Vi presento papà (recensione)

Ho speso gran parte dei miei soldi per alcool, donne e macchine veloci, il resto l'ho sperperato - George Best

Chiara (Claudia Campagnola) è la figlia di Leonardo (Mariano Rigillo), un famoso regista, autore di tanti film commerciali di successo, nella sua casa tutto parla di cinema: dalle foto ricordo con i "grandi", alle numerose targhe che attestano premi e riconoscimenti, con addirittura un David di Donatello, ma conquistato in gioventù artistica. La figlia, visibilmente ed inspiegabilmente nervosa, ha combinato una doppia intervista con due critici, l'uno l'opposto dell'altro. Il primo è Giorgio (Giancarlo Ratti), un raffinato esteta del cinema di qualità, che ha sempre "stroncato" i film di Leonardo e che lavora per una rivista di nicchia, Obiettivo 49, tanto specializzata, quanto di bassa tiratura (4.000 copie). Il secondo è Corrado (Stefano Sarcinelli), un "gossipparo" esperto di comunicazione social, con più di 270.000 follower, conosciuto come “lo scova corna”. Ovviamente Corrado ha un'ammirazione sconfinata per la "cinematografia" blockbuster del regista.

Alla particolare e difficile "intervista" partecipa anche Patrizia (Anna Teresa Rossini), assistente personale e paziente del regista, l'unica consapevole dei motivi reali del nervosismo di Chiara, che non dipende dai biscotti immangiabili che l'assistente offre costantemente al padrone di casa e ai suoi ospiti. L'incontro a due voci - e irrobustito da un prezioso whisky giapponese - si trasforma presto da scontro verbale in una serata ricca di sorprese, perché Chiara ha organizzato l'incontro, celandolo dietro l'impegno di lavoro, per rivelare ai tre uomini una realtà che nessuno si aspetta e a cui nessuno è preparato. Ma questa è solo la prima delle sorprese e novità che attendono i protagonisti di "Vi presento papà" e gli spettatori della sala che lo ospita.

Il pool di autori (Andrea Maia, Augusto Fornari, Toni Fornari, Vincenzo Sinopoli) hanno abituato, da tempo, il proprio pubblico alle commedie a tema "famiglia". Le loro storie sono infatti spesso incentrate su vicende e imprevisti che mettono in luce i legami difficili e in alcuni casi dolorosi che intrecciano le vite di parenti e affini, perpetuando una tradizione narrativa che vede - rimanendo nell'ambito cinematografico che caratterizza la pièce - grandi maestri come Mario Monicelli e Ettore Scola. In un modo sempre leggero, malgrado l'argomento portante, i quattro autori "goldeniani" (perché autori residenti del Teatro Golden di Roma) riescono sempre a sottolineare quali sono i punti cardini e le debolezze dei legami importanti e costruire così storie credibili e non scontate. Ad esempio, non finiremo mai di ringraziare Toni Fornari per averci consegnato la grande intensità di "Torno alla vita".

Il testo, inutile dirlo, ha una articolazione molto più profonda di quanto abbiamo finora scritto, ma abbiamo ritenuto più opportuno evitare di raccontare oltre, lasciando il piacere di scoprire quale sia il legame tra i tre uomini a chi entrerà nella sala teatrale, avvisando comunque che il colpo di teatro - questo concedetecelo! - è solo iniziale, poi c'è molto altro. Il cast artistico - tutto - si muove con estrema professionalità e leggerezza, in un contesto professionale dove è necessario saper miscelare gli stati d'animo momentaneamente indossati (perché il mestiere dell'attore è questo: essere chi non si è, sera dopo sera, sipario dopo sipario), senza cercare nessuna forma di eccesso, mantenendo rigore e misura e rimanendo nei gangli narrativi imposti da copione e regista.

Permetteteci di sottolineare, accanto ai "soliti bravi" che abbiamo applaudito già tante volte, la nostra tardiva scoperta di Stefano Sarcinelli (ora però che lo abbiamo "scoperto" cercheremo di seguirlo molto di più) e il piacere nel constatare come una studentessa della scuola di teatro del Golden, Irene De Matteis, sia già così capace. Degli altri quattro interpreti in scena sembra quasi inutile, anzi lo è, scrivere che sono bravi, loro lo sanno, noi anche, ma soprattutto lo sa il pubblico che li accoglie sempre con piacere, racconto dopo racconto, sia in teatro (Mariano Rigillo e Anna Teresa Rossini) che anche in radio (Giancarlo Ratti e Claudia Campagnola). Ma il medium con attori così conta relativamente poco.

Andrea Maia
Teatro Golden
Vincenzo Sinopoli
presentano
VI PRESENTO PAPÀ
di Andrea Maia, Augusto Fornari, Toni Fornari, Vincenzo Sinopoli
con Mariano Rigillo, Giancarlo Ratti, Stefano Sarcinelli, Anna Teresa Rossini, Claudia Campagnola
con Irene De Matteis e (in video) Rita Savagnone
regia Toni Fornari

giornalista
Nasco informatico e scontroso decenni fa, da meno anni sono anche giornalista e sempre scontroso. Di recente ho scoperto i social (ma non li ho ancora capiti).
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