Quale può essere il legame tra tute le "incombenze" che abbiamo appena elencato? Se i nostri lettori non hanno saputo dare risposta, è evidente che ci stanno leggendo solo uomini, visto che sono tutti luoghi nei quali una donna, insieme a un'altra donna - figuriamoci se si è in tre! - può veramente parlare del mondo e, perché no, crearsene uno parallelo.
Una volta era il parrucchiere. Un mondo misterioso, un universo parallelo nel quale un numero imprecisato di donne - anche solo la proprietaria e la cliente - poteva canalizzare argomenti e confidenze che probabilmente neppure al proprio padre spirituale si sarebbero mai raccontate. Adesso a farla da padrone è il "bagno turco", la cosiddetta spa dove oltre alle tossine si possono "espellere" senza timori confidenze e piccoli segreti che, si sa, spesso si raccontano più facilmente agli sconosciuti perché non c'è poi la paura di essere giudicati. E' quello che succede alle tre protagoniste di questo piacevole racconto tutto al femminile.
Nella zona relax di un bagno turco una donna distesa è immobile come una mummia. Sta facendo raffreddare gli orecchini che le "stanno bruciando le orecchie" dopo essere stata nella sauna. È Alessandra Sarno, la responsabile del reparto rughe di una profumeria dove "invece che diventare dirigente, con il passare degli anni diventi cavia". Il suo "riposo" viene disturbato da Rossana Carretto - Ada, la classica donna "sparsa" - nel senso che ha neuroni sparsi un po' ovunque - che comincia ad interagire con la "mummia" raccontando a lei e agli spettatori la sua vita da donna-zerbino insieme al fidanzato. Fidanzato che la aiuta a superare gli stati d'ansia (spesso proprio da lui creati), che combatte grazie a delle pastiglie "grosse, dal sapore strano... pensare che messe in lavastoviglie aiutano pure a pulire i piatti!"
Pia Engleberth è la terza donna, nei doppi panni di Norina, donna sposata e spossata dal marito, e della "leader sessista" che si impone sulle altre con moralismi astrusi ma plausibili. Dal sesso alla cosmesi passando per una saggezza irreale e surreale alla "Frate Indovino", le tre/quattro donne stringono un legame forte, di amicizia vera, una di quelle che nascono e sono destinate a morire uscite dalle quattro mura in cui ci si trova ma non per questo meno pure o "sentite".
Rispetto alle usuali sceneggiature nelle quali si trovano donne forti e volitive che illustrano a se stesse e al pubblico uomini deboli e debosciati questa piéce, scritta da Giorgio Centamore (con l'aiuto delle tre attrici) e diretta da Enzo Iacchetti (al suo debutto come regista), pur facendo descrivere alle protagoniste presenze maschili deprecabili, non risparmia il sesso femminile, non certo avaro di egoismi e debolezze. Chi si salva in mezzo a questa confusione e a questi difetti? Sicuramente il vero amico delle donne per eccellenza, il parrucchiere, nella fattispecie "Misha, il mago della Mesha".
Grazie alla sua conoscenza del genere maschile e femminile dovuta alla sessualità "differente", Misha assurge al ruolo di guru prodigo di perle di saggezza sul mondo declinato secondo "lui". Una delle quali riassume in pieno l'ora e mezza di commedia dal ritmo serrato, tanto declinato nei confronti del sesso maschile che di quello femminile: "Le donne sono come fiori, se ne metti un po' insieme ti fanno un bel mazzo". Quanta saggezza! Chissà quanto prende per la piega?
QUESTA SERA COSE TURCHE
di Giorgio Centamore
con la collaborazione di R. Carretto, P. Engleberth e A. Sarno
con Rossana Carretto, Pia Engleberth, Alessandra Sarno
regia Enzo Iacchetti
musiche Tony Soranno
durata dello spettacolo 1 ora e 30 minuti circa









