Due di notte (recensione)

Ricostituita la coppia artistica tra Michele La Ginestra e Sergio Zecca, in scena come interpreti e registi

Due di notte
m&s - Due di notte (foto © Fabio Sabatini)

Il momento migliore per vivere assieme a questa commedia è farlo a ridosso del Natale, ma siamo certi che basterebbero pochissime aggiustature per poterla proporre anche in agosto, a Pasqua e in qualsiasi momento dell'anno desiderato dai suoi autori (i due protagonisti più Massimiliano Bruno). È pur vero che il momento migliore per vedere il capolavoro di Frank Capra, La vita è meravigliosa (1946), è durante le feste di chiusura anno, ma se fosse ferragosto non cambierebbe molto: sempre di capolavoro si tratta.

Venendo al racconto, Leo Battaglia (Michele La Ginestra) e Vanni Martini (Sergio Zecca) sono due sfortunati speaker radiofonici, perché costretti a passare la vigilia di Natale, non con le loro famiglie, ma a intrattenere lo strampalato pubblico di Radio Green Dimension Sound. I due non potrebbero essere maggiormente diversi, sia nell'aspetto fisico che nello spirito e nel modo con cui affrontano la vita. Leo è indebitato con il mondo, è un bugiardo che svicola tra i tanti creditori e che vive alla giornata (se la commedia non fosse stata scritta molti anni prima, avrebbe fatto supporre un'ispirazione al reale), mentre Vanni è un timido romanticone con difficoltà affettive e con i piedi saldamente in terra. 

I due amici - perché malgrado tutto lo sono - infarciscono il programma di innesti (divertenti, alcuni dei quali abbiamo il sospetto siano stati messi all'impronta) che arricchiscono la loro trasmissione notturna e si scontrano anche volentieri con il particolare pubblico che telefona, per condividere, più che gli auguri, le proprie bizzarrie (ma va considerato che chi la notte di Natale preferisce telefonare a una radio e non stare con i propri cari qualche problema lo ha).

Nel gioco radiofonico e i classici scherzi telefonici si innesta la vita reale dei due, i loro litigi e la loro diversa, completamente diversa, filosofia di vita. Il divertimento è quindi di conseguenza arricchito anche dalle tante voci amiche che si sono prestate a "disturbare" la trasmissione: elenco completo nei crediti a fondo dell'articolo.

Michele e Sergio si conoscono sin da ragazzi, hanno iniziato a lavorare assieme, hanno fatto laboratorio teatrale assieme, attualmente sono, rispettivamente, il direttore artistico e il direttore artistico dei laboratori del Teatro 7, una piacevole sala romana con repertorio maggiormente improntato sulla commedia. Hanno sostanzialmente lo stesso tipo di rapporto che hanno trasposto in Leo e Vanni e che proviene da quelle grandi coppie del cinema italiano (non solo, vedi George Bailey e l'angelo di seconda classe Clarence, sempre per rimanere in ambito Frank Capra), dove l'uno è imprescindibile dall'altro e chiunque si attardi è sempre e comunque atteso dall'altro (citazione di altra grande coppia del grande schermo). Uno spettacolo divertente, con quel pizzico di poesia e melanconia, tipico della penna dei suoi autori. Uno spettacolo che, finalmente, dopo sedici anni dal loro debutto in coppia, riporta insieme sul palco La Ginestra e Zecca (sia interpreti e registi) e che ci fa sperare possa continuare a lungo.

DUE DI NOTTE
di Massimiliano Bruno, Sergio Zecca e Michele La Ginestra
con Sergio Zecca e Michele La Ginestra
regia Michele La Ginestra e Sergio Zecca
voci Massimo Wertmuller, Max Tortora, Beatrice Fazi, Martufello, Federica Cifola, Giulia Ricciardi, Alessandro e Luca La Ginestra, Paola Serafino, Ludovica Di Donato, Anna Lina Tamisari, Alessandro Prugnola

giornalista
Nasco informatico e scontroso decenni fa, da meno anni sono anche giornalista e sempre scontroso. Di recente ho scoperto i social (ma non li ho ancora capiti).
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