Gli spettatori si accomodano in sala con il sipario aperto e il parrucchiere Anthony (Max Pisu) già in azione sui lunghi capelli di una - ovviamente - complice che, quando lo spettacolo inizierà realmente, si accomoderà in platea (forse) soddisfatta del lavoro del coiffeur di palco. Ma lo avrà pagato anche per la sua prestazione?
Lo raggiunge sulla scena la collaboratrice/sciampista Samantha (Lucia Marinsalta), che riassetta il negozio, recentemente ben ristrutturato (le scene portano la firma del solito Alessandro Chiti, una vera e propria garanzia), per accogliere i clienti di una normale giornata lavorativa, peccato che incomba costantemente il disturbo musicale dell'inquilina del piano di sopra (ma anche proprietaria dell'intera palazzina), l'anziana e ricca pianista Eulalia Migliavacca. Tra la padrona del negozio e il parrucchiere/inquilino non corrono buoni rapporti e l'uomo non lesina insulti anche pesanti a tentativi sgarbati di far cessare la musica di Rachmaninov che la "vecchia", pardon, che la signora diffonde nell'aria, anche per contrastare le scelte musicali dei sottostanti, che vanno dalla gloriosa disco anni 70/80 (che piacere riascoltare YMCA dei Village People) a discutibili hit sanremesi di questi ultimi giorni. Nulla di nuovo o di diverso da quello che si riscontra in tanti altri condomini italiani.
Il negozio si riempe di clienti: un uomo che vuole farsi la barba (Nino Formicola), un antiquario (Giancarlo Ratti) e una cliente abituale (Roberta Petrozzi) con il parrucchiere che vola leggiadro dagli uni all'altra, contribuendo a incrementare una confusione che quasi impedisce di seguire la vicenda con la necessaria linearità, poi scopriremo che si sta seguendo un disegno drammaturgico ben preciso.
Ma i presenti hanno scelto questo negozio per quale motivo?
Come mai l'altezzosa e sgarbata Beatrice ha approfittato di una momentanea assenza di tutti per una telefona particolare e ambigua?
Come mai tutti o quasi hanno a che fare con il sangue, proprio o altrui?
Ma soprattutto, chi ha ucciso, con una forbice da parrucchiere, Eulalia, poco prima che la stessa cambiasse il suo testamento?
E perché la polizia, rappresentata dall'agente scelto (da chi?) con master negli USA e taccuino alla Colombo di ordinanza (Giorgio Verduci), è stata così tempestiva nel suo intervento?
Se a questo punto pensate di trovarvi di fronte a un classico whodunit, vi possiamo tranquillamente assicurare che avete sbagliato teatro e spettacolo, perché ci troviamo di fronte a una storia tanto divertente quanto giocosamente strampalata, dove il pubblico è chiamato all'azione non solamente per ridere e applaudire, ma - più concretamente - per dare una mano agli investigatori nel dipanare la vicenda.
Dopo circa un'ora, infatti, vengono accese le luci, e si annuncia ai presenti che "ora tocca a voi" e quindi lo spettacolo nello spettacolo può cominciare, anzi continuare. Se la commedia è divertente con solo 6 (bravi) attori sulla scena, lo diventa ancora di più quando i protagonisti diventano centinaia, che in più non sono nemmeno stati dotati del copione.
Il pubblico novello Sherlock Holmes o Hercule Poirot (o Miss Marple, per non dimenticare la consueta ampia presenza femminile) interagisce molto volentieri nella vicenda, sempre comunque abilmente guidato da chi il copione, invece, lo ha ben letto e assimilato. Si è alla ricerca di un colpevole tra almeno quattro sospettati, un assassino democratico che - come viene spiegato - viene deciso direttamente dall'andamento delle risposte che gli spettatori presenti a ogni replica danno alle domande che vengono loro via via poste. Nel nostro caso, le porte della prigione si sono spalancate per... quale motivo dovremmo svelarlo? Basta cercare lo spettacolo in uno dei teatri italiani, vederlo più volte - almeno 4 - e avere così tutte le risposte, ma non possiamo essere certi che altri finali non si possano aggiungere in corso d'opera.
Siamo tornati a giocare con Forbici & Follia, che avevamo già apprezzato (con un cast diverso) circa 10 anni fa e dobbiamo riconoscere che il format tiene perfettamente il tempo, quasi come un giallo della Rank Organisation. Ci ha molto divertito assistere all'alternanza degli spettacoli - comico puro, interattivo, giallo classico - che i sei protagonisti ci hanno proposto. Come tutti i presenti, ci siamo alambiccati per esprimere la nostra congettura logica - che tanto logica poi non era, visto che il colpevole non era il personaggio che abbiamo indicato, anche stavolta (leggere tutto il canone di Conan Doyle non ci è bastato) - e abbiamo comunque portato via la migliore delle risposte che si possano ottenere in una domanda teatrale: il divertimento.
ArtistiAssociati
Centro di produzione teatrale
in collaborazione con Rara produzione
presenta
Max Pisu, Nino Formicola, Giancarlo Ratti
in
FORBICI & FOLLIA
di Paul Pörtner
allestimento originale americano di Bruce Jordan e Marylin Abrams
versione italiana Marco Rampoldi, Gianluca Ramazzotti
regia Marco Rampoldi
con Lucia Marinsalta, Roberta Petrozzi, Giorgio Verduci
scene Alessandro Chiti
costumi Adele Bargilli
durata (variabile) di almeno 2 ore, poi dipende anche dal pubblico








