essere messo in mezzo alle beghe sentimentali degli altri due e - contestualmente - l'essere impegnato nel far sopravvivere, ad ogni costo, il rapporto novennale che lo lega all'amico. Sono, in fin dei conti, le semplici tematiche della vita reale.
In scena si trasmette amore e amicizia, sentimenti che vengono mescolati alla risata e all'applauso, che sottolinea i punti salienti e rimarca il lavoro presentato dai tre attori. Ma anche se di commedia stiamo parlando, in Andy e Norman si riesce a trovare spazio anche a momenti di leggera riflessione sul rapporto che si instaura tra: Sophie e Norman / Andy e Sophie / Andy e Norman / Andy, Norman e Sophie (e fortunatamente i personaggi sono solo 3). Da vedere per divertirsi semplicemente, da vedere per ragionare sull'amicizia, da vedere per apprezzare tre bravi attori, da vedere semplicemente, senza chiedersene il perché.
Attori & Company
presenta
ANDY E NORMAN
di Neil Simon
traduzione Maria Teresa Petruzzi
regia Marco Cavallaro
con Mario Antinolfi e Marco Cavallaro
con Ramona Gargano
scenografia Clara Surro
costumi Marco Maria Della Vecchia
aiuto regia Marzia Verdecchi
la rappresentazione dell'opera è per gentile concessione di Concessionari Associati - Roma









