Non son fatto di ossa ma di atti, che vi lascino rimborsati o soddisfatti, il mio cuore è chiamato trama - celebre sequenza di battute tratte da "Chiedimi se sono felice", film del 2000 diretto da Aldo Baglio, Giacomo Poretti, Giovanni Storti, Massimo Venier.
Pietro (Andrea Papale), ma preferisce farsi chiamare Peter, è un bugiardo autore teatrale caduto in disgrazia. Assieme al troppo sincero Mattia (Luca Forte), che però il primo si ostina a chiamare Matthew, gestisce Agenzia Cyrano, uno scalcinato studio di comunicazione dove si preparano discorsi per tutti e per ogni occasione. Il lavoro va talmente bene che i due hanno un unico cliente, il timidissimo amministratore di condominio Franzetti (Fabrizio Mazzeo) e anche questi non è soddisfatto del lavoro di "parola" offerto finora dall'agenzia, visto l'eccellente orazione funebre che Pietro gli ha scritto e con la quale si è presentato alle esequie di un parente, rimediando una pessima figura di fronte a tutta la famiglia.
Tra un furto di versi e l'altro, plagio perpetrato principalmente ai danni di Edmond Rostand ("Cyrano de Bergerac") e William Shakespeare ("Giulio Cesare" e "Il Mercante di Venezia"), ma anche dal film noir di totale insuccesso "Il lungo sorso della notte", o un omaggio al Jack Nicholson di "Chinatown" (1974, di Roman Polanski), i due agenti speciali al servizio della parola devono occuparsi delle vicissitudini sentimentali di Adelma (Giorgia Ferrara), una nuova possibile cliente con una evidente difficoltà psicologica nel dire "no", e, contestualmente, guidare il malcapitato Franzetti - in una sorta di aggiornamento tecnologico delle cure che Cyrano (quello vero) dedica a Cristiano - nel suo primo e ovviamente disastroso appuntamento galante in un particolare ristorante, con in sala un cameriere (Eugenio Banella) che definire bislacco è veramente poca cosa.
Una commedia gradevole che cerca di insegnare a quei pochi che non lo sapessero il grande valore e la potenza, in alcuni casi sottovalutata, delle parole. Un testo brioso, scritto da due autori (uno dei due è in scena) che sanno come bilanciare le parti e le battute dei personaggi, orchestrato dalla regia di Pino Quartullo e ben interpretato da cinque giovani in grado di mantenere costante il proprio ritmo narrativo e, di conseguenza, l'attenzione dello spettatore. La scena ruota attorno ad una parola: "epitenonio", se sapete cosa significa (senza ricorrere ad un dizionario), apprezzerete di più la commedia, se non lo sapete, lo scoprirete divertendovi in sala, come abbiamo fatto noi.
I cinque protagonisti - il ruolo del cameriere, come in un giallo, non è marginale e non va sicuramente sottovalutato - restituiscono al pubblico un racconto divertente e mettono le loro capacità al servizio della drammaturgia, comica e leggera, ma non per questo necessariamente scontata. Si ride, come da migliore tradizione della tipologia dello spettacolo, ma allo stesso tempo si apprezzano le varie sfaccettature della messa in scena, che scorre oliata e sicura, così come risalta la qualità della scrittura e la mancanza di tempi morti.
Cosa abbiamo apprezzato di più? Probabilmente l'affiatamento e professionalità del cast, ma è la coralità del racconto ad essere convincente. Abbiamo molto gradito quello che abbiamo visto e non avrebbe guastato un riavvolgimento del nastro drammaturgico per apprezzare (o riapprezzare) nuovamente quello che è stato portato sul palco, per assorbirne meglio qualche altra sfumatura (i siparietti tra Adelma e i suoi improbabili fidanzati, ai quali la ragazza non riesce proprio a dire di "no").
In conclusione, una compagnia sicuramente giovane, che promette bene, e un prodotto di godibilità piena. Se uno dei mali del teatro italiano è quello di volersi ostinare ad affidarsi solo a nomi certi e collaudati, con un leggero appiattimento delle proposte e, di conseguenza, pigrizia di chi guarda, a volte fare un salto nel buio e dare fiducia a chi non si conosce comporta, come in questo caso, una scoperta piacevole e una doverosa promozione artistica. Quella del pubblico è stata costituita dal suono tondo e gratificante degli applausi finali.
Carpe Diem Produzioni
presenta
AGENZIA CYRANO
di Laura Grimaldi e Andrea Papale
con Giorgia Ferrara, Luca Forte, Fabrizio Mazzeo, Andrea Papale, Eugenio Banella
regia Pino Quartullo









