La misteriosa scomparsa di W (recensione)

Stefano Benni & Ambra Angiolini, accoppiata vincente per il monologo del primo interpretato dalla seconda

La misteriosa scomparsa di W
m&s - La misteriosa scomparsa di W (foto © Teatro dell'Archivolto)

Stefano Benni è l'autore, dalla scrittura surreale e bizzarra, ma comunque circolare. Ambra Angiolini è l'interprete teatrale, camaleontica e fresca interprete teatrale. Assieme nella pièce La misteriosa scomparsa del signor W, con un risultato più che soddisfacente.

Il Signor W di Benni è come il Godot di Becket: si aspetta. Lo aspetta V, Ambra Angiolini, una moderna Alice dall'abito candido, come il suo essere, e i capelli rosso rame a rappresentare simbolicamente il carattere elettrico. Un personaggio che invece di perdersi nel Paese delle Meraviglie di Lewis Carrol si perde nei meandri delle "W" che, a seconda delle interpretazioni, potrebbero essere le 5 W regola base del giornalismo (What, cosa; Who, chi; Where, dove; Why, perché; When, quando), oppure solo la W del Who, nell'accezione della ricerca di sé, o, semplicemente (semplice? è da dimostrarlo) l'interezza del suo essere una normale e piccola sola V.

Ed è forse l'aggettivo "sola" che meglio descrive la protagonista dell'opera di Benni, una creatura pura, scevra da sovrastrutture, contemporaneamente libera e prigioniera del suo stesso modo di vivere all'estremo le emozioni, influenzate dalla società odierna che "gioca" al rimbalzo con le incertezze e le false sicurezze. Una donna sveglia, troppo sveglia, che, come spesso accade alle persone che capiscono troppo, e sono anche appartenenti al sesso femminile, in una società votata ancora al maschile, scivola nella spirale della disillusione e del rimpianto. Il rimpianto di non avere più la sua (o il suo) W, che cerca disperatamente, calmata solo dalla pillola di nuova generazione, il Calmador, panacea di ogni male.

E insieme alla protagonista, una più che versatile attrice capace di passare come la signorina V dalla disperazione, all'allegria, all'isteria, anche il pubblico aspetta di trovare, o ritrovare, o perché no, scoprire, il signor W. E' il coniglietto Walter dell'infanzia della fanciulla, come un ulteriore rimando ad Alice nel suo Bianconiglio? Oppure il nonno Wilfredo? Il razionalissimo ragazzo Woimer? La compagna di banco Wilma, summa dell'ipocrisia e perfidia "amichevole" femminile? Who is W? E' forse lei stessa, la sua immagine riflessa in uno specchio, capace di restituirle due V affiancate? È quindi la consapevolezza di sé e della ricerca di qualcosa nella vita e nell'umanità stessa?

Domande davanti alle quali ci si trova da soli, nel proprio percorso di crescita, come cresce l'Alice di Carrol, o trovandosi davanti ad una situazione che pare imminente e che sembra non arrivare mai perché quando accade non ci si rende conto di viverla, come in "Aspettando Godot". Una pièce sicuramente particolare, che lascia con il fiato sospeso e l'attenzione sempre accesa nel cercare un filo logico che passa in secondo piano rispetto alla bravura di una Ambra Angiolini che, da sola, basta a "riempire" una scena praticamente vuota, giocata sul bianco e sui tagli di luce colorati. Un'attrice che attira l'attenzione dello spettatore tanto da non aver bisogno di seguire una trama che, ci insegna Benni, non è comunque sempre necessaria per "dire qualcosa".

LA MISTERIOSA SCOMPARSA DI W
di Stefano Benni
con Ambra Angiolini
regia Giorgio Gallione
scene e costumi Guido Fiorato
musiche Paolo Silvestri
produzione Teatro dell'Archivolto
durata circa 75 minuti senza intervallo

giornalista
A 25 anni volevo lavorare nel mondo del Teatro. Ora ne scrivo con la stessa passione di allora, facendo molte incursioni nell'arte e meno nella musica.
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