Un nuovo adattamento teatral-musicale per il capolavoro felliniano del 1954. Attualmente in tournée nelle sale del Regno Unito, prima di fermarsi e trovare residenza stabile al West End. La regia è firmata da Sally Cookson.
La drammatica favola neorealista di Federico Fellini (praticamente premiata in qualsiasi manifestazione e con qualsiasi riconoscimento) lascia lo stupendo bianconero di Otello Martelli per tingersi dei tenui colori teatrali e arricchirsi di un pregiatissimo commento sonoro - di Benji Bower - che si amalgama perfettamente con l'originale e riesce anche ad aumentare il valore - già molto alto - della colonna sonora composta, in origine, da Nino Rota.
Sally Cookson (finora due nomination agli Oliver Awards, il massimo riconoscimento teatrale inglese) si accosta con la massima delicatezza e rispetto al film italiano e ne porta nei teatri britannici l'essenza più poetica e struggente, aiutata e pienamente sostenuta da un cast eccellente in grado di cantare, suonare (rigorosamente dal vivo), ballare e - alcuni artisti - diventare addirittura acrobati circensi.
Un italiano non può non notare la differenza di suono tra "Zampanò is here" e la battuta originale "E' arrivato Zampanò", ma a parte qualche ovvia diversificazione o adattamento linguistico e la domanda (che può anche non avere risposta) sul perché sia presente l'incipit di "Vecchio frack" di Domenico Modugno (del 1958), "The Road" teatrale costruisce una solida impalcatura scenica, ampiamente applaudita, che ha anche il merito di rinfrescare la memoria del pubblico più giovane, riportando sotto i riflettori di una sede assolutamente prestigiosa come il quartiere londinese a vocazione teatrale più importante d'Europa una piccola storia senza tempo, ricca di sentimenti e adatta, ieri come oggi, a essere rappresentata.
Le vicende tragiche della piccola Gelsomina (interpretata da Audrey Brisson), venduta dalla madre al girovago Zampanò (Stuart Goodwin), sono universalmente note e il racconto teatrale non si discosta nemmeno per una virgola dalla trama originaria, effettuando solo quelle aggiustature che si rendono necessarie nel passaggio dalla pellicola al palcoscenico. Addirittura più convincente e coinvolgente la scena iniziale di "istruzione" che il brutale Zampanò impartisce a Gelsomina, la struttura del Circo Giraffa è resa efficacemente da due pali che continuamente diventano spazi scenici; il motociclo dei due rappresentato da tre ruote affidate a tre attori: il modo visionario di fare cinema di Fellini viene amplificato in un tributo delicato e sincero, ma comunque dotato di una sua forte personalità artistica e di totale autonoma.
Quello che si mette in scena ha ovviamente come punto di maggiore forza l'innesto musicale (anche senza essere classificato come "musical" canonico, vista la prevalenza del recitato), ottimamente cantato e ottimamente eseguito da una piccola ensemble musicale di archi, batteria (ma anche percussioni più particolari, come - ad esempio - una tinozza), chitarre e fisarmonica, strumento che viene anche - molto difficilmente - suonato dal Matto (Bart Soroczynski) su un monociclo che attraversa, velocemente, il palco. È comunque tutta la compagnia a rendere merito al racconto e a raccogliere il robusto, prolungato e meritato ringraziamento finale del pubblico. Se questo è il modo con cui il teatro inglese si prende cura dei classici italiani, si spera vogliano spesso ripetere l'operazione. (Si ringrazia il Cambridge Arts Theatre per le foto di scena).
LA STRADA
dall'omonimo film di Federico Fellini
regia Sally Cookson
testo Mike Akers
musiche Benji Bower
con Audrey Brisson, Stuart Goodwin, Bart Soroczynski
scena e costumi Katie Sykes
disegno luci Aideen Malone
suono Mike Beer
direzione di scena Cameron Carver
casting Jill Green CDG
durata circa 2 ore, incluso intervallo








