Tre trentenni sono stati convocati per un colloquio di lavoro nella sede di un prestigioso istituto bancario. L'appuntamento è fissato per tutti e tre alla stessa ora e permette loro - mentre si struggono nella sala di attesa - di fare conoscenza reciproca e mettere a punto strategie, volute o meno, con cui primeggiare e allontanare gli altri pretendenti, visto che il posto di lavoro, tanto agognato, è solamente per uno di loro.
I tre sono, ovviamente e volutamente, caratterizzati in maniera drammaturgica totalmente diversa. Luca (Ermenegildo Marciante) è un brillante e "griffatissimo" (sottolinea spesso la qualità e il costo del suo abito) laureato in economia, spavaldo e sicuro di sé, in grado di rendersi immediatamente antipatico. Franco (Luca Basile) è assolutamente all'opposto: un modesto e goffo impiegato, stralunato e chiacchierone, fin troppo espansivo, che si sposta con i mezzi pubblici e veste fuori moda. Esilarante la sua conversazione surreale con Luca che sembra provenire da uno degli sketch sulla panchina di Ale e Franz.
Infine abbiamo l'irruzione dello sportivo Sergio (Tommaso Arnaldi), un fanatico di arti marziali, "salutista" con il mito del Walker Texas Ranger dell'inespressivo Chuck Norris e dallo sgargiante abito giallo - con cravatta texana (appunto!) - che arriva direttamente, per intercessione dell'autore, dalla dotazione scenica della pièce francese.
L’annuncio al quale hanno risposto precisava: “giacca e cravatta obbligatorie” (come se le qualità lavorative si possano misurare con l'abbigliamento!), e i tre si sono adeguati, ciascuno a proprio modo, incluso l'asso nella manica che potrebbe costituire la sostanziale differenza per avere la meglio e conquistare il sospirato lavoro.
Chi dei tre riuscirà a superare il colloquio e ottenere la tanto desiderata ma ancora lontana stabilizzazione economica? Alla domanda - centrale e fondamentale di tutto il lavoro di Serge Da Silva ("La gueule de l'emploi" è uscito nei teatri francesi nel 2014) - non possiamo e non vogliamo dare risposta. In ogni caso, al termine del racconto, ogni tassello si colloca al suo posto, fornendo tutte le informazioni necessarie per non uscire dalla sala teatrale con il dubbio.
Affidandosi alle capacità artistiche dei tre protagonisti, ben guidati dalla regia italiana, la commedia avanza sicura e diverte il pubblico. Soddisfatto anche l'impatto visivo, con la scena - si svolge tutto nello stesso ambiente - arricchita dalle piacevoli installazioni artistiche di Cristina Gasparrini. Ci si destreggia tra gli stereotipi indossati dal cast - come la giacca e cravatta di ordinanza - in maniera leggera, senza cercare o voler scavare nel vissuto personale degli aspiranti impiegati che - come tanti altri - si barcamenano in una vita molto difficile, specialmente se si ha un mutuo da dover pagare ogni mese. Una maggiore incisività nel testo non avrebbe guastato, ma forse non era nemmeno in programma, almeno a giudicare da alcuni contributi originali che circolano in rete.
Abbiamo avuto il piacere di raccogliere una dichiarazione della regista, alla quale abbiamo chiesto del significato del titolo originale della commedia: "E' un modo di dire francese, che da noi si potrebbe paradossalmente tradurre proprio con un'altra espressione francese, ovvero il 'fisique du role', ma non è proprio corretto. 'Gueule de l'emploi' sarebbe a dire 'avere la faccia da...', come se le dicessi che lei ha proprio la faccia da giornalista e io la faccia da regista. Nella nostra lingua non esiste un corrispettivo esatto, ho quindi deciso di non tradurre il titolo". ... e del testo: "Lo adoro. E' sagace, comico su qualcosa di drammatico, come da noi sapeva fare il grande Alberto Sordi. Mette a nudo le meschinità e l'umanità insieme. E mi piace che sia semplice, ma non semplicistico: non ci sono buoni e cattivi. Non si ride o si piange. Non è bianco o nero ma vario, come la vita".
Ginevra Media Prod
presenta
IL COLLOQUIO
di Serge Da Silva
con Ermenegildo Marciante, Luca Basile, Tommaso Arnaldi
scene Cristina Gasparrini
luci Cristian Bove
musiche Vakarelis
traduzione e regia Virginia Acqua








