Prima di [ri]fare l'amore (recensione)

Uno spettacolo "personale", all'interno del quale l'autore/attore racconta di sé, la famiglia e il suo passato

Il cast dello spettacolo ai ringraziamenti finali
m&s - Il cast dello spettacolo ai ringraziamenti finali (foto © media & sipario)

Arriva per tutti il momento del bilancio, quel momento in cui ci si guarda indietro e si mette ordine nel proprio cassetto dei ricordi, lasciando che momenti piacevoli e meno tornino alla memoria. Attimi (da capirne la durata) che si passano più volentieri in compagnia solo di se stessi, magari ripensando al primo (o al secondo) amore, alla prima sigaretta, alla prima "innocente" trasgressione, la "maglietta della salute" e la musica (nello specifico, preponderante George Michael, con cui si gioca in scena, ma anche i Survivor e la meravigliosa "Forbidden Colours" di Sylvian e Sakamoto).

La vita di chiunque è fatta di tante "prime" volte, ma quando si è un attore ed autore teatrale, può capitare che queste prime volte prendano la forma del "copione" e si decida di condividere il proprio vissuto con gli spettatori. Il racconto di vita (quanto parziale e quanto reale non è dato saperlo, indagarlo e - in fin dei conti - non sono nemmeno affari nostri!) di Marco Falaguasta, essere umano (perché a volte sembrerà strano pensarlo, ma questo sono gli artisti), viene così preso in carico da Alessandro Mancini che volentieri ascolta e scrive, si confronta e sistema, con, immaginiamo, la facilità e semplicità che tutti noi abbiamo nell'occuparci della vita altrui e non della nostra.

Il copione, una volta completato, passa poi sotto le mani di Tiziana Foschi che ne traccia le linee guida, portando la ex intimità in disponibilità del pubblico e i pensieri in libertà - espressi sotto la doccia della palestra (uno dei momenti di maggiore e appagante solitudine dell'uomo moderno) - sotto i riflettori dell'americana (struttura metallica che sostiene i fari, ndr) di un teatro.

Si mette, per completare il tutto, il necessario colore (perché i ricordi sono il più delle volte in bianco e nero) e si calibrano i giusti tempi e spazi, perché in teatro il racconto non può avere rallentamenti o incertezze: ad ogni clic deve sempre corrispondere un clac (cit.). A battuta deve seguire battuta, lo spettacolo non si può fermare, se non ai ringraziamenti finali. Non rimane che trovare conforto e spalla amica in chi non ti tradisce mai e che magari fa anche questo stesso mestiere (e lo fa anche piuttosto bene!) e si sottomette volentieri al ruolo di "innesto video, in forma fisica".

Marco Fiorini e Claudia Campagnola si sottopongono così ai desiderata (e ai pensieri) del collega, interpretando non un solo personaggio, ma i tanti incontri, fondamentali e non, che comunque costituiscono i momenti importanti del percorso su cui lo spettacolo è costruito. Eccoli quindi chiamati ad essere tutti ed il contrario di tutti, dall'amico con cui si gioca a subbuteo, al padre della ragazzina tanto desiderata, dall'amica di infanzia, alla ragazza che fa le pulizie in palestra (un plauso in più per non avere messo in scena lo stereotipo dell'inserviente straniera). Ma il numero degli "innesti" e dei cambi di costumi è lungo.

Il risultato finale è un piacevole, delicato, ma anche divertente viaggio nel passato del signor Marco Falaguasta, professione artista, ma in buona sostanza uno come tanti, che dorme molto di più in albergo e mangia per necessità al ristorante (mai prima di mezzanotte). Invece di andare in ufficio, la mattina (sul tardi) controlla internet per verificare cosa i giornali hanno scritto su di lui (e se hanno scritto), telefona ad agente ed ufficio stampa e poi chiama "casa", per sapere che fanno i "ragazzini", non rendendosi conto - come qualsiasi altro genitore - che il tempo passa e che i bimbi stanno diventando adulti.

E se prenderanno la stessa strada di famiglia e prima o poi si ritroveranno a scrivere un copione sulla propria vita, compreso ovviamente il genitore, chissà quante battute gli assegneranno. Per avere la risposta si deve attendere ancora alcuni anni, per applaudire "Prima di [ri]fare l'amore", basta cercarlo in teatro.

PRIMA DI [RI]FARE L'AMORE
di Marco Falaguasta e Alessandro Mancini
regia Tiziana Foschi
con Marco Falaguasta, Marco Fiorini e Claudia Campagnola
aiuto regia Floriana Corlito
scene Andrea Simonetti

giornalista
A 25 anni volevo lavorare nel mondo del Teatro. Ora ne scrivo con la stessa passione di allora, facendo molte incursioni nell'arte e meno nella musica.
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