Sorella con fratello (recensione)

Completamento scenico della cosiddetta trilogia della famiglia di Alberto Bassetti

Prima "Le due sorelle", poi "I due fratelli" ora "Sorella con fratello": ma siamo sicuri che l'analisi del drammaturgo si arresterà qui?

Per questo suo ultimo (forse) testo a tema "famiglia, Bassetti decide di liberarsi da qualsiasi orpello scenico e opta per mise en espace, concentrando il suo lavoro (e quello dei due attori chiamati a vestire i panni difficili dei due consanguinei) solo sulla parole, intense e appassionanti, che tratteggiano un dipinto crudo e amaro di uno scenario familiare ingiusto, ma non irreale.

A conti fatti "Sorella con fratello" ben si presta alla scelta della lettura scenica, praticamente niente scenografia o disegno luci, due leggii con copione in vista, forse (ma non è questo il caso) una leggera concessione per i costumi. Nessuna sovrastruttura si frappone tra chi "recita" e chi ascolta, quasi come se si temesse una qualsiasi forma di distrazione. Ci si affida completamente alle battute e ai pochi gesti, attenti e calibrati, dei due protagonisti. Una luce fredda che parzialmente ne illumina i volti e che diventa a sua volta l'unico elemento scenico.

Facciamo la conoscenza con i due consanguinei, sono due personalità difficili, un fratello (Enrico Lo Verso) e una sorella (Alessandra Fallucchi), che hanno costantemente e morbosamente bisogno l'uno dell'altra, che hanno necessità di continuare ad avvertire la reciproca presenza fisica, anche quando sono tra loro distanti. Hanno bisogno assoluto di parlarsi, confrontarsi, scontrarsi e e cercare così una giustificazione catartica e salvifica per le loro esistenze e per i loro gesti.

Una relazione che, apparentemente e per pochi minuti, si sviluppa "normalmente" affettuosa, un fratello che si avvicina alla musica, imparando a suonare il pianoforte, per accompagnare l'amata sorella - che si trova in carcere per aver ucciso la madre - durante le sue importanti prove di canto. Poi si prende un'altra strada narrativa e i due fratelli si gettano contro le responsabilità del gesto omicida e di tutti i motivi dai quali questo è scaturito.

Si attraversano sfere di sensualità soffocata e sofferta, ma non per questo meno esplicita. Si affida al movimento delle mani le parole non dette in dieci anni di consapevole (o meno) espiazione. L'amore deviato, oramai sdoganato da ogni media, assume così rilevanza, ma sempre sommessa, come se si cercasse di tenerlo chiuso all'interno di una stanza (come nella realtà poi succede).

Del testo non diciamo molto altro, lasciando ai prossimi spettatori il "piacere" di dipanare ulteriormente la vicenda che - avvisiamo - assume ulteriori connotazioni, mantenendo al centro il dramma familiare che, sempre più costantemente, la "cronaca" reale, attraverso impietosi e morbosi reportage, porta ai nostri occhi, mescolandosi con la finzione.

Purtroppo, nella vita, alla fine di tutto non c'è l'applauso del pubblico e le congratulazioni agli attori che possono così, sorridendo liberarsi dei loro personaggi, rimane solo la tristezza del dramma, il teatro si chiude e si ritorna la vita. Ma non sarebbe meglio - almeno una volta - poter fare esattamente il contrario?

SORELLA CON FRATELLO
testo e regia Alberto Bassetti
con Enrico Lo Verso e Alessandra Fallucchi

giornalista
Nasco informatico e scontroso decenni fa, da meno anni sono anche giornalista e sempre scontroso. Di recente ho scoperto i social (ma non li ho ancora capiti).
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